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Bicerin

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Bicerin
Bicerin
Origini
Luogo d'origine
 
Italia
RegionePiemonte
Zona di produzionecaffetterie torinesi
Dettagli
Categoriabevanda
RiconoscimentoP.A.T.
SettoreBevande analcoliche, distillati e liquori

Il Bicerin (pronunciato [bitʃeˈriŋ] in piemontese, letteralmente bicchierino) è una storica bevanda calda e analcolica tipica di Torino, evoluzione della settecentesca "bavarèisa", gustosa bevanda servita in grandi bicchieri tondeggianti, composta da una mescolanza di caffè, cioccolato e crema di latte dolcificata con sciroppo[1].

Il rituale del bicerin prevedeva che i tre ingredienti fossero serviti separatamente. Inizialmente erano previste tre varianti: pur e fior (l'odierno cappuccino), pur e barba (caffè e cioccolato), un pòch ëd tut (ovvero un po' di tutto), con tutti e tre gli ingredienti miscelati.[2] È stata quest'ultima formula ad avere più successo e a prevalere sulle altre. Il tutto veniva accompagnato da "bagnati", dolcezze artigianali di ben 14 specie.

Tra i primi testi che raccontano la storia del Bicerin c'è il testo di Alberto Viriglio, Torino e i Torinesi, la cui prima edizione risale al 1898.

Nel 2001 il Bicerin è stato riconosciuto come prodotto agroalimentare tradizionale del Piemonte.[3]

La ricetta

Il Caffè Al Bicerin è lo storico locale che conserva gelosamente la ricetta del Bicerin, di fronte al Santuario della Consolata
Il Caffè Al Bicerin è lo storico locale che conserva gelosamente la ricetta del Bicerin, di fronte al Santuario della Consolata

Si ritiene che la sua origine sia dovuta allo storico locale torinese Caffè Al Bicerin (del 1763) situato in Piazza della Consolata, che da allora ne porta il nome[4] e ne conserva gelosamente la tradizionale ricetta, difesa accanitamente: i dipendenti sono tenuti per contratto al segreto. È comunque possibile trovarlo nelle migliori caffetterie di Torino, in versioni sempre lievemente differenti nelle dosi, e nell'omonima caffetteria.

Gli ingredienti

Gli ingredienti sono semplici: cioccolato fatto in casa, caffè e fior di latte, ma le dosi della ricetta originale sono sconosciute. Il risultato è una bevanda gustosa, frutto della fusione dal bollente della cioccolata con il marcato sapore del caffè e la delicata schiuma raffreddata del fior di latte. Viene servito in alti bicchieri o calici di vetro che permettono di osservarne la sfumatura di colori dovuta al miscelarsi dei vari ingredienti.

Liquore

Il bicerin non va confuso con l'omonimo liquore prodotto con panna, caffè e gianduia.

Estimatori

Grandi appassionati di Bicerin furono Camillo Benso, conte di Cavour, Pablo Picasso, Alexandre Dumas[5], Ernest Hemingway (che lo inserì fra le cento cose del mondo che avrebbe salvato), Umberto Eco (ne Il cimitero di Praga cita lo storico omonimo caffè)[4].

Note

  1. ^ Torino, il locale amato da Cavour compie 250 anni, su La stampa, 30 maggio 2013. URL consultato il 19 gennaio 2017.
  2. ^ Che idea, su Caffè al Bicerin. URL consultato il 19 gennaio 2017.
  3. ^ Cfr. l'elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali, all. 1, MiPAAFT (aggiornamento 16 febbraio 2018).
  4. ^ a b "Caffè Al Bicerin", la storia di Torino in un bicchierino, su Torino oggi, 15 gennaio 2017. URL consultato il 19 gennaio 2017.
  5. ^ Torino culla di scrittori e filosofi

Bibliografia

  • Alberto Viriglio, Torino e i Torinesi. Minuzie e memorie. Torino, Lattes, 1898

Voci correlate

Altri progetti

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