Francesco Saverio Cavallari

architetto, pittore e archeologo italiano / Da Wikipedia, l'enciclopedia libera

Francesco Saverio Cavallari, conosciuto in Messico come Javier Cavallari (Palermo, 2 marzo 1810Palermo, 1º ottobre 1896), è stato un architetto, incisore, archeologo e professore italiano.

Busto in gesso di Francesco Saverio Cavallari

Figlio dell'architetto Cristoforo Cavallari e di Giuseppa Pirrone nel 1828 sposa Brigida Stassi[1]. Dal 1827 collaborò con il Duca di Serradifalco per eseguire delle esplorazioni archeologiche in Sicilia. Per oltre dieci anni esegue rilievi ed incisioni che saranno pubblicati nei volumi Le Antichità della Sicilia e Del Duomo di Monreale e di altre chiese siculo-normanne.

Nel 1840 collabora con il geologo tedesco Wolfgang Sartorius von Waltershausen per effettuare i rilievi della Carta topografica e geologica dell’Etna, e nel 1843 si trasferisce a Gottinga per completare la stesura del volume. Per Waltershausen progetta e realizza la villa di Gottinga.

Attivo a Città del Messico dal 1857 al 1864[2] ha insegnato architettura all'Accademia Nazionale di Belle Arti di San Carlos (in questo periodo realizza diverse opere come per esempio l'arco d'ingresso del Parco Lira a Tacubaya[3]).

Nel 1864 ritorna definitivamente in Sicilia, nominato direttore della Commissione di Antichità e Belle Arti di Sicilia da Michele Amari, esplorò diversi siti archeologici come Selinunte, Agrigento, Siracusa, Camarina; collaborò con Adolf Holm alla realizzazione della planimetria di Siracusa ed alla edizione del volume Topografia archeologica di Siracusa (1883)[4]. Diresse il museo archeologico di Siracusa dichiarato Museo Nazionale nel 1878 e gli scavi della Sicilia orientale, fra cui quelli di Megara Hyblaea. Fu prima coadiuvato e poi sostituito dal 1891 alla guida del Museo e di quella che dal 1907 sarà la Soprintendenza da Paolo Orsi. Fu il Cavallari a scavare il ginnasio romano di Siracusa (1864) e a rinvenire il Sarcofago di Adelfia presso le catacombe di San Giovanni (1872).

La sua carriera fu macchiata dal controverso episodio relativo ai cosiddetti "Pupazzi di Mastressa", che portò all'acquisto di reperti falsi da parte di importanti musei, in seguito ad una sua valutazione errata.[5][6]

Tacubaya, Parco Lira, Arco d'ingresso.