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Giuseppe Lanza, duca di Camastra

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Giuseppe Lanza, duca di Camastra (Palermo, 16301708), fu magistrato e rappresentante del regio governo spagnolo, ma è particolarmente noto per la sua opera nella ricostruzione di Catania all'indomani del tragico terremoto del 1693, che distrusse la città etnea e danneggiò gravemente il comprensorio sud-orientale dell'isola.

Giuseppe Lanza
Duca di Camastra
In carica 1693
Nascita 1630
Morte 1708
Dinastia Lanza
Padre Ottavio Lanza
Coniuge Maria Gomez de Silveyra

Biografia

Figlio cadetto di Ottavio Lanza, principe di Trabia, che gli assegnò il titolo di duca di Camastra. Sposò Maria Gomez de Silveyra, vedova del principe di Santo Stefano. Si dedicò alla carriera militare e nel 1672 fu nominato capitano di giustizia di Palermo; due anni dopo represse una rivolta a Messina. Nel 1676 fu nominato vicario generale per le città di Siracusa, Augusta e Terranova. Promosso sergente generale, nel 1679 fu nominato pretore di Palermo.

Il duca di Camastra ebbe nel 1693 dal viceré Juan Francisco Pacheco duca di Uzeda la nomina a vicario generale per il Val Demone e, successivamente, per il Val di Noto, al fine di fronteggiare la drammatica situazione del momento e di programmare la ricostruzione dopo il disastroso terremoto. Grazie alle esperienze acquisite nel campo dell'urbanistica e alla collaborazione dell'ingegnere militare Carlos de Grunenbergh, a cui si deve la stesura di molti dei piani di ricostruzione, del commissario generale Giuseppe Asmundo e del gesuita architetto Angelo Italia, il duca di Camastra, acquisì un ruolo determinante per lo sviluppo del barocco siciliano del Val di Noto.

La formazione militare ne faceva un personaggio abituato al comando e alla disciplina (era stato deputato del Regno) e onesto fino allo scrupolo (i suoi rendiconti finanziari sono di una chiarezza esemplare), ma rimangono impresse nei documenti dell'epoca anche il suo essere caritatevole, coraggioso e intransigente, tanto che aiutò i bisognosi con massimo impegno, ma intensa fu anche la sua opera contro i profittatori e i ladri.

Alla sua intuizione (con la collaborazione del De Grunenbergh) si deve l'avveniristico (per l'epoca) disegno della nuova Catania ricostruita, approvato dal Consiglio per la riedificazione di Catania - da lui istituito e presieduto - nella seduta del 28 giugno 1694, che stabilì in primo luogo che le strade da costruirsi fossero tutte a retta linea, larghe e spaziose, intersecate da altre di eguali caratteristiche. Le vie e le piazze del centro barocco di Catania ne sono ancora oggi viva testimonianza.

Nel 1703 fu ancora pretore (sindaco) di Palermo.

Bibliografia

Voci correlate

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