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Libro de' disegni di Giorgio Vasari
collezione di disegni raccolti da Giorgio Vasari Da Wikipedia, l'enciclopedia libera
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Storico dell'arte, collezionista di disegni di artisti italiani, Giorgio Vasari è stato un precursore, sia nella raccolta di testimonianze biografiche sugli artisti italiani, sia nella raccolta dei loro disegni. Il Libro de' disegni di Giorgio Vasari era composto da fogli, da lui stesso decorati, che contenevano i disegni da lui raccolti.

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Storia e descrizione
Riepilogo
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Giorgio Vasari collezionò quasi duemila, tra schizzi e disegni, a partire dal 1528, quando da un discendente di Lorenzo Ghiberti ottenne un gruppo di disegni. Vasari era un adolescente e, forse, questo acquisto condizionò la sua esistenza. Egli è stato collezionista, molto prima di diventare storico dell'arte.
Il suo Libro de' disegni non era una raccolta disomogenea, ma un museo "portatile", cartaceo, da consultare di continuo e da conservare come preziosa documentazione. Era un catalogo, una sorta di visualizzazione della storia dell'arte che Vasari raccontava nelle sue Vite; anzi egli menzionava sovente il suo Libro di disegni, nelle pagine delle Vite. Possedeva opere di 26 dei 33 artisti, di cui aveva trattato nella prima edizione. Le pagine montate della sua raccolta erano riempite di disegni, sia al recto, sia al verso. Aveva messo a fronte un disegno di Donatello e uno di Michelangelo, uniti da una scritta in greco. Nel Libro erano contenuti anche disegni di Vasari, alcuni organizzati come se fossero il progetto completo di un altare, con molti dipinti.[2]
- Disegni di Filippino Lippi, Sandro Botticelli e Raffaellino del Garbo, National Gallery of Art, Washington, recto
- Antonio Pollaiolo, Studio per la statua equestre di Francesco Sforza, Metropolitan museum, NY
- Domenico Ghirlandaio, Ritratto di uomo anziano, Museo nazionale di Stoccolma
- Parri Spinelli, Disegno della Navicella di Giotto, Metropolitan Museum, NY
- Andre Mantegna, Giuditta e la schiava, Uffizi, Firenze
- Leonardo da Vinci, Scaramuccia, capitano de' Zingari, Christ Church, Oxford
Vasari parlava dunque, nelle Vite, del suo Libro; ma non dobbiamo pensare ad un libro unico, tradizionale, composto da molte centinaia di fogli rilegati tra loro: piuttosto ad almeno una decina di volumi distinti, cioè a distinte raccolte di fogli non rilegati, della grandezza di circa 70x50 cm.
Al tempo del Vasari disegni, schizzi e progetti circolavano tra gli artisti: erano considerati materia di studio e la dispersione avveniva di solito alla morte di un artista o per chiusura della sua bottega. Il disegno agevolava ai committenti, in visita alle botteghe, la comprensione di opere d'arte in fase di progettazione. Vasari tuttavia fu il primo collezionista a dare un valore in sé ai disegni: li raccoglieva, li ritagliava, li ritoccava e li montava entro cornici da lui stesso dipinte, con nudi michelangioleschi, con volute o con cornici architettoniche complesse, come archi trionfali con il candelabro figurativo. Cornici, decorazioni e pitture murali, nella sua fastosa casa di Arezzo, erano la cornice per contenuti preziosi: la collezione di dipinti e di sculture, il Libro dei disegni.
Le pagine del Libro erano circa 600, per un numero di disegni fino a 2000. I volumi erano ordinati per autore, cronologicamente, come le Vite; un volume era dedicato agli studi di architettura. L'attribuzione vasariana dei disegni del Trecento e del Quattrocento è stata ampiamente rivista dagli storici dell'arte; mentre l'attribuzione dei disegni del Cinquecento è stata da loro accettata per il 90%.
Dispersione e riconoscimento
Uno di questi volumi fu offerto in dono dagli eredi Vasari a Francesco I de' Medici, a garanzia della protezione del granduca. Nessuna pagina del Libro tuttavia è stata conservata intatta agli Uffizi, perché i disegni furono staccati; quindi non c'è traccia agli Uffizi, né del Libro regalato al granduca dai nipoti di Vasari e dal fratello Piero; né di un precedente Libro, messo insieme da Vasari per Cosimo I de' Medici.
Alcuni fogli di disegni, presenti in varie raccolte, sono stati identificati perché presentano sul verso le incorniciature autografe vasariane, ma prive di disegni. Il collezionista Jabah fece aggiungere nell'incorniciatura del disegno un filo dorato.[3]
Nel 1574 gli eredi di Vasari vendettero una parte del Libro de' disegni al collezionista fiorentino Niccolò di Sinibaldo Gaddi. Si sa che cinque erano i volumi della collezione, posseduti dal Gaddi.[4]
La vendita della collezione Gaddi avvenne dopo il 18 maggio 1638, giorno della morte di Lorenzo Sabbatini che ne aveva fatto l'expertise. Queste pagine del Libro furono quindi disperse fra varie collezioni: de' Medici, lord Arundel, Quesnel, Pierre Crozat, Pierre-Jean Mariette.[5] Il banchiere e collezionista d'arte Everhard Jabach forse comprò disegni alla vendita della collezione di lord Arundel. La collezione Crozat fu dispersa nel 1741.
I primi disegni arrivarono alla collezione Reale del Louvre nel 1671, per l'acquisto dei fogli raccolti da Jabach; nel 1755 vi giunsero i disegni appartenuti a Mariette, quindi il Louvre si arricchì della collezione di Saint-Morys, requisita dallo Stato nel 1793 e nel 1850 ottenne altri fogli, provenienti dalla collezione di Guglielmo II dei Paesi Bassi.
Uno studio sistematico del Libro de' disegni è partito in ritardo, rispetto alla edizione critica del testo delle Vite:[6] è iniziato nel 1937, con gli studi di Otto Kurz ed è proseguito con le successive pubblicazioni di Licia Ragghianti Collobi e di Catherine Monbeig-Goguel.
L'individuazione dei fogli che appartennero alla collezione di Giorgio Vasari[7] e l'attribuzione di ogni disegno ad un autore certo sono costantemente materia di studio e le novità sono continue.
Al seminario di formazione specialistica Il mestiere del conoscitore Giorgio Vasari, che si è svolto a Bologna, alla Fondazione Zeri, dal 29 settembre al 1 ottobre 2016, Catherine Monbeig Goguel è intervenuta sul tema: Il "Libro de' disegni" di Giorgio Vasari: coerenza e ambiguità; Lorenza Melli è intervenuta su: Le attribuzioni di Vasari nel "Libro de' disegni.
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Catalogo dei disegni
Riepilogo
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Il Catalogo è in continuo aggiornamento
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Note
Bibliografia
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