Prodotto minimo funzionante

prototipo sviluppato per raccogliere il feedback dei clienti / Da Wikipedia, l'enciclopedia libera

Il prodotto minimo funzionante (in inglese minimum viable product, in acronimo MVP) è la versione di un prodotto con caratteristiche appena sufficienti per essere utilizzabile dai primi clienti, i quali possono quindi fornire feedback per lo sviluppo futuro del prodotto stesso.[1][2]

Nello sviluppo di un prodotto innovativo, il prodotto minimo funzionante è il prodotto con il più alto ritorno sugli investimenti rispetto al rischio. Il termine è stato coniato e definito da Frank Robinson, e reso popolare da Steve Blank e Eric Ries.[3] Il metodo prevede l'interazione con il mercato fin dalla fase di idea al fine di validare il binomio problema/cliente prima di realizzare una qualsiasi forma di prototipo; con la validazione iniziale (possibile ad esempio attraverso il metodo della javelin board) è possibile seguire un processo strutturato per arrivare velocemente, e a bassissimo costo, al primo obiettivo della validazione o invalidazione delle ipotesi.

È una strategia mirata ad evitare di costruire prodotti che i clienti non vogliono, che cerca di massimizzare le informazioni apprese sul cliente per ogni euro speso. Un MVP non è, quindi, un prodotto minimo, ma una strategia ed un processo diretto verso la realizzazione e vendita di un prodotto per determinati clienti. È un processo iterativo di generazione di idee, prototipazione, presentazione, raccolta dati, analisi ed apprendimento.

Il prodotto minimo funzionante è inoltre considerato come il fondamento basilare del metodo lean startup, di cui Eric Ries e Steve Blank sono considerati tra i più esperti, nonché pionieri del movimento lean.