Ricostruzione filologica dei sinogrammi HSK1 - Wikiwand
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Ricostruzione filologica dei sinogrammi HSK1

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Nella tabella sottostante è indicata la ricostruzione filologica dei sinogrammi HSK1. L'HSK1 corrisponde a un livello A1 secondo il quadro di riferimento CEFR e contiene i sinogrammi più diffusi in assoluto in cinese moderno standard. Molti di essi sono reperibili pure in giapponese e coreano.

Breve avvertenza sullo Shuowen Jiezi (Xu Shen) e sugli errori diffusi in filologia dei caratteri

Il cinese antico è indissolubilmente legato alla prima attestazione della scrittura cinese (a partire dal 1250 a.C. circa, periodo Shang), ragion per cui la lingua e la scrittura come periodo sono strettamente collegate. I caratteri in origine sono nati per scrivere sulle piastre delle tartarughe e sulle scapole di bue messe a crepare sul fuoco per effettuare predizioni sul futuro più o meno remoto. Dai primi caratteri attestati nelle ossa oracolari (periodo Shang e Zhou) e nei bronzi Shang e Zhou si vedono le versioni originali di molti caratteri diffusi sia in passato che oggi, da cui si può ricostruire la composizione (molti altri caratteri, comunque ricostruibili, sono attestati a partire dal periodo degli Stati Combattenti e periodo Qin e Han e in poi). Le versioni originali permettono di capire meglio la loro composizione, il disegno originario, come sono evoluti e, in dei casi, la pronuncia originaria. Pertanto il cinese antico/Old Chinese è il periodo da cui si parte a fare filologia dei sinogrammi (perlomeno quelli più antichi, come i radicali Kangxi), un'attività direttamente collegata alla paleografia, che a sua volta non è una disciplina isolata da altre come l'archeologia.

Quanto al periodo del Primo Cinese Medio, in questo periodo i sinogrammi assumono grossomodo l'aspetto dei caratteri tradizionali odierni. Questa grafia deriva dall’evoluzione della prima standardizzazione dei caratteri avvenuta durante il periodo Qin (Xu Shen, usando una grafia detta “Piccolo Sigillo”/Xiaozhuan) li descrive nello Shuowen Jiezi. Durante il periodo Tang, le ossa oracolari forse erano state dissotterrate per la prima volta ma i contadini, non capendo cosa fossero e come mai avessero dei segnetti misteriosi incisi sopra, le reinterravano. In un secondo momento, sono state dissotterrate e polverizzate per creare preparati di medicina tradizionale cinese, come avveniva per esempio nel periodo Qing. Il riconoscimento dei caratteri sarebbe avvenuto nel fine Ottocento. L’osservazione delle prime versioni (ossa e bronzi), dell’evoluzione nello stile del Piccolo Sigillo e dell’ulteriore evoluzione nella versione tradizionale (poi eventualmente semplificata nella metà Novecento) permette di capire meglio i caratteri e i loro componenti.

Un'opera da cui si parte a analizzare i caratteri è proprio lo Shuowen Jiezi 说文解字 di Xu Shen 许慎 (100 d.C., scritto in epoca Han, durante il periodo in cui si parlava il Cinese degli Han Orientali, una varietà intermedia tra il tardo Old Chinese/tardo cinese antico e il Primo Cinese Medio, fermo restando che il cinese parlato durante la Dinastia Jin, che precede il Primo Cinese Medio, è ancora in via di discussione). L'opera va letta con spirito critico siccome Xu Shen descrive perlopiù i sinogrammi secondo lo stile del Piccolo Sigillo (Xiaozhuan 小篆) e secondo la prima standardizzazione avvenuta nel periodo Qin. Non ha mai consultato le ossa oracolari del periodo Shang e Zhou (cioè le piastre di tartaruga e le scapole di bue incise e trapanate e mese sul fuoco a crepare per effettuare le piromanzie, dette anche plastromanzie e scapulomanzie) e non ha nemmeno consultato i bronzi Shang e Zhou (vasi, bacinelle, piccoli contenitori, specchi, pettini, bracieri...): entrambi non erano stati ancora diseppelliti, quindi i relativi corpora di caratteri (甲骨文 e 金文), di cui oggi esistono i dizionari, erano inaccessibili. Pertanto i caratteri analizzati non sono le proto-forme/versioni originali ma sono una standardizzazione che contiene già delle stilizzazioni fuorvianti, dei componenti aggiunti o delle disposizioni dei componenti alterate rispetto alla disposizione originale. Xu Shen in dei punti commette degli errori nell'interpretazione o nella suddivisione del carattere per indicare il carattere e la chiave di lettura per la pronuncia, che riflette la sua varietà di cinese (alcune varianti dei caratteri sono varianti popolari o dei rimaneggiamenti delle chiavi di lettura per riflettere dei cambiamenti nella pronuncia tra la prima fase del cinese antico/Old Chinese e il Cinese degli Han Orientali o le varietà del periodo Qin, periodi nei quali peraltro si sono coniati nuovi caratteri). L'opera di Xu Shen è stata arricchita con degli ottimi commentari che glossano il testo. Il più famoso è quello di Duan Yucai, scritto nell'arco di oltre 30 anni e pubblicato nel 1815 (periodo Qing) e di ottima qualità nonostante nemmeno lui abbia consultato le ossa e i bronzi. Alcune glosse correggono delle informazioni di Xu Shen o le arricchiscono. In generale, si evince che lo Shuowen Jiezi va letto e consultato con un sano spirito critico, nonostante i suoi pregi indiscussi. Per esempio, va affiancato alle versioni sulle ossa e sui bronzi, ai commentari, alle varianti dei caratteri (in cui abbastanza spesso restano cristallizzati degli elementi antichi o la disposizione originale dei componenti) e a degli studi paleografici e filologici (non etimologia folk o mnemotecnica) che si intrecciano con storia, archeologia e conoscenze basilari per esempio di tecniche di agronomia, se si pensa ad esempio alla coltivazione del grano, del riso e alla loro lavorazione (la derivazione etimologica delle parole a partire dai suffissi e prefissi morfologici dell'Old Chinese è un altro tipo di ricostruzione che a volte si può intrecciare con quella di stampo paleografico, cioè incentrata sulla grafia). Altre stilizzazioni trasformano dei componenti dei caratteri in dei falsi amici. A questo si aggiunge il fatto non secondario che i caratteri cinesi hanno subito una semplificazione nella metà Novecento, ragion per cui partire ad analizzare i caratteri dalla versione semplificata è un errore in partenza, come anche analizzarli basandosi sulla grafia riportata da Xu Shen laddove il carattere è attestato da secoli prima ed è dotato di una proto-forma. Quest’ultimo comunque riporta i significati originali di ogni carattere, siccome sono evoluti: per esempio, miao4 秒 oggi indica il secondo (unità di tempo), il che rende la presenza del radicale del cereale criptica e insensata. In realtà, in origine il carattere indicava l’arista, cioè un lungo filamento sulla “buccia” dei chicchi di grano sulle spighe, il che rende il radicale subito comprensibile. Da tutte queste informazioni si può ricavare una lista di 7 errori da evitare:

  • non praticare una distinzione tra da un lato paleografia/filologia con conoscenze storico-letterarie, archeologiche e di tecniche antiche in alcuni campi (e.g. agricoltura, allevamento, metallurgia, produzione di vasellame, settore tessile) e dall’altro l’etimologia folk con mnemotecnica peraltro avulse dalle utili conoscenze di supporto elencate in precedenza;
  • analizzare i caratteri superficialmente (in base cioè alla loro apparenza immediata, a volte ingannevole per le stilizzazioni, amputazioni o aggiunte e disposizioni dei componenti);
  • analizzare solo la versione semplificata laddove hanno una versione tradizionale;
  • non prendere mai in consultazione alcuni utili varianti arcaicheggianti dei caratteri laddove presenti (esistono dizionari appositi);
  • non consultare mai le versioni sulle ossa oracolari e i bronzi Shang e Zhou laddove il carattere è attestato;
  • partire ad analizzare sempre e solo dal significato moderno, laddove sono presenti significati arcaici poi evoluti e/o perduti ma recuperabili da dizionari antichi (tra cui lo stesso Shuowen Jiezi);
  • copiare l’interpretazione integralmente da Xu Shen, che già commette degli errori nell’interpretazione e suddivisione corretti dalla paleografia e da alcune glosse e commentari ben scritti (non tutti i commentari sono uguali. Quelli di Xu Xuan e di Duan Yucai sono tra i migliori in assoluto e le loro glosse sono direttamente affiancate alla definizione originale di Xu Shen). L’opera va quindi affiancata ad altri materiali e conoscenze. L’errore di non leggere Xu Shen con un sano spirito critico si intuisce fin dagli esordi del paragrafo.

Alcune interpretazioni sono incerte o in fase di discussione ma, se non cadono in nessuno dei 7 errori, semplicemente sono indicatori di un dibattito ancora aperto che può essere chiuso con l’avanzare delle scoperte in paleografia, in linguistica storica (e.g. la derivazione morfologica in Old Chinese), in storia e in archeologia (le ossa e i bronzi sono infatti reperti archeologici. Più se ne trovano, più caratteri attestati e/o varianti antiche emergono, con tutto ciò che ne deriva).

Un ultimo errore diffuso sarebbe da includere come l'ottavo errore se non fosse limitato ai soli radicali Kangxi. Tuttavia, il fatto che i radicali Kangxi come grafia, nome e ricostruzione filologica siano il migliore punto di partenza per l'apprendimento dei sinogrammi, lo rende un errore dalle conseguenze pesanti. L'errore, riportato in disparte, è il seguente:

  • partire a ricostruire e studiare i radicali Kangxi a partire dal nome proprio in cinese, laddove presente.

Si prenda come esempio lampante卩 jie2: è universalmente noto come "il sigillo", in più come radicale ha il nome proprio in cinese traducibile come "l'orecchio singolo". Non solo i nomi propri in cinese indicano perlopiù l'apparenza grafica del carattere, ma non danno informazioni per la filologia. Jie2 non rappresenta in nessun modo un orecchio, ragion per cui questi nomi sono utili per richiamare alla mente il radicale in lingua cinese ma sono fuorvianti per la ricostruzione filologica. Quanto al suo significato, anch'esso è fuorviante perché a livello di origine non rappresenta in nessun modo un sigillo: è un uomo inginocchiato ritratto di profilo. Anche i radicali Kangxi non sono esenti dai 7 errori elencati in precedenza: per esempio, 彐 ji4 è universalmente noto come "muso di maiale" in base alla definizione di Xu Shen, ma in nessun carattere raffigura il muso del maiale, bensì stilizza una mano solitamente impegnata ad afferrare qualcosa.

Ricostruzione filologica degli hanzi HSK1

Hanzi

汉字

(简体)

Pinyin

拼音

Cantonese

广东话

(Jyutping)

粤拼

Significato moderno e arcaico; spiegazione

意思、古意/原意/本义与字源

ai4 oi3 Il carattere significa "amore, amare", la versione tradizionale è . In origine, il carattere era totalmente diverso siccome era : in alto si trova la chiave di lettura ji4, che secondo Xu Shen indica il cibo che si blocca in gola (è il pittogramma di una persona inginocchiata e in difficoltà), mentre in basso si trova il radicale Kangxi del cuore/mente, cioè il pittogramma di un cuore con tre arterie . Questo carattere era usato come variante di , che indica il concetto di essere geloso. Il carattere poi è completamente cambiato nella versione tradizionale: raffigura due mani ( e ) e in mezzo a un cuore/mente (è anche radicale Kangxi). Alle due mani, si è poi aggiunta in cima una bocca spalancata (, radicale Kangxi, per indicare le parole o forse la più semplice presenza di una persona), che poi ha racchiuso il cuore. Oggi rimane solo un tratto orizzontale della bocca. Nella semplificazione, il cuore/mente è stato tolto. Una versione molto arcaica del carattere e simile all'originale è 𢜤. La pronuncia cantonese e coreana antica (Tardo Coreano Medio) conserva il dittongo originale del Primo Cinese Medio, *-oi pronunciato con le labbra non arrotondate (come ricostruito e proposto da Baxter, 2011). In Tardo Coreano Medio, si trova trascritto in hangeul con la vocale indicata dal punto, la arae-a. Mentre quest'ultima pronuncia e molte altre si estrapolano dagli incunaboli e cinquecentine coreane, il Primo Cinese Medio si può ricostruire dalla comparazione linguistica unita con il sistema fanqie nei rimari, come ad esempio il Qieyun e la sua espansione, il Guangyun.
ba1 baat3 Il carattere significava "dividere" (oggi ) e "differenziare" (oggi ), mentre oggi significa "otto" ed è anche un radicale Kangxi. Raffigura un oggetto tagliato e separato in in due attraverso due tratti curvi discendenti (il carattere è laconico e, dall'andamento sinuoso dei due tratti, potrebbe essere una cucurbitacea come un'anguria tagliata in due. Xu Shen invece sostiene che siano due schiene di profilo, "schiena contro schiena", invece che un oggetto tagliato e separato in due). Esisteva una variante arcaica, , usata sistematicamente nelle grafie vecchie dei caratteri tradizionali (ma non significa "dividere": per esempio, può rappresentare degli sbuffi d'aria). In Primo Cinese Medio finiva con lo stop senza rilascio udibile di suono *-t, conservato in dei dialetti conservativi come il cantonese e svariati Minnan (e.g. gli Hokkien) e nelle lingue sino-xeniche (giapponese, coreano in cui diventa -L, vietnamita).
ba4, ba5 baa1 Il carattere significa "papà" (informale rispetto a "padre") ed è un'ascia di pietra tenuta in mano (che come significato è mutata in "padre", , radicale Kangxi) con sotto la chiave di lettura "ba1", , che era in origine il pittogramma di un serpente (ma non nel radicale Kangxi 邑). Oggi la chiave di lettura si usa non solo come calco fonico nei prestiti (e.g. 巴黎 Parigi), ma significa anche "attendere", con riferimento all'importanza della figura paterna (se non si prende la chiave di lettura come mero calco fonico per il suono infantile "ba")
bei1 bui1 Il carattere significa "bicchiere, coppa, calice, tazza" e ha il radicale Kangxi dell'albero siccome in passato i bicchieri potevano essere di legno. Per la precisione, è la visione frontale di un albero stilizzato con tre radici che si diramano nel terreno e tre rami che si estendono verso il cielo. La chiave di lettura era , "negare" ("dire no "), poi semplificatasi in , con un riferimento al fatto che i bicchieri di base sono adatti solo a contenere liquidi e non cibi solidi, al contrario dei piatti. Una grafia alternativa è , in cui si usa il radicale del vaso per indicare il concetto di contenitore cavo (in questo caso per ospitare liquidi). Una versione molto arcaica del carattere e simile all'originale è .
zi3 zi2 Il carattere significa "figlio" (in passato indicava anche la figlia) ed è la visione frontale di un bambino in fasce con le braccia spalancate e alzate (oggi distese). La versione più arcaica del carattere è e la parte superiore, falso amico di , indicava un ciuffetto di capelli. In altre versioni altrettanto arcaiche, la testa era indicata come 囟 xin4, cioè con una fontanella, a cui si aggiungevano i capelli. In più, è il primo dei dodici Rami Terrestri e corrisponde all'undicesimo mese lunare e al solstizio d'inverno. In questo periodo, secondo Xu Shen, "il tempo migliora e tutto germoglia": secondo lo Shuowen, 子,十一月阳气动,万物滋,人以为偁。象形。 (Baihua: 子,在十二地支之中,“子”代表十一月,这时阳气发动,万物滋生,人假借“子”作称呼。字形像幼儿的形象。). Il bambino è presente anche in molti altri caratteri, Uno a caso (non ripreso nel resto della tabella) è 孕 yun4, che indica la gravidanza: è il radicale Kangxi della curvatura nai3 (cioè il pittogramma di un insieme sinuoso di corde) con sotto un bambino in fasce per indicare il pancione della madre. Nella primissima versione, reperibile osservando le varietà delle ossa oracolari (gusci di tartaruga e scapole di bue messe sul fuoco a screpolarsi), si nota il corpo di una donna incinta (da cui deriva il radicale Kangxi ) con il bambino all'interno.
bei3 bak1 Il carattere significava "schiena" e raffigurava due persone schiena contro schiena per sorreggersi. Il carattere oggi significa "Nord" come prestito fonetico/fantoccio fonetico, destino che ha colpito anche altri caratteri. In Primo Cinese Medio finiva con lo stop *-k. Il significato arcaico resta preservato nel sinogramma che indica la schiena, , scritto con il radicale Kangxi del pezzo di carne in basso ().
jing1 ging1 Il carattere significava "torre di guardia" ed era simile a , oggi : era il disegno in visione frontale di una torre di guarda con sotto un enorme portone, stilizzato come , falso amico. La parte centrale della torre si è stilizzata come , mentre il tettuccio è ancora riconoscibile. Oggi indica il concetto di "città capitale", siccome molte città importanti le costruivano come postazioni di guardia. Due versioni molto arcaiche sono 𢂋 e la sua evoluzione, .

In Primo Cinese Medio non era colpita da palatalizzazione per effetto di un'antica semivocale anteriore */j/-: in mandarino meridionale (Nanchino) la consonante iniziale era */k/-. La palatalizzazione risale all'avanzata del mandarino nella varietà di Pechino e non avviene nei dialetti meridionali e nelle lingue sino-xeniche. La coda nasale -ng si ritrova in tutte le lingue in cui il carattere è preso a prestito tranne che in giapponese, in cui veniva trascritta e pronunciata *-/u/. Oggi culmina in un allungamento vocalico, /o:/. Il sinogramma si trova come chiave di lettura indicante in primis la pronuncia in vari caratteri come ad esempio , che indica la balena: è il pittogramma di un pesce con il corpo e le pinne (radicale Kangxi) accanto alla chiave di lettura , che indica anche che la balena è un pesce grande e grosso come una torre.

ben3 bun2 Il carattere indicava il concetto di "radice" (oggi ha molti più significati simili ma astratti, incluso "questo" in contesti formali) e di base è formato dal pittogramma di un albero (). Per indicare poi nello specifico la radice, in corrispondenza della radice centrale è stato aggiunto un grosso punto, poi allungatosi in un trattino, per attirare l'attenzione verso quella componente dell'albero. Una variante arcaica è 𡴩. Questo sinogramma si usa pure come chiave di lettura in altri caratteri. Un esempio è ben4, cioè il pittogramma delle foglie di bambù in alto (radicale Kangxi) con sotto il carattere . Originariamente indicava l'interno della canna di bambù, che è vuota (e dunque la canna si può usare per tanti scopi, inclusa la costruzione di un sistema di irrigazione o dei primissimi petardi). Successivamente, ha assunto il significato di "stupido, idiota" per indicare la testa di uno stupido, vuota come la canna di bambù.
bu4

(+sandhi)

bat1 Il carattere significava "embrione" ed è la visione frontale di un tratto orizzontale che indica il terreno e, al di sotto, un seme da cui si allungano tre radici. Il significato di "no, non" deriva dall'utilizzo di questo carattere come prestito fonetico. Una variante arcaica del carattere, che lascia intravedere il seme, è 𠀚. In Primo Cinese Medio il carattere aveva due pronunce e una di essere finita con lo stop *-t.
ke4 haak3 Il carattere significa "ospite, ospitare" ed è la visione frontale di una casa stilizzata come un tetto e una bocca come finestra (cioè il carattere 向) e, in mezzo, il radicale 止, che ritrae un piede poggiato a terra, in posizione statica, in visione laterale. Oggi tutto il carattere appare molto stilizzato; in particolare il tetto in ogni carattere si stilizza a prescindere come 宀, mentre il piede è diventato 夊. In Primo Cinese Medio finiva in *-k.
qi4 hei3 Il carattere indica l'aria (oggi indica anche il vapore e l'atmosfera in senso concreto e figurato e il soffio vitale) e in origine era tre tratti simili a 三 che indicavano una corrente d'aria. Poi il tratto in alto e in basso sono diventati snodati e sinuosi, tale per cui si è ottenuto 气. Questo carattere è stato poi sostituito da 氣, che è diventato la versione tradizionale. Esisteva già come carattere a sé, si pronunciava "xì" e indicava il cibo dato come dono (Xu Shen dice che è riso dato in regalo, ma una glossa dello Shuowen Jiezi spiega che il radicale del riso serve solo a simbolizzare molti cibi: (餼有牛羊豕黍粱稻稷禾薪芻等。不言牛羊豕者、以其字从米也). Il significato originale resta nel carattere 餼 > 饩. L'apparenza di questo carattere ha portato all'etimologia folk diffusa tale per cui il carattere indica il vapore (è uno dei suoi significati) come ciò che esce dalla pentola durante la bollitura del riso. Oggi il Cina il carattere è ritornato a essere 气. In giapponese, la piantina di riso si stilizza in una croce a forma di X: la versione kanji è 気. In Primo Cinese Medio il suono è depalatalizzato, come avviene per 京 jing1 <*kjaeng. Il significato preciso di "vapore" si ottiene aggiungendo il radicale Kangxi dei flutti d'acqua 水 accanto a 气 per indicare che è una nebbiolina che sale dall'acqua e, condensandosi, torna a essere acqua. Dalla corrente d'aria deriva pure il carattere 乞 e tutti i suoi derivati (oggi indica il mendicante). Semplicemente, è una diversa stilizzazione (l'impressione solo superficiale è che ci sia meno aria).
cai4 coi3 Il carattere indica le verdure ed è la visione frontale di una mano (oggi stilizzata come un artiglio, 爪, radicale Kangxi) con sopra due ciuffetti d'erba 艸 (oggi fusi e stilizzati, formando il radicale dell'erba) e sotto la piantina di verdura estremamente stilizzata (木). Quindi è il radicale dell'erba con sotto 采 cai3, che è la chiave di lettura che indica pure la pronuncia. La verdura è all'incirca l'erba che si può tirare per essere mangiata. Oggi il carattere può anche indicare gli alimenti in generale. La chiave di lettura appare come falso amico nel carattere 番 fan1, che oggi indica il numero di volte e che in origine raffigurava una zampa di animale (采) che lascia un'impronta sul terreno (田, falso amico di una risaia inquadrata dall'alto). In giapponese, questo kanji si usa anche per formare il superlativo.
cha2 caa4 Il carattere in passato indicava le erbe amare, mentre oggi indica il tè. In alto si può notare il radicale dell'erba, con un riferimento alla piantina coltivata di tè (scoperto in Cina e esportato nel resto del mondo). In basso è presente la chiave di lettura 余, che oggi indica il concetto di "surplus" e "superfluo" e in passato indicava una camera molto semplice, scarna e spoglia. Indica che il tè era una bevanda diffusa, che tutti (inclusi i poveri) potevano permettersi siccome era poco cara. Quanto alla chiave di lettura 余, indica per la precisione una casetta primordiale sopra un albero. oggi si riconosce il tetto spiovente (人 o 八, falsi amici) e parte dell'albero (木), il tutto in visione frontale. Una versione arcaica del sinogramma del tè è 荼. Oggi indica i concetti di surplus (in origine di cibo: 馀) e superfluo e, come prestito fonetico, in cinese classico indica anche "io". La pronuncia antica di 茶 è *drae, con una "D" retroflessa indicata in trascrizione Baxter dalla "-r-".
chi1 gat6 (吃)

hek3 (喫)

Il carattere indicava il concetto di balbettare ed è la visione frontale di una bocca spalancata (口, in passato sorridente) con del vapore sinuoso che esce (乞) e che sta a indicare le parole che escono con difficoltà per l'emozione, tensione o simili (peraltro, i tratti che indicano il vapore sono di meno rispetto a 气). Oggi indica il concetto di mangiare (cose concrete e astratte) e si è sovrapposto con il carattere 喫, che indicava specificatamente il concetto di mangiare insieme a 食, oggi un radicale Kangxi. Per la precisione, il carattere 喫 è una bocca spalancata con accanto l'evoluzione del carattere 栔, che indicava il concetto di incidere (si vede un albero con dei tagli e un coltello) e che successivamente ha iniziato a indicare i documenti ufficiali (qualcosa di cui si lascia il segno di avvenimenti, patti e simili). Entrambi i caratteri finivano con uno stop e non avevano consonanti palatali. Un altro carattere in cui compare 乞, abbastanza raro, è 迄 qi4, che significa "arrivare": è il pittogramma 辵, un incrocio a T visto dall'alto (彳) con sotto un piede 止 (radicale Kangxi del cammino) con accanto la chiave di lettura 乞 che, siccome indica la richiesta come supplica, implica un desiderio di fondo, in questo caso quello di arrivare a destinazione.
chu1 ceot1 Il carattere indica il concetto di uscire/comparire ed è un piede inquadrato dall'alto (e poi di lato come 止) che esce da una caverna. Una variante molto arcaica è 㞮. Il carattere finiva in *-t.
zu1 zou1 Il carattere indicava l'offerta di grano come tassa sul raccolto e/o sui campi o come pagamento dell'affitto di un campo, mentre oggi indica il solo concetto di affittare. Il carattere rappresenta ancora il significato originale: a sinistra si vede la piantina di cereale 禾, mentre a destra si trova la semplificazione di 祖, che significa "antenato" (contiene il radicale Kangxi dell'altare sacrificale a tre gambe) e allude ai doni sacrificali fatti agli altari degli antenati per riconoscenza, supplica e venerazione nei loro confronti. Per la precisione, il carattere in origine era 且 in isolamento, cioè una pietra lunga, sottile e verticale con dei caratteri incisi. A essa si è aggiunto il radicale dell'altare sacrificale (示). Il carattere 且 oggi, come prestito fonetico, indica "inoltre". In origine, insieme a 祖, indicava il concetto di antenato e, ancora prima, il tempietto degli antenati, fornito di altarino sacrificale e quella che forse è una piccola lapide commemorativa o un altarino di pietra. La forma è allungata o casualmente, o per riprodurre la scrittura verticale (esattamente come si scrive su un listello di bambù rilegato o su un mokkan), o per indicare una forma fallica. Una terza interpretazione di 且, però avulsa da questo contesto, è che sia la stilizzazione di un vaso sacrificale che contiene della carne tagliata: questa interpretazione si lega specificatamente al carattere 俎.
che1 ce1 Il carattere indicava il carro, mentre oggi indica il concetto generico di veicolo ed è pure un radicale Kangxi. Per la precisione, la versione tradizionale, 車, è una ruota di carro stilizzata con parte del telaio (le prime versioni del sinogramma avevano due o tre ruote). Come radicale, un carattere basilare in cui compare è 辆 liang4, che è il classificatore per i veicoli: è il radicale del carro con accanto 两 liang3, che in isolamento indica il numero due (come quantità). In origine 兩, è il disegno inquadrato dall'alto di due cavalli legati a un carro (il tratto orizzontale in alto è un'aggiunta tarda) e poteva indicare pure la coppia, oggi indicata con 双 in versione semplificata (sono due mani destre 又 l'una accanto all'altra).
da3, da2 daa1 Indica il concetto di colpire (e oggi anche quello di aprire) ed è una mano stilizzata a lato (手, radicale Kangxi) accanto a un chiodo 丁 (oggi 钉: si aggiunge il radicale del metallo stilizzato a lato, 金). Oggi il pittogramma del chiodo si usa come unità temporale tradizionale a causa della pronuncia identica e, nel carattere di colpire, metaforizza l'azione di picchiare perché ricorda l'atto di martellare, colpire un chiodo.
dian4 din6 Indica il concetto di fulmine (e oggi anche quello di energia elettrica) e nella versione tradizionale 電 si nota la nuvola oggi squadrata da cui scendono le gocce di pioggia (雨, radicale Kangxi della pioggia) e, sotto, un tuono molto ramificato, che oggi si è squadrato in 电, quello che resta del carattere originario. In tre varianti arcaiche si può ancora notare come il tuono fosse ramificato: 𩃿, 𩃡 e 𩃓.
hua4 waa6 Indica il concetto di parola (in passato, le "belle parole" e le lodi) e nella versione tradizionale 話 si nota il radicale Kangxi della parola (言, cioè una lingua che esce da una bocca spalancata, uguale al radicale Kangxi della lingua 舌) affiancato come chiave di lettura a un altro radicale Kangxi, quello della lingua (舌, una lingua che esce da una bocca spalancata). Ma nella versione arcaica era presente gua1 𠯑, un carattere oggi in disuso che indica in modo puntuale la lettura e significa "chiudere la bocca". Quanto all'identità tra 言 e 舌, i due caratteri si differenziano per grafia, per sfumatura di significato (il secondo indica la lingua come organo, il primo la parola/lingua in senso astratto) e per origine: nel secondo si disegna una lingua biforcuta da esce dalla bocca di un serpente.
da4, dai4 daai6 Indica il concetto astratto di "grande" in modo molto concreto, cioè ritraendo con visione frontale un uomo con le braccia spalancate e le gambe divaricate. Una versione arcaizzante è 亣 (il punto in cima è la testa). Il carattere è simile a 立. La pronuncia originale era doppia: "da" e "dai", conservata in 大夫 dai4fu5, "dottore".
de5, di1, di4 dik1 Il carattere indicava il centro del bersaglio per le frecce e il concetto di "brillante". La versione arcaica più fedele al carattere originale è 旳, cioè il radicale Kangxi del sole (日, cioè un cerchio poi squadratosi con un pallino in mezzo per indicare lo splendore o forse per distinguerlo da 口 o caratteri simili, diventato poi un tratto orizzontale) messo accanto a un cucchiaio (勺, il cui punto indica un oggetto o goccia di liquido nel cucchiaio; è pure un'unità di misura tradizionale e secondo lo Yupian 玉篇 era un attrezzo che si usava specificatamente un mestolino per raccogliere il vino). Indicava quindi una buona luce, abbastanza da poter mangiare tranquillamente. Dal significato di "bersaglio", assunto come prestito fonetico, è nato poi quello di moderna particella di determinazione, che ha soppiantato quella arcaica, 之. Il carattere finiva in *-k.
dian3 dim2 Indica il concetto di goccia, punto e accendere e in origine indicava il concetto di annerire. La versione arcaica 點 presenta il radicale Kangxi del colore nero accanto a 占. Il componente a fianco, 占, è un oggetto che viene annerito, ma non è un oggetto qualunque: è un guscio di tartaruga per le scapulomanzie, siccome in alto è raffigurata una screpolatura (卜, radicale Kangxi della divinazione) e sotto è disegnata una bocca spalancata che predice il futuro in base alle screpolature, secondo l'antico rituale della dinastia Shang e Zhou. I sinogrammi nacquero proprio per incidere dei concetti sulle ossa di tartaruga e scapole di bue per predire il futuro (e.g. predire se pioverà, se avverranno disgrazie ecc.). Quanto al colore nero 黒 (la versione kanji resta inalterata, mentre in cinese è diventato 黑), secondo Xu Shen è formato dalla canna fumaria di un caminetto acceso con due fiamme l'una sull'altra 炎 (in basso si notano quattro fiammelle, derivate dalla stilizzazione di 火, il radicale Kangxi del fuoco scritto in basso in basso al carattere e in basso a 炎; in pochi caratteri, come 灸, cioè la moxibustione, resta inalterato, come anche in 炎. In realtà, questa interpretazione diffusa di Xu Shen sarebbe uno degli errori nello Shuowen Jiezi: in base alle ossa oracolari, era un uomo 大 con la faccia tatuata con inchiostro indelebile 𡆧 come punizione nella Cina pre-Han. Per la precisione, il nome storico del tatuaggio come punizione è 墨 mo4. carattere che oggi indica l'inchiostro: il radicale Kangxi della terra/polvere 土 indica in modo plateale il fatto che questo pigmento "nero" (黒) si otteneva dalla fuliggine ("polvere nera") pestata, filtrata e unita alla resina degli alberi fusa in un pentolino come collante denso. L'Imperatore Wen abolì le storiche Cinque Punizioni siccome fu convinto dalla lettera della figlia di un condannato, Ti Ying 緹縈. Il carattere dian3 finiva con la codina nasale *-m, che durante il Primo Mandarino (khanato mongolo) e il Mandarino Medio (Dinastia Ming, albori della Dinastia Qing) si è assimilata in -n ma è ritenuta nei dialetti conservativi, in coreano, in vietnamita e nelle pronunce go-on più arcaiche in giapponese.
nao3 nou5 indica il cervello e, in base alla versione arcaica 腦, è il radicale Kangxi della carne scritto a lato (月, da non confondere con il radicale Kangxi della falce di luna) con a fianco una fontanella su un cranio non ancora chiusa (囟 xin4, presente anche in 𢙦, 恖 > 思, "pensare", e nella versione tradizionale del sinogramma che indica il bambino piccolo, 兒 > 儿, cioè una fontanella sopra due gambine). Il carattere 巛 anche qui è un falso amico di 川 (la versione moderna del radicale del fiume) perché indica il ciuffetto di capelli sulla testa del neonato, presente pure in 㜽. In origine il sinogramma che indica il cervello non aveva il radicale della carne. Quanto al radicale della carne, la versione in isolamento è 肉 rou4 ed è un pezzo di carne con dentro due striature 仌 per indicare la forma dei tendini.
shi4 si6 Indica il concetto di guardare e la versione tradizionale è 視. Il carattere è fuorviante siccome la versione originale non ha nulla a che fare con l'altare sacrificale a tre gambe 示: semplicemente, era un sopracciglio stilizzato come 爪 sopra il radicale Kangxi dell'occhio, 目 (è un occhio oggi squadrato e messo in verticale, con due tratti che indicano la pupilla). L'occhio poi si è mutato in 見, oggi 见, cioè un occhio sopra due gambe (anch'esso è radicale Kangxi e indica il concetto di guardare) e il sopracciglio è mutato in 示, la componente fuorviante. Una variante in disuso ma più conservativa del carattere è 眎.
ying3 jing2 Indica il concetto di ombra ed è il sole sopra una torre di guardia che produce un'ombra indicata con tre tratti sinuosi, oggi un radicale Kangxi. In più, il componente a destra (la chiave di lettura) può apparire da sola ed è il sinogramma che indica il paesaggio, 景, rappresentato con l'immagine pittoresca di uj ambiente soleggiato con una torre.
dong1 dung1 Indicava in origine un sacco senza fondo, 橐 tuo2, siccome si legava e chiudeva con una corda da due estremità. La versione tradizionale è 東 e si nota il sacco al centro con un legame in alto e in basso. Secondo Xu Shen, significava "muoversi" (东,动也) e da lì probabilmente ha assunto il significato di "est", cioè il punto da cui sorge il sole. Secondo i commentatori dell'epoca Qing, il carattere era il sole 日 che sorgeva da dietro un albero, 木. Nella versione semplificata, si nota ancora un tratto orizzontale che indica un pezzo di corda usata come legaccio, la forma del sacco e la chiusura in basso. Il carattere ritorna come chiave di lettura in 冻 dong4, che indica il concetto di congelare: è il pittogramma di due striature sul ghiaccio o due pezzi di ghiaccio 仌 (radicale Kangxi del ghiaccio) accanto a un sacco chiuso 東, che indica il fatto che è messo al fresco. In origine indicava il ghiaccio spesso, spesso come un sacco pieno. Un secondo carattere abbastanza diffuso in cui compare è 栋 dong4: è il radicale Kangxi dell'albero 木 con accanto 東 come chiave di lettura ed è il classificatore per gli edifici (non tutti). In passato indicava le assi in legno del soffitto di una stanza. Qui la chiave di lettura sbroglia il significato se si prende con il significato di "sorgere, salire" e che quindi indica una posizione in alto.
西 xi1 sai1 Indicava il concetto di nido d'uccello e, in base a quanto si vede dalle ossa oracolari, era il pittogramma di un nido, simile a 囪 e 囟, a cui poi si è aggiunto un tratto sinuoso che raffigura un uccello di profilo. Una versione arcaica molto vicina a questo sinogramma è 㢴. Il sinogramma poi si è semplificato, ma in cima è ancora riconoscibile il corpo e le zampette dell'uccello, mentre in basso si nota ancora il nido, molto schiacciato. Secondo Xu Shen, il significato "ovest" deriva dal fatto che quando il sole tramonta va verso ovest e.gli uccelli tornano nel nido. Il significato originale si conserva ancora nel sinogramma 栖 e 巢 (quest'ultimo, secondo Xu Shen, in origine indicava gli uccellini su un albero e non in nidi inseriti in buchi e cavità: è un albero 木 con un nido sopra 田 e tre uccellini 巛. Non è la prima volta che compaiono falsi amici nei sinogrammi).
dou1, du1 dou1 Indica il concetto di città capitale e oggi si usa anche come avverbio per dire "tutti". A destra, si nota la versione attuale del radicale Kangxi della città, 邑, cioè una zona recintata 囗 con una persona in posizione seduta 巴 per indicare il concetto di risiedere in pianta stabile e da sedentari in un posto delimitato (qui 巴 è falso amico del serpente). A sinistra è presente la chiave di lettura 者, che in cinese classico e in taluni vocaboli anche oggi è un nominalizzatore. Anche la chiave di lettura è un falso amico perché in realtà è la semplificazione di 渚 zhu3, che indica le parti di terreno in mezzo all'acqua o vicine a distese idriche (水, radicale Kangxi) e da cui possono crescere per esempio degli arbusti. Indica quindi le antiche città costruite vicino a distese idriche. Il carattere 者 da solo invece è la versione antica di 蔗 zhe4, cioè la canna da zucchero: è una piantina da cui gocciola del liquido dolce (in alto, oggi molto squadrata e poco riconoscibile) e, in basso, una bocca sorridente e spalancata con un oggetto dolce infilato dentro, 甘 (radicale Kangxi, "dolce"), oggi stilizzata come 日 o 曰 (entrambi falsi amici). Il sinogramma è stato usato come particella forse perché preso come prestito fonetico. Quanto alla canna da zucchero, il carattere originale ha assunto una diversa semplificazione (ma le gocce di liquido dolce sono ben visibile) e, per distinguersi dalla particella, ha assunto il radicale dell'erba. Quanto al radicale 甘, oggi è raro per indicare il concetto di "essere dolce", ma si ritrova nel termine moderno 甜 tian2, una lingua 舌 messa accanto al carattere in questione.
du2 duk6 In caratteri tradizionali 讀, in origine indicava il concetto di declamare le poesie (in questo senso, il radicale 言 è molto chiaro). Il componente a destra, 賣 (oggi 卖), indica il concetto di vendere, con un riferimento alle grida dei mercanti, che parlano a voce alta, come quando si declamano le poesie. Per la precisione, 賣 (mai4, vendere) ha in alto una stilizzazione di 去 e in basso il carattere 買 (mai3, comprare), cioè una rete (网, stilizzata 目) e una con una conchiglia, anticamente usata come moneta (sia la rete che la conchiglia sono radicali Kangxi). Quindi, se qualcuno va a comprare, si sta vendendo qualcosa e si stanno guadagnando delle conchiglie. Quando al radicale della conchiglia, 貝 è un mollusco simile a un'ostrica aperta in due, con le due metà ancora attaccate e le striature. Il sinogramma si è poi trasformato in un blocco unico, ma due tratti in basso indicano ancora l'apertura in due. Anticamente finiva in *-k.
dui4 deoi3 Indica il concetto di giusto/corretto e "verso/nei confronti di..." (對) ed è il disegno di un candelabro con tre (poi quattro) candele, visibili come quattro tratti in alto. In basso si nota l'asta e il basamento del candelabro. A destra, è presente una mano stilizzata che lo regge. Una versione arcaica e vicina all'originale è 𡭊. Il candelabro poi è stato semplificato in una mano destra (又), ma nella versione kanji è ancora presente una fiammella in alto: 対 (ma può essere scambiato per il radicale della letteratura, 文). In origine significava "dirigersi" e "rispondere".
qi3 hei2 Indica il concetto di alzarsi ed è il radicale del cammino (走, cioè un uomo in movimento stilizzato come 土 e sotto il pittogramma del piede 止) messo accanto alla chiave di lettura 己, fuorviante perché in origine era 巳 si4, cioè il pittogramma di un feto (una testa squadrata con sotto il resto del corpicino): indicava precisamente il concetto di alzarsi in postazione eretta e iniziare a camminare. Due versioni arcaiche che si avvicinano all'originale sono 𧺫 e 𨑔. Originariamente, la pronuncia era non palatalizzata. Un altro carattere in cui il radicale compare è 越 yue4, che significa "sempre più..." e in origine, come il radicale stesso indica, significava "agire, muoversi": in origine era 戉yue4, il pittogramma di un'ascia da guerra messa in piedi (il manico, simile a 工, è diventato un lungo tratto obliquo; il gancio a sinistra è la lama). In un secondo momento è stato aggiunto il radicale. Questo carattere si usa nel nome del Vietnam, 越南, indica che la sillaba in Primo Cinese Medio terminava in *-t e il significato originale resta preservato nel carattere 钺 yue4, che contiene il pittogramma del metallo 金 (radicale Kangxi).
duo1 do1 Indica il concetto di "molto, tanto" e sono due pezzi di carne messi insieme, schiacciati perché raffigurati l'uno sopra l'altro (月+月), stilizzati in modo simile a 夕, fuorviante. La versione più arcaica e identica all'originale è 𡖈. La pronuncia originale era */ta/.
shao3 siu3 Indica il concetto di "poco" ed è il pittogramma di quattro granelli di sabbia, che si sono allungati e stilizzati. Da questo pittogramma deriva il sinogramma che indica la sabbia, 沙, cioè l'acqua con accanto la sabbia.
er2, -r ji4 Come già accennato, è in origine il pittogramma di un bambino con la fontanella ancora aperta (囟 resa come 臼, falso amico del radicale Kangxi del mortaio) e due gambe in basso (儿, da cui si ottiene dunque 兒). Oggi rimangono solo le gambe. Si usa per indicare il figlio e, nelle varietà del nord, si usa pure per marcare l'erizzazione/rotacismo a fine sillaba, cioè una sorta di "-r" non vibrante e senza contatto tra organi aggiunta a fine sillaba, solitamente in corrispondenza di un'elisione colloquiale di un'altra sillaba. Anticamente, tutte le sillabe che oggi in cinese sono "ER" iniziavano in *ny-, cioè la "gn" di gnomo, seguita dalla /e/ o dalla /i/.
er4 ji6 Indica il numero due come concetto astratto (e non come quantità concreta) ed è due tratti orizzontali messi l'uno sull'altro, cioè un raddoppio di 一: quest'ultimo è un listello di abaco fatto in bambù messo in orizzontale. Aggiungendone un altro listello, si ottiene in numero due. Aggiungendone un altro ancora, si ottiene il numero tre, 三. Aggiungendo il quarto, si ottiene la versione arcaica del numero quattro, 亖. Il carattere 二 si trova pure come chiave di lettura nel carattere 仁 ren4, che indica l'umanità/compassione, un elemento basilare dell'etica confuciana: è il radicale Kangxi di una persona 人 con accanto il numero due, per indicare un uomo che vale come due. In alcune varianti arcaiche, compare come 𡰥 (l'uomo è cioè seduto, 尸).
fan4 faan6 In origine significava "mangiare", mentre oggi indica sia il cibo in generale, sia il riso cotto (il riso crudo è 大米). È il radicale Kangxi del cibo 食 accanto alla chiave di lettura 反, da cui si ottiene 飯. 食 per la precisione è un contenitore aperto pieno di cibo (in alto si può vedere il coperchio, 亼, mentre in basso si vede l'apertura e il sostegno), mentre 反 è un dirupo con una mano destra accanto e significa "nuovamente", con riferimento che quando si mangia, le posate (bacchette incluse) si muovono in continuazione facendo sempre lo stesso movimento. Il radicale oggi appare semplificato in ogni sinogramma. In Primo Cinese Medio, tutte le sillabe che oggi iniziano in /f/- derivavano da suoni bilabiali seguiti dalla semivocale /j/-: *bj-, *pj-, *phj-. Il coreano e la grafia vietnamita preservano questo suono. 反 fan3, la chiave di lettura, si può usare da sola ad esempio come prefisso, e.g. 反清 anti-Qing, e con il significato di "opporsi". Per la precisione, raffigura il pittogramma di un dirupo (⺁, radicale Kangxi) con sotto una mano destra tesa verso di esso. Il suo significato attuale deriva dall'utilizzo del carattere come prestito fonetico. Si trova non a caso come chiave di lettura pure nel carattere "tornare" 返, affiancato al radicale Kangxi del cammino in un incrocio, 辵. Il carattere 反, come anche 切, si usa anche come abbreviazione per indicare un antico sistema di indicazione della pronuncia dei sinogrammi detto fanqie 反切 e reperibile già nello Shuowen Jiezi 说文解字 di Xu Shen 许慎, nel rimario Qieyun e nella sua espansione, il Guangyun.
dian4 dim3 Indica il concetto di negozio ed è l'ideogramma di un edificio (radicale Kangxi dell'ampiezza 广: si nota un tetto e una parete) con sotto il carattere che, come già detto, indica la divinazione, ma è un falso amico: è una semplificazione di 坫 dian4, che indica in modo molto puntuale la pronuncia. Il carattere, oggi in disuso, indicava una piattaforma su cui i cinesi del periodo Shang esponevano la merce in vendita ma che in realtà aveva anche altri usi (per esempio, ci si poggiavano sopra i calici vuoti dopo che si beveva tra amici). Un altro significato, che spiega il radicale della terra, sarebbe "mettere la bara nella buca prima del funerale". In sintesi, il negozio è un posto con le piattaforme per esporre i prodotti in vendita. Anticamente finiva in *-m.
fei1 fei1 Indica il concetto di volare ed è il pittogramma di un uccello in visione laterale mentre sta per prendere il volo: nella versione tradizionale si vedono due ali, le zampe e parte del corpo, 飛. Dopo la semplificazione, resta solo un'ala. Fa parte dei radicali Kangxi. Anticamente iniziava con un suono bilabiale seguito da /j/-.
ji1 gei1 Indica il concetto di macchinario e di opportunità e in origine si disegnava 機: è l'ideogramma di un albero 木 con accanto due pendagli composti da bozzoli di bachi da seta (丝) e sotto un'arma affilata 戈 tenuta da una mano o da un uomo, 人: indica dunque il concetto di tagliare la legna per costruire. La chiave di lettura indica pure la pronuncia ed è oggi semplificata come 几 ji1, a sua volta radicale Kangxi e indicante il tavolino (e.g. il tavolino da tè, 茶几, piccolo e basso: ricorda vagamente il tavolino che si tiene in soggiorno davanti al televisore). In origine la sillaba non era palatalizzata.
fen1 fan1 Indica il concetto di dividere ed è l'oggetto tagliato in due 八 (una cucurbitacea o "schiena contro schiena") con sotto il coltello 刀 (a sua volta radicale Kangxi). In origine era quasi in mezzo alle due metà, poi è stato spostato più in basso. Anticamente iniziava con un suono bilabiale.
zhong1 zung1 Indica il concetto di unità temporale (si usa con ore e minuti) e in origine era scritto 鍾, una versione più arcaica è 鐘 e indicava la campana che scandisce i momenti di una giornata. Il radicale del metallo 金 è la terra con dei minerali all'interno, rappresentati da due puntini, mentre a destra la chiave di lettura autentica è 童, che in questo preciso carattere è il pittogramma di una campana (non c'entra con il significato di "bambino"): in alto si nota l'attaccatura (立, falso amico), in centro il corpo della campana (田) e in basso l'estremità inferiore della campana (土). La campana è stata poi sostituita da 中, che indica il concetto di centro: è il pittogramma di un palo con un vessillo che si scuote nel vento (oggi resta solo in palo) piantato in mezzo a una zona circolare recintata o ben delimitata (e oggi squadratasi). Il carattere 中 si trova come chiave di lettura anche nel carattere 种, che indica l'azione di coltivare e si usa anche come nome-classificatore per il "tipo/specie": il pittogramma del cereale 禾 (radicale Kangxi) indica molto bene l'azione di coltivare e rende la sfumatura di "tipologia di pianta", oggi invece universale. La chiave di lettura invece riproduce l'azione di piantare una pianta in un terreno (invece di un vessillo). La versione tradizionale è 種: 重 zhong4 in questo carattere rappresenta un uomo 人 (oggi stilizzato come 千) con un sacco rilegato e chiuso nelle due estremità (東) sotto di lui (indica pure la pronuncia). La chiave di lettura significa "pesante; importante; grave" e, come prestito fonetico, chong2 "di nuovo", che si lega bene all'agricoltura siccome è un ciclo di nascita, raccolta e rinascita. Quanto invece a 童 come falso amico (e quindi non come campana), il carattere indica sia la pupilla, sia il significato moderno di "bambino": entrambi i significati sono spiegabili dal fatto che il carattere è il pittogramma di uno schiavo molto giovane in ginocchio (里, falso amico del radicale Kangxi del villaggio. 田 è stilizzazione di 目) mentre viene accecato da una lama (立, l'ennesimo falso amico). Da questo carattere deriva il sinogramma che indica la pupilla, 瞳.
gao1 gou1 Indica il concetto di "alto, altezza", è anche un radicale Kangxi ed è il pittogramma di una torre. Una versione arcaica è 髙 e da essa si riconosce il tetto, il corpo della torre e una bocca che fa da ingresso. Nella versione attuale, parte della cima della torre è diventata una bocca, il che rende il carattere fuorviante. Il carattere si usa pure come chiave di lettura per la pronuncia: per esempio, in 稿 gao3 indica la bozza (qualcosa di grezzo; anticamente indicava lo stelo dei cereali, che per l'appunto è lungo e alto. Forse il significato di grezzo deriva dal fatto che viene separato dai chicchi e dall'involucro dei chicchi e buttato via o dato da mangiare agli animali da allevamento: la paglia è proprio il sottoprodotto agricolo per eccellenza che viene dato da mangiare ai capi di bestiame), mentre in 镐 indica il piccone (secondo Xu Shen, indicava in origine un utensile di metallo per riscaldare il cibo. Qui indica solo la pronuncia). Un terzo esempio è il carattere che indica la crema/pomata/unguento, 膏: in basso si aggiunge il radicale Kangxi della carne 月. In origine indicava il grasso liquido, contenuto nella carne e considerato la arte più prelibata, il che spiega la chiave di lettura di "alto".
xing4, xing1 hing1 Indicava il concetto di innalzare (oggi ha un significato più astratto) e la versione tradizionale è 興: è un paio di mani in alto (臼, falso amico), le stesse mani che compaiono in 學 intente a manipolare i listelli in bambù di un abaco ("studiare"; vedi avanti), e un paio di mani in basso, stilizzate come 八 (falso amico). Entrambe le coppie di mani sono intente a tenere un oggetto, 同, un modo arcaico di rappresentare quello che oggi è 凡, cioè il pittogramma di un piatto o coppa con del cibo dentro (un altro modo ancora più arcaico di rappresentarlo assomiglia a 口 ma con i due tratti verticali prolungati verso l'esterno, sia in alto che in basso). Oggi dell'oggetto in questione resta solo un tratto orizzontale, mentre le mani in alto sono diventati tre tratti simili a 丷. Anticamente l'aspirazione non era palatalizzata, come mostra anche il cantonese.
ge4, ge5 go3 Oggi si usa come classificatore e la versione tradizionale è 箇 e la sua evoluzione è 個: il radicale del bambù è stato sostituito da quello della persona. Il significato originale, siccome la chiave di lettura indica il concetto di durezza e solidità, (固, un oggetto "chiuso da tutte le parti" come un recinto 囗 e che si pronuncia come il carattere "antico" 古), era quello di rinforzare qualcosa con il bambù. Poi è passato a indicare un'unità di oggetto, un singolo item quando è stato sostituito come radicale. La semplificazione deriva a sua volta da una semplificazione del radicale del bambù 竹, ridotto a metà. Nel radicale del bambù scritto in forma estesa, in base al pittogramma, si notano due foglie di bambù cascanti verso il basso (i due tratti verticali sono proprio la stilizzazione delle foglie: non c'entrano con le canne). Secondo Xu Shen, il bambù è "un tipo di erba che cresce durante l'inverno".
gong1 gung1 Indica il concetto di lavoro, è una squadra da carpentiere ed è pure un radicale Kangxi. Nella prima versione del pittogramma era presente una 丅 con sotto 口, poi assottigliatasi in un tratto orizzontale. In una seconda versione, oggi in disuso, sono presenti dei tratti accanto al radicale, 𢒄, che Xu Shen interpreta come una mano che regge la squadra. Secondo un'altra interpretazione, è un attrezzo per pestare il terreno e/o tagliare l'erba: 口 era la lama, simile a quella di un'accetta, mentre i tre segni sarebbero i solchi sul terreno pestato. Il carattere si può utilizzare anche come chiave di lettura: per esempio, nel carattere 江 (radicale Kangxi dell'acqua 水) indica un fiume di grosse dimensioni, come lo Yangtze 长江 o il fiume Han 汉江.
zuo4 zok3 Indica il concetto di fare/produrre e in origine il pittogramma era un colletto in visione frontale simile a due V l'una sull'altra, siccome il colletto aveva un'apertura a punta (forse ritraeva l'apertura di un vestito tradizionale simile a un kimono o a uno hanbok). Il carattere poi si è trasformato sempre di più, siccome si è aggiunta una mano che tiene in mano un ago con un filo in cima e un carattere simile a 丰 per indicare delle cuciture. Dopodiché si è ritrasformato, diventando una persona accanto al colletto molto stilizzato e difficilmente riconoscibile, cioè la chiave di lettura 乍 (una versione arcaica e vicina alla raffigurazione originale è 𠆦. Per 作, invece è 㑅). Oggi la chiave di lettura indica il concetto di "stretto, angusto" e forma il carattere 窄, a cui si aggiunge il radicale Kangxi della caverna in cima. Quanto a 作, il carattere indica che il concetto di "fare" era riferito in particolare agli abiti confezionati. Siccome indica pure il concetto di "poco dopo" come prestito fonetico, si usa nel carattere 昨 per indicare il concetto di "ieri", cioè il sole 日 con il concetto di "poco tempo passato".
gou3 gau2 Indica il cane edè il radicale del cane inquadrato di lato (犬, che se utilizzato per indicare il cane è un arcaismo) con accanto la chiave di lettura 句 ju4, che in origine non era colpita da palatalizzazione (era simile a "kiù"). Quest'ultimo è il pittogramma che ha dato poi origine a 勾, utilizzato in 钩. Per approfondire cosa sia questa chiave di lettura, è un pittogramma di una corda annodata intorno a un palo piantato a terra (di cui si nota ancora la forma tondeggiante) e significava "ricurvo". Poi, tramite il significato lontano di "acciuffare, catturare" (钩爪) e con la sua variazione 勾, ha incominciato a indicare l'amo. L'ultima versione ha poi aggiunto il radicale del metallo: 钩. La chiave di lettura è usata solo per sbrogliare la pronuncia, a meno che si ipotizzano significati alternativi (il cane è l'animale che sta legato e che acciuffa prede e aggredisce i nemici).
han4 hon3 Indicava in origine il nome di un fiume in Cina, il fiume Han (un tributario del fiume Chang Jiang), che poi ha iniziato a indicare una dinastia omonima e il nome dei caratteri cinesi, sistematizzati e studiati sotto la dinastia Han, vissuta poco dopo l'unificazione della Cina da parte della Dinastia Qin. La versione tradizionale è 漢 e si nota il radicale dell'acqua e la chiave di lettura 𦰩, che indica il concetto di "appiccicoso" e da cui deriva il carattere 僅 ("soltanto, solamente", con sfumatura di limite e difficoltà), oggi 仅 e originariamente senza radicale della persona in quanto era un prestito fonetico. 𦰩 in effetti indica il concetto di difficoltà siccome è un dimezzamento di 難 ed era il pittogramma di una persona legata a un palo mentre viene bruciata viva (in basso si vede il fuoco). Dopodiché, in riferimento al fiume Han, ha assunto il significato di "fiume che scorre con difficoltà, lentamente e limaccioso" ma che rendeva la terra fertile, esattamente come il fiume Nilo in Egitto (non a caso svariate civiltà primordiali erano grandi imperi cerealicoli sorti in zona fluviale o costiera; si pensi in alternativa ai Sumeri, sorti lungo le coste libanesi). Una variante arcaica e più vicina all'ideogramma originale è 𤁉: "Han" quindi indica "il Fiume Lento e Limaccioso" e la Dinastia Han è la "Dinastia del Fiume Lento". Nella semplificazione, il carattere che indica "appiccicoso" è diventato una mano destra.
yu3 jyu5 Indica il concetto di parlare e di linguaggio specifico (e.g. il cinese, il giapponese, il coreano, il vietnamita...) e nella versione tradizionale è 語: è il radicale della parola 言 con la chiave di lettura 吾, che in cinese classico (Wenyan 文言) significa "io". Per la precisione, è il pittogramma 五, che oggi significa "cinque" come prestito fonetico e che in origine indicava due (二) listelli di bambù incrociati pur di non tirare cinque linee dopo il numero quattro 亖 (somigliava al numero dieci scritto in numero romano) con sotto la bocca spalancata 口: si pronuncia "wu2" e il numero cinque è la chiave di lettura per la sola pronuncia, a meno che si ipotizza che il linguaggio in senso concreto è il risultato di un io/ego che parla. Anticamente, la sillaba iniziata con il suono nasale *ng-, che poteva trovarsi a inizio sillaba.
hao3, hao4 hou2 Indica il concetto astratto di bene, rappresentato concretamente come una donna inginocchiata (radicale Kangxi 女) accanto a un bambino in fasce 子 per prendersi cura di lui: prendersi cura dei neonati è cosa buona, come anche il fatto stesso che nascano i neonati. Gli studiosi confuciani hanno dato un'interpretazione sessista al carattere, tale per cui era bene che le donne si occupassero solo del focolare domestico. Il carattere, se letto come "hao4", significava "apprezzare/piacere", da cui deriva "hobby". Una variante arcaica ha i membri invertiti di posizione, 𡥃.
hao4 hou6 Indicava il concetto di gridare ed è una bocca spalancata sotto il pittogramma di una bocca 口 (ridotta a un tratto orizzontale) da cui esce uno sbuffo d'aria, tipicamente per stanchezza e fatica (丂 kao3 > palatalizzazione qiao3). Accanto a essa si nota il sinogramma (non radicale) che indica il leone, 虎. 號: gridare significava parlare come ruggiscono i leoni, cioè con forza. Il sinogramma poi si è semplificato siccome il leone è sparito. Oggi il carattere significa grossomodo "chiamare". Quanto a kao3 丂, si può notare in basso al carattere che indica l'esame se si osserva molto bene: 考. L'esame infatti è qualcosa di impegnativo e faticoso. In base ai componenti, indica una stanchezza che però è tipica di un anziano, siccome in alto si nota il radicale Kangxi dell'anziano. Se allo sbuffo d'aria da sforzo si sostituisce un bastone (匕, falso amico del radicale Kangxi del cucchiaio, in origine un tratto verticale, | ), si ottiene il carattere che indica l'anziano o un uomo venerabile: 老. Il radicale dell'anziano, se si separa dal bastone, è 耂 ed è una persona china con un ciuffo di capelli lunghi (il tratto curvo più lungo indica proprio la schiena curva rispetto alle gambe). 考 poi compare come chiave di lettura in altri caratteri come 烤 kao3 e 铐 kao3. Il primo ha il radicale delle lingue di fuoco compresso a lato 火 e indica il concetto di cuocere (forse la chiave di lettura non indica lo sbuffare per il calore, ma indica la faccia di un tipico anziano, messa in collegamento con l'aspetto di un oggetto alterato dalla cottura siccome la pelle dell'anziano come colore e aspetto è diversa da quella di una persona molto giovane, non ancora invecchiata). Il secondo ha il radicale del metallo 金 e oggi indica le manette. La chiave di lettura è poco chiara: indica che le manette hanno a che fare con il controllo e supervisione di una persona pericolosa o criminale catturata ma, in base a un'interpretazione alternativa, indica lo sforzo invano nel liberarsi.
he1 hot3 Indica il concetto di bere e in origine indicava il concetto di gridare. È una bocca spalancata con accanto 曷 he2, una riduzione di 竭 jie2, che significa "esausto" e "drenare/consumare": nella chiave di lettura si nota una bocca spalancata da cui esce uno sbuffo d'aria (曰, ma non per parlare: per indicare spossatezza e forse anche sete). Sotto si vede un uomo piegato dalla fatica e con un attrezzo in mano. Il carattere 竭, siccome ha il radicale della persona in piedi, indicava in origine l'atto di trasportare qualcosa sulla schiena con fatica. Anticamente 喝 finiva in *-t. Per indicare il concetto di assetato, si usa una variante del carattere, 渴 ke3, che stavolta contiene il radicale Kangxi dell'acqua 水, che indica cosa si desidera.
he2, huo5 wo4 In origine 龢 (a cui si aggiunge la variante 𥤉), indica il concetto di armonia. Nella versione più arcaica, ha il flauto di canne di bambù intrecciate (龠, radicale Kangxi oggi in disuso. Si notato i buchi e le canne intrecciate) accanto a un cereale (禾, radicale Kangxi), che era chiave di lettura indicante la pronuncia (oggi si pronuncia "he2", ma la lettura storica era vicina a *"hua"). Indicava dunque il concetto di armonia legata alla musica e, dopo che il radicale del flauto è stato sostituito dalla bocca, dall'armonia legata al canto e forse anche al cantare insieme. In origine indicava anche uno strumento musicale aerofono, il che spiega meglio la presenza del radicale del flauto.
hen3 han2 Indicava il concetto di fare qualcosa con determinazione e senza ascoltare, mentre oggi è un avverbio fantoccio senza traduzione che si mette davanti agli aggettivi/verbi attributivi in cinese moderno standard. A sinistra si vede il radicale Kangxi del doppio uomo o passo col piede sinistro, che in realtà (e in origine) è la parte a sinistra di 行 ("hang2" e successivamente pronunciato anche "xing2"). Tutto questo carattere è un incrocio di strade inquadrato dall'alto, e nell'arcaismo "camminare lentamente" chi4chu4 viene diviso in 彳亍: il passo col piede sinistro e col piede destro è in realtà la parte a sinistra e a destra dell'incrocio, quindi indica una strada percorsa. La parte a destra è 艮 gen4, da non confondere con 良: è un carattere simile a 見 ed è un occhio che si guarda dietro di sé e indica il concetto di limite, di qualcosa che non si può superare (il senso originale resta nel carattere 限: il limite è rappresentato da una collina come radicale Kangxi). È anche un tronco celeste, che indica le unità temporali: questo significato è successivo e deriva dal fatto che la parte in basso del carattere è la stilizzazione di uno degli otto trigrammi, che indica il periodo dall'una alle tre di notte. Il significato arcaico in sintesi indica una persona che procede in modo deciso e senza guardare e ascoltare nessuno. Il significato "molto" deriva da un prestito fonetico.

Siccome l'occhio non vuole vedere avanti, ciò è stato anche interpretato come odio e infatti forma il carattere 恨 hen4, "odiare": a fianco si nota il radicale Kangxi del cuore in versione verticale, schiacciata e stilizzata. Siccome in questo contesto l'occhio indica odio e aggressività ma è anche un occhio vigile che si guarda intorno, si trova anche nel carattere 狠: significava "latrato" di cane da guardia e oggi significa "terribile". Nel carattere 痕, che indica in 疤痕 la cicatrice, è il radicale della malattia (un uomo su un letto) e l'occhio che rimanda al concetto di fermarsi, in questo caso per malattia debilitante.

hou4 hau6 Indica il concetto di "successivo, dopo" e il carattere tradizionale è 後: è il tratto a sinistra di un incrocio affiancato a un pendaglio costituito da bozzoli di bachi da seta (si riconosce ancora 玄, simile a 丝 e 厶, da cui deriva il carattere 私, "privato", chiuso agli altri come un bozzolo di baco da seta) o, secondo un'altra interpretazione, una corda. In basso si nota 夊 derivato da 止, il piede: è dunque una strada con un piede legato. Successivamente, il sinogramma assunse il significato di "camminare". Una variante successiva è 𨒥: cambia il radicale ma il senso resta lo stesso. Contemporaneamente, 后 esisteva già come sinogramma a sé ed era indistinto rispetto a un terzo carattere, 司: semplicemente, l'uno è il ribaltamento simmetrico dell'altro. 司 indica una persona inginocchiata mentre ascolta remissivamente gli ordini, rappresentati dalla bocca spalancata. Il carattere significava "ordinare", mentre oggi indica il pilota o la ditta/company. I due caratteri poi si sono separati e 后, con il suo significato moderno, ha soppiantato 後 nella semplificazione.
mian4 min6 Il carattere è fuorviante siccome oggi è la fusione di due diversi sinogrammi: 面 e 麵 (o 麪). Il primo indica la faccia/viso (sia concretamente, sia come concetto astratto: "perdere la faccia" nel mondo asiatico significa perdere il rispetto, che a differenza del pensiero occidentale non è personale ma condiviso con il proprio gruppo di appartenenza, e.g. parenti, amici, colleghi... Chi perde la faccia, la fa perdere anche ai propri prossimi e viceversa. La faccia si guadagnava anticamente seguendo una morale confuciana e comportandosi da galantuomo virtuoso; oggi si guadagna per esempio avendo successo nel lavoro e nel business o compiendo grandi gesta). La faccia per la precisione è raffigurata come un sopracciglio (aggiunto successivamente) con sotto una faccia squadrata e un naso (自). Se si utilizza come chiave di lettura e si affianca al radicale Kangxi del grano 麥, oggi 麦, indica la farina e tutti i suoi derivati, come il pane e la pasta/noodles/ramen (拉面). In realtà, stando al Dizionario Kangxi, questo carattere è la versione popolare del vero carattere che indicava la farina, 麪.
hui2 wui4 Indica il concetto di ritornare (e oggi anche il numero di volte in una parlata colloquiale) ed è il pittogramma di un mulinello sull'acqua, una spirale oggi squadrata e stilizzata. In origine significava "girare su se stessi, rigirare", significato conservato nella variante 廻 e 迴, a cui si aggiunge un radicale.
hui4, kuai4 wui2 Il carattere, in origine pronunciato "kuai4" e scritto 會, indicava la carne o pesce tagliato finemente: è della carne tagliata finemente al centro con sopra un coperchio (亼) e in basso il contenitore (曰, falso amico). Successivamente ha modificato la sua pronuncia e, come prestito fonetico, indica sia la contabilità che il concetto di "saper fare, riuscire a". Il significato originale è conservato nel carattere 脍 kuai4, a cui si è aggiunto il radicale della carne 月.
ji1, ji3 gei1 (tavolino)

gei2 (alcuni)

Il carattere oggi è la fusione di due distinti caratteri, 几 e 幾; come già accennato, il primo indica il tavolino, mentre il secondo indica il concetto di tagliare o il concetto di piccolo e fine (丝 bozzoli +戍 oggetto affilato tenuto in mano per tagliare). Come prestito fonetico, indica pure il concetto di "alcuni". Anticamente, la consonante non era palatalizzata.
jia1 gaa1 Indica il concetto di famiglia e oggi è pure un suffisso per indicare gli esperti in un campo e un classificatore per il numero di negozi e di ditte. È un tetto con sotto 豕 shi3, un maiale messo in verticale, animale che nella Cina antica era un alimento base diffuso. Una variante arcaica vicina all'ideogramma originale è 𠖔. Il maiale, in questo carattere, non sarebbe però un animale semplicemente allevato, ma è un animale sacrificato in casa propria quando muore un proprio parente, siccome solo i nobili potevano costruirsi un tempietto sacrificale. In più, secondo Xu Shen, la chiave di lettura non è il maiale ma è una riduzione del carattere 豭 jia1, "maschio di maiale". Anticamente, la consonante non era palatalizzata. Tutto il carattere si trova come chiave di lettura in 嫁 jia4 e 稼 jia4: il primo significa "[donne] sposarsi" ed è il radicale Kangxi della donna inginocchiata 女 che, sposandosi, entra a far parte di una famiglia o formare una famiglia, mentre il secondo indica il cereale (radicale Kangxi del cereale 禾), l'alimento base di una famiglia di contadini, coltivato e curato dall'intera famiglia.
jiao4 giu3 Indica il concetto di chiamare ad alta voce ed è il radicale della bocca con accanto la chiave di lettura 丩 jiu1, che è il pittogramma di due corde intrecciate tra loro in un punto: è una corda ininterrotta come le urla per chiamare qualcuno. Il senso originale della chiave di lettura resta nella sua evoluzione 糾 > 纠 jiu1: gli è stato aggiunto il radicale Kangxi della seta (si può notare come sia composto da un pendaglio di bozzoli con dei filamenti in basso, oggi fusi in un unico tratto orizzontale). Una variante del carattere è 𠮪. Anticamente, la consonante non era palatalizzata. Questa chiave di lettura si trova pure nel carattere 收 shou1, "ricevere (messaggi)": sono le due corde annodate in un punto con accanto 攵 pu1, cioè il pittogramma oggi stilizzato di un bastone 卜 in una mano destra 又 per indicare il concetto di autorità e/o un bastone pronto a picchiare. In origine significava "legare" riferito in particolare a criminali e prigionieri.
jin1 gam1 Indica il concetto di "oggi, adesso/ora" e, nella primissima versione nelle ossa oracolari, è un triangolo con sotto un tratto orizzontale, cioè una bocca aperta non sorridente con un tratto in basso che indica un oggetto tenuto in bocca (altrimenti il carattere sarebbe 甘). Il significato è cambiato siccome il sinogramma è diventato un prestito fonetico; dopodiché, si è stilizzato. Il significato originale è preservato nel carattere 含, a cui è stata aggiunta la bocca in basso. Anticamente, la consonante non era palatalizzata e la codina nasale era *-m.
tian1 tin1 In origine indicava la sommità della testa (cioè il capo) ed era un uomo in visione frontale 大 disegnato con una testa enorme, 口, poi diventato un grosso punto nero e infine un tratto orizzontale in cima. Dopodiché ha iniziato a significare ciò che sta sopra il capo, cioè il cielo.
jiu3 gau2 In origine era il pittogramma di un braccio piegato per mostrare il muscolo, poi è passato a indicare il numero nove come prestito fonetico e per evitare di scrivere nove tratti di fila. Anticamente, la consonante non era palatalizzata.
kai1 hoi1 La versione tradizionale è 開 e indica il radicale Kangxi della porta a due ante in visione frontale 門 (vagamente simile a quella dei saloon), oggi 门, mentre viene aperta da un paio di mani (廾, che però non sono mani giunte). Il tratto orizzontale in alto è il chiavistello della porta (闩). Il carattere significa "aprire" e oggi indica anche il concetto di accendere. Oggi, la porta a doppia anta è sparita.
kan4 hon3 Indica il concetto di guardare ed è una mano 手 messa sopra un occhio 目 intento a scrutare l'ambiente. Anticamente la consonante non era palatalizzata.
jian4 gin3 Come già indicato, è uno dei 214 radicali Kangxi (190 circa sono ancora in uso e produttivi) ed è un occhio sopra due gambe, 見, che indica il concetto di osservare, percepire. Il carattere 現, oggi 现, indicava la lucentezza della giada tale per cui attira gli sguardi e deriva da una modifica di 見, prima senza distinzione: le è stato aggiunto il radicale Kangxi dei pezzi di giada legati tra loro, 王, poi modificatosi in 玉 yu4 per distinguere il sovrano (metaforizzato dalla giada imperiale) dalla giada come minerale (si nota un punto, per differenziare o per indicare un frammento di giada). Oggi 现 indica "accadere" e si usa anche per dire "adesso". In entrambi i caratteri, la consonante non era palatalizzata, mentre "yu4" iniziava con *ng-.
kuai4 faai3 Indica il concetto di zolla, scaglia, fetta ecc. e in origine indicava la zolla di terra, come indica il radicale Kangxi 土, che indica il terreno. In base alla versione tradizionale 塊, la chiave di lettura per la sola pronuncia è 鬼 gui3, il fantasma, a sua volta radicale Kangxi. Ma la primissima versione del carattere in base alle ossa oracolari e ai vasi di bronzo Shang e Zhou era 凷, cioè una cesta in fibre di bambù intrecciate piena di terriccio. Quanto al radicale del fantasma, è una testa mostruosa 田 sopra un corpo antropomorfo 儿 e un tratto ondulato poi squadratosi, 厶, forse una coda. Anche il carattere 異 yi4, "bizzarro, strano" è simile: è una maschera mostruosa tenuta in faccia da due mani stilizzate (共). Quando al carattere 届 jie4, la versione arcaica è 屆: contiene 凷, ma è un pericoloso falso amico: nella cesta non c'è del terriccio, ma gli escrementi di uno stitico: oggi il carattere indica la sessione (ad esempio quella dell'Assemblea Nazionale dei Rappresentanti del Popolo nella Repubblica Popolare Cinese), ma raffigura un uomo seduto (尸, anticamente 𡰣, che poi ha assunto il significato di "cadavere" ed è un radicale Kangxi) con sotto una cesta e un cumulo di deiezioni. In passato indicava la difficoltà a evacuare. Oggi il carattere è sostituito con 屎 shi3, cioè un corpo seduto con il riso in basso (米) per indicare quello che resta di un tipico pranzo nel senso fisiologico dell'espressione (inizialmente, nelle ossa oracolari, al posto della piantina di riso, c'erano cinque palline di sterco che cadevano verso il basso), mentre l'urina viene indicata con un carattere simile, 尿 niao4, in cui il flusso impetuoso d'acqua (水) rende vagamente l'idea. Anche qui, nelle ossa oracolari c'erano tre trattini in fila e orientati verso il basso davanti all'uomo in piedi per disegnare in modo realistico il gettito di urina. Quanto alla semplificazione di 塊, il componente a destra è diventato 夬 guai4, il pittogramma di un arco messo in tensione da una mano in basso (il tutto è quasi irriconoscibile per la stilizzazione, ma le varianti arcaiche 𡗒 e 叏 sono molto più vicine all'originale e rendono riconoscibile la mano destra 又, non più fusa con l'arco). Questo pittogramma compare anche in 快 kuai4 e 筷 kuai4: il primo, con il radicale Kangxi del cuore compresso a lato, indica il concetto di velocità ("come una freccia scagliata", ma in origine indicava la felicità, come si vede anche nel vocabolo 愉快 e 快乐), mentre il secondo prende l'intero carattere della velocità come chiave di lettura e aggiunge in cima le due foglie cadenti di bambù come radicale e indica le kuaizi, le bacchette in bambù (o altri materiali) per mangiare. 快 non rimanda tanto alla velocità nel mangiare, quanto all'idea di un oggetto che si tiene in mano.
lai2 loi4 Indicava il concetto di grano ed era il pittogramma in visione frontale di una piantina di grano, 來, in cui è riconoscibile la piantina 木 e il grano, 从 (falso amico), oggi diventato un paio di punti 丷, esattamente come nel radicale Kangxi del riso, 米. Oggi significa "arrivare, venire" a causa di un prestito fonetico, ma il significato originale è preservato nel carattere 莱, a cui è stata aggiunto il radicale dell'erba in cima. Oggi è un nome proprio.
lao3 lou5 Come già accennato, è un anziano piegato su se stesso con i capelli lunghi o un ciuffo e sotto un bastone 匕, falso amico.
shi1 si1 In origine secondo Xu Shen indicava un gruppo di 2500 soldati e la versione tradizionale è 師. Il componente a sinistra è 𠂤 dui1, da cui deriva 堆 e forse anche 阜, e indica un cumulo di terra, un tumulo e/o una collinetta. Il componente a destra è 帀 zhi1, che Xu Shen illustra come la versione ribaltata di 㞢, cioè il pittogramma da cui deriva 之, usato come particella di determinazione a causa della sua assonanza di pronuncia. In realtà è l'antenato del carattere 匝 za1, che significa "circondare": è un pezzo di stoffa 巾 dentro un contenitore 匚. Tutto il carattere indica dunque un accampamento su un piccolo rilievo montuoso. Una variante del carattere è 𨸲. Nella semplificazione, il tumulo è stato ridotto a due tratti che si ritrovano pure nel carattere 班: qui sono un falso amico siccome è la stilizzazione di un coltello in mezzo a due spaghi a cui sono legati dei pezzi di giada.
le5, liao3 liu4 Indicava il bambino fasciato, siccome non si vedono le braccia di 子. Siccome le braccia sono tagliate via dal carattere e/o non si possono muovere, significa anche "finire, terminare" ma pure "brillante; chiaro/non ambiguo". La pronuncia più antica è "liao3". A sua volta, il carattere è il sostituto di 瞭, che indica "brillante" riferito agli occhi e "chiaro/non ambiguo" (si può pensare che un'azione, per essere chiara, deve essere finita e osservabile nei suoi risultati e viceversa). Quanto a questo carattere, accanto al radicale dell'occhio c'è la chiave di lettura 尞 liao3, cioè un albero (大, falso amico) circondato da fiammelle e con sotto un componente aggiunto più tardi per indicare la pronuncia, 日 (derivante da 呂) e il fuoco (小 derivato da 火, quindi falso amico), anch'esso inserito più tardi. Indicava l'atto di bruciare la legna. Il significato originale resta nella sua evoluzione 燎 liao3, cioè questo pittogramma a cui viene aggiunto il radicale Kangxi del fuoco a lato, 火, cioè tre fiamme uguali (un quadrato con tre punte grossomodo) poi stilizzatesi in una fiamma centrale e due lingue di fuoco ai lati.
ling3 laang5 Indica il concetto di freddo ed è il radicale Kangxi del ghiaccio (due segni che indicano due striature sul ghiaccio, 仌) con accanto la chiave di lettura 令, che da sola indica il concetto di "far fare, ordinare", come 司 e, anticamente, 后, ma che indica anche il concetto di "bello" (e.g. 令名, 令辰, 令闻). In questo preciso carattere indica che il freddo è come gli ordini: non vi si può opporre, pertanto quando si sente si patisce. Quanto al suo aspetto grafico, 令 indica un tettuccio a punta con sotto una persona inginocchiata e intenta a dare ordini. Da questo carattere deriva un suo quasi-sinonimo, 命: semplicemente, si è aggiunta una bocca spalancata intenta a dare ordini 口 a una variante arcaica del carattere. Nelle ossa oracolari, i due caratteri erano intercambiabili, solo 令 può anche significare "far fare". Oltre a 冷, un carattere molto diffuso in cui compare è 领 ling3, con radicale Kangxi del viso 页 (pittogramma di una foglia, poi passato a indicare il viso attraverso la sfumatura di significato di "piattezza") e 零 ling2, con il radicale Kangxi della pioggia 雨 yu3, approfondito più avanti. Il primo rimanda a un uomo inginocchiato sotto un tettuccio mentre ordina accanto a una testa: in origine indicava il collo, siccome è appena sotto la testa ed è ciò che permette alla testa di muoversi ("far fare"). Il secondo indicava le gocce di pioggerella e a partire dal 1200 circa indica il numero zero per opera del matematico cinese Li Ye 李冶, che propose peraltro l'idea che la Terra fosse sferica in Cina. La chiave di lettura è una sostituzione posteriore siccome la prima versione era composta dalla pioggia con sotto tre pallini per indicare le gocce. Una variante arcaica vicina all'ideogramma originale è 霝. La chiave di lettura in alcune varianti arcaiche compare come 泠, un carattere oggi in disuso che indica il concetto di "rinfrescante", ma non si sa se 令 è una contrazione di questo carattere (Xu Shen non ne parla).
il3, li5 lei5 Indicava il concetto di villaggio e oggi indica, come prestito fonetico, quello di interno, fodera del vestito, come si vede dalle varianti 裡 e 裏, aventi il radicale Kangxi del vestito a lato o aperto in due per ospitare dentro un ulteriore carattere che fa da chiave di lettura. Il pittogramma originale mostra una risaia sopra un cumulo di terra. Indicava il posto in cui si vive ma pure un'unità formata da 25 famiglie: secondo il Libro dei Riti di Zhou (周礼), 5 famiglie (家) erano un lin2, 邻, mentre 5 lin (25 famiglie) era un li3 里. Come terzo significato, è anche un'unità di misura per la lunghezza. Come prestito, ha assunto il significato di "interno; fodero", a cui si è aggiunto il radicale del vestito in 2 posizioni, poi perso nella semplificazione. Quanto al carattere 邻, in passato 鄰, oggi indica il vicinato: è il radicale della città con, a sinistra, la chiave di lettura 粦 lin4, anticamente 㷠 e derivante dalla contrazione di 磷 (oggi indica il fosforo): sono due fuochi l'uno sull'altro (炎, oggi semplificati con il falso amico 米) con sotto due piedi, che si ritrovano pure in 舞. Indica quindi un posto in una città con un focolare molto comodo e ospitale. Il focolare è poi sparito per essere semplificato con la chiave di lettura 令, che oggi indica il concetto di "far fare, ordinare" ma che indica anche il concetto di "bello" (e.g. 令名, 令辰, 令闻): il focolare è stato sostituito con un significato che ricorda alla lontana il concetto di comfort o, più probabilmente, per indicare i buoni rapporti con il vicinato ospitale. Quanto al carattere 舞 (danzare), indica una ballerina 大 mentre esegue una danza rituale con due rami in mano 丰丰 (o, più avanti, vagamente simile a 木木) e orientati verso il basso. In un secondo momento, sono stati aggiunti i piedi in basso (il carattere assomiglia a 降). Della ballerina resta solo un tratto ricurvo che indica la testa, mentre le piante sono diventate una sorta di trama fitta simile al carattere 無.
liu4, lu4 luk6 Indica il numero sei come prestito fonetico, siccome è il pittogramma in visione frontale di una capanna piccola e molto semplice (un tetto spiovente, oggi appiattito, e due pali ai lati, oggi sbilenchi). Anticamente finiva in *-k.
ma1, ma5 maa1 Indica il concetto di mamma (in tono colloquiale: non è la madre, indicata come 母亲) e la versione tradizionale è 媽: è il radicale della donna inginocchiata con accanto la chiave di lettura 马 ma1, che è il pittogramma di un cavallo con le quattro zampe ed è anche un radicale Kangxi. La chiave di lettura, come forse avviene anche nel carattere 爸, non è casuale ma trascrive uno dei tipici versi infantili per chiamare la mamma.
ma5, ma3 maa3,

maa1 (prestiti)

È la trascrizione fonetica della particella interrogativa diretta a fine frase in cinese moderno standard, "ma5": è una bocca spalancata per indicare la domanda e la chiave di lettura per la sola pronuncia del cavallo, "ma1". La versione tradizionale è 嗎 ed esisteva già come variante di 罵, cioè 骂 ma4, che significa "insultare, bestemmiare": sono due bocche aperte intente a scambiarsi accuse ad alta voce 吅 con sotto la chiave di lettura del cavallo. A sua volta, il carattere che indica "insultare, bestemmiare" è la modifica del carattere tradizionale 罵 che, se si osserva bene, ha come radicale una versione estremamente stilizzata della rete 网. Il composto rimanda alla lontana al concetto di mettere pressione alle persone con gli insulti, che di fatto le umiliano, le rimproverano o le ricoprono di accuse o calunnie.
mai3 maai5 Come già accennato, indica il concetto di comprare, esibito con la rete molto stilizzata e le conchiglie usate come moneta: 買 (la rete stilizzata è la stessa di 罵. In altri caratteri, è falso amico siccome indica l'occhio 目 messo in orizzontale).
mao1 maau1 Indica il concetto di gatto e il carattere tradizionale 貓 è molto più chiaro della versione semplificata: contiene il radicale del felino al posto di quello del cane e, a fianco, ha la chiave di lettura 苗 miao4, che non indica solo la pronuncia: significa "germoglio, virgulto, piccolo", quindi un felino di piccole dimensioni. Quanto alla chiave nello specifico, è un paio di ciuffetti di erba sopra una risaia. È anche il nome di una minoranza etnica cinese, i Miao, e della loro lingua, il Hmong.
mei2, mo4 mut6 Indica il concetto di non esserci/non avere e la versione tradizionale è 沒. L'ideogramma indica un concetto astratto con la rappresentazione concreta di una distesa d'acqua con un mulinello 回 in cima e una mano destra in basso intenta a mettere un oggetto sott'acqua: non c'è più. La componente a destra da 𠬸 > 𠬛 (mo2, che indica anche la pronuncia) è poi mutata nel carattere 殳 shu1, che è anche un radicale Kangxi: è il pittogramma di una mano destra 又 che regge una lancia/alabarda, in principio rappresentata con un tratto verticale e la punta in cima e poi mutata radicalmente in 几, falso amico. Indica quindi una lancia che finisce in acqua: non c'è più. La lancia compare come chiave di lettura anche (e non a caso) nel carattere "lanciare", 投: il radicale è quello della mano a lato, 手. Quanto invece al carattere 设 she4 ("costruire"), era formato da una bocca spalancata 口, poi sostituita dal radicale Kangxi della parola 言 accanto alla lancia/alabarda e in origine indicava l'atto di fare rituali di ringraziamento dopo una vittoria in guerra.
guan1 gwaan1 Indica il concetto di chiudere, in origine indicava il catenaccio e la versione tradizionale è 關: è il radicale di una porta a due battenti con sotto due pendagli di bozzoli di baco da seta come falso amico per indicare due catenacci circolari. In basso si vedono due tratti che indicano due pali verticali a cui sono legati i due catenacci. Oggi la porta è sparita e resta la parte interna, stilizzata: restano i due catenacci stilizzati e, in basso, i pali di legno come 人.
xi4, xi5 hai6 Indica il concetto di legame (anche tra persone) e la versione tradizionale è 係: accanto al radicale Kangxi della persona si trova una fila di bozzoli di bachi da seta (in origine due, poi tre, infine una) con dei fili in basso (stilizzati come 小, falso amico) e, in cima, un tratto obliquo che stilizza una mano: i bozzoli sono uniti tra loro fino a formare un filo, un pendaglio. Un'altra versione tradizionale è 繋, con in cima la versione tradizionale di 声, che indica il concetto di suono. Nella versione tradizionale, i due radicali sono tolti. Anticamente, la consonante non era palatalizzata.
you3 jau5 Indica il concetto astratto di avere (e, a partire da un momento successivo, "esserci/esistere"), rappresentato in modo concreto con una mano sinistra che regge un pezzo di carne. Nelle prime versioni, la mano era dall'altro lato. Una variante è 𪠥.
mi3 mai5 Come intuibile, è una piantina 木 con due punti 丷 che indicano i chicchi di riso ancora avvolti nell'arista e nelle glumelle. Indica il riso crudo ed è anche un radicale Kangxi. Il riso si trova pure nel carattere 类 per formare la parola bisillabica 种类, "tipologia/tipo". Deriva da una semplificazione della versione tradizionale 類, a cui si toglie il componente che indica il viso: resta 类, cioè il riso 米 con sotto un cane 犬, oggi stilizzato con un 大 fuorviante e che è il radicale del carattere. Indicava la tipologia, con una sfumatura di riferimento ai cani. Il riso non c'entra solo con le specie di pianta, ma la sua presenza si spiega anche per il fatto che è il residuo della chiave di lettura, 頪 lei4.
ming2 ming4 Indica il concetto di chiamare per nome ed è un ideogramma che unisce la bocca spalancata 口 con il radicale Kangxi della falce di luna 夕, molto simile a 月. I due componenti si sono poi invertiti di posizione. L'idea dietro la loro combinazione è quella di aiutarsi con i nomi delle persone gridati ad alta voce per riconoscerle o individuarle in situazioni di luce scarsa, come la sera tardi.
ming2 ming4 Indica il concetto di brillante ed è il sole accanto alla luna. Nelle prime versioni (ossa oracolari), i due astri potevano avere la posizione invertita. Il carattere compare pure come chiave di lettura nel carattere 萌 meng2, che indica i virgulti nella parola 萌芽: è il radicale Kangxi dei due ciuffi d'erba, oggi fusi, con sotto 明, che indica il concetto di splendente (e dunque qualcosa che è ben evidente, come i virgulti che spuntano dal terreno)
zi4 zi6 Indica il concetto di carattere scritto e scrittura, ma in origine significava "crescere figli" e "essere in gravidanza": è un tetto con sotto un bambino in fasce, che indica pure la pronuncia. I due significati sono apparentemente collegati: nella stessa misura in cui la propria stirpe e il genere umano si fa sopravvivere mettendo i figli sotto un tetto, la conoscenza e la cultura (sia alta che folk) si preserva a lungo se si mette al sicuro su un foglio di carta (i cinesi la ottenevano dal bambù o dalle fibre di gelso) o da un listello di bambù o su un qualunque altro supporto. In alternativa, il carattere è un mero prestito fonetico. 字 appare pure nel carattere nativo vietnamita per indicare il sistema di scrittura, il chu Nom: 𡨸.
na4 naa5 Indica il concetto di "quello/a; lì/là" (è la deissi distale, l'opposto della deissi prossimale) ed è il pittogramma di un paio di baffi (冄 ran3, falso amico molto evidente di 月 e da cui si ricava la pronuncia di una consonante nasale in Primo Cinese Medio, cioè *ny-. La pronuncia in vietnamita è nhiễm, da cui si ricava *-m nella chiave di lettura) insieme al radicale Kangxi della città 邑: indica in origine le località lontane ed esotiche dell'occidente o le zone in cui abitavano le popolazioni barbariche non Han, che portavano i baffi folti. I tratti orizzontali in 冄 erano separati, poi si sono fusi. Il pittogramma di è ulteriormente stilizzato a lato del carattere. Quanto ai barbari, un famoso arcaismo per indicarli è yi2 夷, cioè un uomo 大 con un enorme arco sulla schiena 弓.
na3 naa5 È un'interrogativa in cinese ("Quale? Dove?") in cui il radicale Kangxi della bocca spalancata 口 chiede la domanda. La chiave di lettura 那 non solo rende la pronuncia (cambia solo l'intonazione), ma collega l'interrogativa alla deissi ("Quale posto?").
ne5, ni2 ne1 Indicava il concetto di bisbigliare, mentre oggi è una particella in cinese (per esempio, rinforza un'azione in corso). Per la precisione, è il radicale Kangxi della bocca spalancata 口 con accanto la chiave di lettura 尼, che indica la suora buddista, ma che qui è un falso amico: è una persona seduta 尸 schiena contro schiena con un'altra persona più piccola 匕. A loro volta i componenti della chiave di lettura sono quindi falsi amici. La chiave quindi non indica la suora buddista, ma la vicinanza (sia fisica che emotiva, cioè intimità) tra persone, tale per cui si può bisbigliare. Da questo pittogramma deriva come prestito fonetico il significato di suora buddista e il carattere 昵 ni4, che preserva un parte del senso originario (il disegno originale è 暱, chiave di lettura ni4).
neng2 nang4 Indica il concetto di abilità/saper fare ma anche il permesso, ma è un prestito fonetico perché è il pittogramma di un orso a quattro zampe in visione laterale, stilizzato con numerosi falsi amici: il muso allungato 月, le orecchie 厶 e il resto del corpo, inclusa una grossa zampa posteriore 匕. Il significato originale resta nel carattere 熊 xiong2, con quattro punti in basso per indicare le zampe (falsi amici del fuoco). Il carattere può indicare pure il panda, uno dei simboli della Cina.
ni3 nei5 Indica la seconda persona (sia singolare che plurale se si mette il contrassegno di pluralità) e la versione tradizionale è 儞, mentre una sua semplificazione alternativa è 伱. Il carattere deriva da 爾 er3, il pittogramma di un telaio per cucire pieno di fili intrecciati. Una variante arcaica più vicina all'originale è 𣙡. Come prestito fonetico, in cinese classico significava "tu". Esso forma poi il carattere moderno, a cui si è aggiunto il radicale Kangxi della persona . Dalla pronuncia, si ricava che la chiave di lettura, come ogni sillaba "ER", in Primo Cinese Medio iniziava in *ny-. In vietnamita, il pittogramma stesso del telaio si pronuncia nhĩ. Se sotto al carattere 你 si aggiunge il radicale Kangxi del cuore/mente per indicare un'attitudine di rispetto, si ottiene il pronome personale per dare del Lei, 您, nin2. La variante 恁, con la sua chiave di lettura 任 non solo indica anch'essa una vocale nasale arcaica, *ny-, ma indica pure la codina nasale *-m, presente anche nello stesso carattere usato come particella onorifica in coreano, "nim".
nian2 nin4 Indica il concetto di anno e una versione arcaica vicina all'originale nelle ossa oracolari è 秊: è un raccolto 禾 portato sulla schiena da una persona piegata 人, poi 干. Oggi la parte ricurva della pianta di cerale è ancora riconoscibile in alto, mentre il gambo del cereale si è fuso con la persona, ancora riconoscibile in basso. In passato indicava il concetto di raccogliere le messi.
nv3 neoi5 Come già accennato, è il pittogramma di una donna inginocchiata. Compare come radicale in svariati caratteri. Uno di questi è 委 wei3, che oggi presumibilmente come prestito fonetico indica il membro (e.g di una commissione): è l'ideogramma di una donna inginocchiata di fronte a una pianta di cereale 禾, con l'aspetto piegato per il peso dei chicchi. Indicava in modo molto espressivo l'atto di obbedire da parte delle donne, che dovevano quindi "piegarsi" agli ordini.
peng2 pang4 Indica il concetto di amicizia e il pittogramma originale è simile a 拜, con i due tratti in alto fusi in un unico tratto: sono due sono conchiglie legate a due spaghi e indicava un'unità di misura di quello che oggi equivale al denaro (si ricorda che in passato si usavano le conchiglie, il che spiega alcuni usi del radicale Kangxi della conchiglia: non era un banale mollusco). Per la precisione un chuan 串 erano cinque conchiglie, mentre un paio di chuan (dieci conchiglie) erano un peng 朋. Il carattere si trova come chiave di lettura in "tettoia", 棚 peng2: il radicale Kangxi dell'albero 木 indica il materiale con cui può essere costruita, cioè le assi in legno (quest'ultimo era il significato originale). Indica pure parte del significato perché, nella stessa misura in cui gli amici stanno vicini e i due chuan sono raffigurati vicini, le assi della tettoia sono l'una vicina all'altra (concetto che può riguardare anche i listelli di bambù intrecciati tra loro per formare i rotoli su cui scrivere o gli oggetti legati. Per esempio, un sinogramma molto antico per dire "no", 弗, è l'ideogramma di due pali 儿 legati da una corda 弓: non si muovono. Indicava pure il concetto di "violare". Il significato più arcaico resta parzialmente conservato nel carattere 弼 bi4, "aiutare/assistere", il secondo resta conservato nel carattere 拂, a cui si aggiunge il radicale della mano. L'ideogramma 弗 è abbastanza chiaro anche se composto da falsi amici. Si può trovare come chiave di lettura, come in 费 fei4, "pagare, spendere; consumare": il radicale Kangxi della conchiglia 贝 indica il denaro, mentre la chiave di lettura può riferirsi alle conchiglie/monete legate tra loro con lo spago, come i chuan e i peng).
you5, you3 jau5 Indica il concetto di amicizia ed è il pittogramma di due mani destre l'una accanto all'altra (simile a 双), poi l'una poggiata sopra l'altra (si veda la variante arcaica 㕛) e, nella versione attuale, una mano sinistra accanto a una mano destra.
piao4 piu1 Indica il concetto di bellezza e in origine indicava le increspature e ondine sulla superficie dell'acqua. Si nota il radicale Kangxi dell'acqua con accanto la chiave di lettura 票 piao4, che oggi indica il biglietto o la banconota. A sua volta, questa chiave di lettura è composta da due falsi amici: in alto si vede un paio di mani 臼 mentre mettono qualcosa 囟 su un fuoco con un tratto orizzontale in cima 灭, ma non indica il concetto di fare essiccare qualcosa: indicava il fuoco che saliva dalle lingue di fuoco guizzanti, avvolgendosi nell'aria in tante spirali leggere, esattamente come le ondine, guizzanti e leggere sulla superficie dell'acqua. Oggi le mani e l'oggetto si sono stilizzate in 西 mentre il fuoco è appena riconoscibile in 示. Da questa chiave di lettura con riferimento al fumo nell'aria deriva il carattere 飘 piao4, che indica l'agire impetuosamente ma anche il tifone a causa della disambiguazione data dall'aggiunta posteriore del radicale Kangxi del vento, 风 feng1, cioè 風. Siccome il vento è qualcosa di difficile da rappresentare, i cinesi lo hanno raffigurato dapprima con 鳳 come prestito fonetico siccome indicava la fenice, riconoscibile nel pittogramma dell'uccello 鳥; poi lo hano raffigurato in altri modi non sopravvissuti. La raffigurazione odierna ha una croce che deriva dalla semplificazione del radicale Kangxi dell'insetto 虫: banalmente, gli insetti volano nell'aria. Lo spazio che racchiude l'insetto deriva dal carattere 凡, modificato e preso come prestito in passato sempre per indicare l'aria.
liang5, liang4 loeng6 Indica il concetto di brillantezza ed è il pittogramma della torre 髙 (oggi 高) sopra un tavolino (raffigurato anticamente come 儿 sotto la torre e oggi 几) per indicare degli oggetti messi su tavolo e quindi bene in evidenza e chiare da vedere. Una variante arcaica e vicina all'originale è 𠅙, in cui entrambi i componenti hanno la grafia originale.
ping2 ping4 Indica la mela e la versione tradizionale è 蘋: è il radicale Kangxi dell'erba con in basso 频 come chiave di lettura, composta da 步 (un passo 止 sotto l'altro 少 per indicare l'atto di camminare, ma in questo caso riduzione di 涉, in origine "attraversare un fiume") e 页 (oggi tutta la chiave di lettura 频 indica il numero di volte, mentre in passato indicava la riva). La versione moderna invece ha la chiave di lettura 平, che indica il concetto originale di essere piatto, pianeggiante e livellato (come la superficie dell'acqua; è composto da 于 con 八 nelle ossa di tartaruga e scapole di bue, mentre altrove è lo sbuffo di fiato 兮 sotto 一). In origine non indicava la mela, ma una pianta acquatica, la lenticchia d'acqua (duckweeds), che galleggia sull'acqua, indicata dalla chiave di lettura. Poi è passato a indicare la mela, forse perché galleggia sull'acqua come le lenticchie d'acqua.
guo3 gwo2 Indica il concetto di frutta e una variante arcaica usata come carattere tradizionale è 菓: è il pittogramma di tre (poi quattro) frutti (dei pallini ovali, poi stilizzatisi in 田) sopra un albero 木. La variante ha come aggiunta il radicale di due ciuffetti d'erba in alto. La pronuncia antica era simile a "gua".
qi1 cat1 Indica il numero sette come prestito fonetico, siccome in origine significava "tagliare": nelle ossa oracolari il concetto era raffigurato con una croce (un carattere vagamente simile a 十), poi modificatasi. Il significato originale resta nel carattere 切 qie1, cioè il pittogramma del taglio a croce accanto a un coltello. Anticamente finiva in *-t.
qian2 cin4 Indica il concetto di "precedente/prima, passato, primi/in cima" ed è formato dal piede in alto (止, oggi stilizzato e confuso talvolta con l'erba) e, in basso, dal pittogramma di una barca inquadrata dall'alto 舟, che è anche un radicale Kangxi (in origine, non aveva il primo tratto ricurvo in alto). Una variante arcaica che rispecchia questa composizione è 歬. Accanto alla barca, in un secondo momento, è stato aggiunto un remo (stilizzato come il coltello a lato, falso amico). indica quindi l'avanzare della barca e, in senso lato, del tempo. La parte in basso del carattere è dunque 刖 ma, se usata da sola, è un arcaismo che costituisce un falso amico: è una delle Cinque Punizioni nella Cina pre-Han e, come il carattere in parte suggerisce, è il taglio di uno o entrambi i piedi (gli altri quattro sono: il tatuaggio indelebile in faccia, il taglio del naso, la castrazione dell'intero organo genitale in caso di stupro maschile o infedeltà femminile e la pena di morte tramite squartamento con o senza cavalli, bollitura da vivi, strangolamento o decapitazione). Quanto a 刖 come "barca", si ritrova pure in 愈, derivato dal pittogramma 俞, cioè una piccola modifica di 刖 (nella versione più arcaica, accanto alla barca si nota non il remo, ma un flutto d'acqua colpita dal remo: 兪 contiene 巛). Oggi 愈 p un modo formale di dire "sempre più" (愈来愈 = 越来越) e anticamente indicava il miglioramento dello stato di salute durante una malattia. Un'ulteriore modifica del carattere è 愉, che indica la felicità e ha il radicale Kangxi del cuore non in basso ma schiacciato a lato. Quanto a 舟, è il carattere originale del sinogramma che indica la barca, 船. Il componente a fianco è 八 (oggi 几) con sotto la bocca 口: indica il concetto di scorrere, forse riferito ai flutti d'acqua verso un buco. Una variante arcaica molto vicina all'ideogramma originale è 𣍬. Il carattere 前 si può trovare come chiave di lettura nei sinogrammi 箭 jian4, 煎 jian1 e 剪 jian3. 箭 Indica le frecce ed è il radicale del bambù con sotto il concetto di passare e/o di avanzare (riferito qui non al tempo o a una barca, ma al moto delle frecce. In origine indicava il bambù usato per costruire le frecce); il secondo significa "cuocere" (originariamente "friggere con un poco di olio") e ha il radicale del fuoco stilizzato in basso; il terzo indica oggi le forbici (in passato "tagliare") e ha il radicale del coltello schiacciato in basso.
qian2, jian3 cin2 Indica i soldi e la versione tradizionale è 錢: è il radicale Kangxi del metallo 金 accanto alla chiave di lettura 戋, in passato raddoppiata e che indica il concetto di "piccolo", con riferimento alla grandezza delle monete (e, siccome sono due punte di lancia 戈, anche alle punte di lancia). La versione kanji è 銭 (ha un tratto in più). Dalla chiave di lettura deriva, per un'aggiunta posteriore, pure il carattere 残, "opprimere" e "colonizzare": è il radicale Kangxi dei resti umani e della malvagità/depravazione (歹, dei resti umani; una versione molto vicina al pittogramma originale è 𣦵, mentre altre due vicine sono 𣦶 e 歺) con accanto le due punte di lancia per indicare l'oppressione.
qing3 cing2 Indica il concetto di richiedere, invitare e offrire e la versione tradizionale è 請: è il radicale Kangxi della parola 言 con accanto la chiave di lettura 青, che qui è una riduzione di 情, che significava "emozione" (感情). Oggi questo carattere indica la situazione, 情况 (generica, non la propria situazione emotiva). Quanto alla chiave di lettura comune, 青 è una piantina in alto (㞢, stilizzata in modo simile a 生 e 丰) con sotto il buco d'ingresso di una miniera con un tratto orizzontale dentro (prima un punto) per indicare un minerale di cinabro all'interno (simile a 凡, oggi 月 stilizzato, falso amico, e 丹 come carattere a sé). La pianta è un riferimento all'erba e, in base a 丹, nello specifico al suo colore (infatti 丹 non indica tanto un concetto minerario, ma il colore dei minerali. Per la precisione, siccome raffigura il cinabro, è di un rosso vermiglio, rosso cinabro 红丹) Il significato arcaico è "verde", cioè il colore dell'erba appena spunta in primavera, contrapposto al giallo, arancione e marrone, tipici colori autunnali. Il secondo significato arcaico è "blu", cioè il colore del cielo (青天). Il terzo è "nero" (黑丝), mentre il quarto ancora in uso è 青年 per indicare la gioventù, "l'età in fiore". Infine, nel carattere 红 (in 红丹, rosso cinabro) ovvero 紅 il senso di "rosso" era riferito, in base alla chiave di lettura, alla colorazione dei tessuti.
qu4 heoi3 Il carattere è simile a 出 ma, mentre nel primo è un piede che esce da una caverna, in 去 è un uomo (土, falso amico) che esce da una caverna (厶, falso amico, originariamente 口). Due varianti arcaiche vicine alla prima versione sono 厺 e 𠫟. Anticamente, la consonante non era palatalizzata.
re4 jit6 Indica il concetto di caldo e la versione tradizionale è 熱: è il componente 执 con, in basso, il radicale Kangxi del fuoco stilizzato in quattro fiammelle. La parte in alto raffigura una piantina 㞢 (oggi 土) piantata con le radici 八 da un cumulo di terra 土 da una persona inginocchiata 丸. Il concetto di calore quindi era messo in comunicazione con quello di crescita delle piante, che ricevono luce e calore. La chiave di lettura si può pure collegare al giardinaggio, siccome compare in 艺, che indica oggi il concetto generico di arte ma che in passato era riferito nello specifico alla tecnica di giardinaggio: il carattere tradizionale infatti è 藝. In origine aveva solo la pianta e l'uomo inginocchiato, poi si è aggiunta la terra, l'erba in alto e la nuvola in basso (in realtà sarebbe la stilizzazione di un rastrello). Due varianti arcaiche sono 秇 e 萟 in cui si vede bene una piantina stilizzata come un cereale. Anticamente, iniziava in *ny- e terminava in *-t. In Primo Cinese Medio, tutte le sillabe in R- iniziavano con la "gn" di gnomo, *ny-, conservata nelle pronunce go-on giapponesi e in vietnamita. In coreano è stata trascritta come */z/- e poi è caduta sia a livello grafico che fonetico eccetto nel dialetto di Gyeongsang, in cui è diventata /s/-. In cantonese è caduta già nell'Ottocento, come mostra il dizionario di cantonese di Robert Morrison (1828).
ren2 jan4 Il carattere è un radicale Kangxi ed è il pittogramma di una persona con le braccia alzate inquadrata lateralmente. Oggi la stilizzazione dà l'impressione che abbia le gambe divaricate. Il carattere ren2 si può raddoppiare e triplicare: se raddoppiato, forma il pittogramma 从 cong2, che in passato significava "seguire" (persone o ordini) ed era una persona che cammina insieme ad un'altra; se triplicato, diventa 众 zhong4, che indica un ammassamento di persone, la "massa". La versione originale di questo sinogramma è quasi identica a 眾 e 衆: è un sole 日, poi mutatosi calligraficamente in 四, con sotto tre persone 人人人. La parte in basso di una delle versioni arcaiche, 乑, viene utilizzata nel carattere 聚 ju4, che indica l'ammassamento di persone.
ren4 jing6 Indica il concetto di (ri)conoscere/ammettere/identificare e la versione tradizionale è認: è il radicale della parola 言 accanto al carattere 忍, che indica il concetto di resistere/sopportare/avere pazienza: è un coltello con un punto in alto, poi a lato, che forse indica la pressione verso il basso (刃 ren4) con sotto il cuore/mente, che viene straziato/a ma resiste. Nella versione semplificata si vede un uomo, riconosciuto e identificato con le parole.
shi5, shi2 sik1 Indica il concetto di conoscere qualcuno (认识) e la versione tradizionale è識: in origine indicava il vessillo di un clan per permettere di identificarlo e riconoscerlo ed era un vessillo su un palo verticale, poi stilizzatosi come 戈, ingannevole. Poi gli si è aggiunto il radicale della lingua scritto come 言 e, in un ultimo momento, anche come 音. Il carattere veniva poi usato per indicare la distinzione tra suoni nel campo di battaglia (e.g. attacco VS ritirata; lo stesso 音, presente in 音乐, sembra indicare ciò). Oggi viene sostituito con un semplice 只 solo per indicare la pronuncia; indica un oggetto di un paio e “solamente/soltanto”. Una variante arcaica e vicina all’ideogramma originale è 𧥾. Anticamente, terminava con *-k.
san1 saam1 Come già accennato, sono tre listelli di abaco in bambù allineati l'uno sopra l'altro. Anticamente finiva in *-m.
shang1 soeng1 Indica il negozio ma, in passato, era il nome proprio della seconda dinastia cinese, gli Shang. 商 è il pittogramma di un vaso contenente vino (立, falso amico) messo su un tavolino 几, a cui è stata aggiunta successivamente una bocca in basso, 口. Indica dunque gli oggetti esposti per la vendita. Da questo carattere deriva 赏, cioè 尚 (chiave di lettura per la pronuncia) con sotto la conchiglia贝, che ha cambiato significato in “premiare in conchiglie (denaro) un proprio sottoposto o inferiore” e che era intercambiabile con 商. La chiave di lettura尚 è 八 (oggi 丷) con 向 (il pittogramma di una casetta, cioè un tetto con la finestra, per rendere il suono), che significava sia “aggiungere” (l’ideogramma suggerisce l’idea di tagliare qualcosa per distribuire i pezzi) che “superiore, sopra” (era intercambiabile con 上), il che spiega molto bene 赏. Infine, come prestito fonetico, significa pure “buddista” (和尚, monaco buddista, come anche 僧人).
shang4, shang3 soeng5 Indica il concetto di "sopra, superiore, salire" ed era un pittogramma simile al numero due, 二: era cioè un trattino sopra una linea orizzontale per indicare il concetto astratto di "sopra" (forse la linea orizzontale indica un campo visto come panorama pianeggiante). Poi il trattino si è ribaltato in una linea verticale, 丄; infine si è aggiunto un nuovo tratto, ottenendo 上.
wu3 ng5 Indica il concetto di pomeriggio come prestito fonetico, siccome è il pittogramma di due pallini l’uno sull’altro poi assottigliatisi e raffiguranti un pestello: in alto si nota l’impugnatura, al centro c’è il corpo e verso il basso si notava, nella sua evoluzione, un grosso punto nero (la base rigonfia e tondeggiante del pestello), diventata poi un tratto lungo orizzontale (il significato originale resta nel sinogramma杵 chu3: il radicale Kangxi dell’albero 木 disambigua che è in legno). Anticamente iniziava in *ng-.
shao3 siu3 Come già accennato, è il pittogramma di quattro granelli di sabbia, come allungatisi in dei tratti. Indica il concetto di "poco".
shei2, shui2 seoi4 Indica il sostituto interrogativo "Chi?" e si pronuncia shei2 (la seconda pronuncia, più vicina a quella antica, è "shui2") e la versione tradizionale è 誰: è il radicale Kangxi della parola 言 con accanto la chiave di lettura per la pronuncia 隹, che raffigura un uccello con la coda lunga in visione laterale (è anche un radicale Kangxi; il punto in alto è la testa o il becco sporto in alto, il resto è il corpo con un'ala simile a 丰), da non confondere con l'uccello dalla coda lunga 鳥 ovvero 鸟. Forse l'uccello dalla corda corta indica pure il significato siccome "chi" è una domanda circoscritta e a corto raggio siccome si richiede di sapere l'identità di qualcuno in particolare. Siccome si vede una bocca aperta e un uccello accanto, evoca anche il significato di "cinguettare" (come anche il carattere 售indicava in passato: oggi indica invece il concetto di "vendere" e dunque le urla o il chiacchiericcio dei mercanti le loro parole per attirare clienti). Ma già Xu Shen indica che significa "chi".
shi2 sap6 Indica il numero dieci e in origine era un tratto verticale (un listello di abaco in bambù messo in verticale), a cui è stato aggiunto un punto spesso al centro, poi allungatosi in un tratto orizzontale (l'effetto finale è quello di un carattere simile a una croce latina).
shen2 sap6 Indica il sostituto interrogativo "Cosa? Che cosa?" ed è il radicale Kangxi della persona 人 accanto al numero dieci 十 come chiave di lettura per la pronuncia ma anche per il significato: in origine indicava un gruppo di dieci soldati e, nelle anagrafi antiche, indicava un gruppo di dieci famiglie. Il significato attuale deriverebbe da un prestito fonetico.
me5, mo2 mo1 È un carattere usato nei sostituti interrogativi 什么 e 怎么 e per trascrivere l'onomatopea dei bacetti, 么么 (smack smack). La versione tradizionale è 麽 e mostra una semplificazione del pendaglio di bozzoli di baco da seta (幺 >么) con la chiave di lettura della canapa, lino, oppio per la pronuncia (麻: è anche un radicale Kangxi, composto da un edificio con le piante estirpate conservate all'interno). Il significato originale è "piccolo, fine", come indica la dimensione ridotta dei bozzoli e la sottigliezza delle foglie. Oggi resta solo lo schizzo dei bozzoli.
shi2 si4 Indica il concetto di tempo e la versione tradizionale è 時: è il radicale Kangxi del sole 日 con accanto il pittogramma che oggi ha il significato di "tempio", 寺. Ma la versione originale era la pianta 之 (stando alla versione moderna) con il sole in basso, 旹, per indicare il passare del tempo legato alla crescita delle piante e indicava la stagione. La piantina indicava pure la pronuncia arcaica (in Primo Cinese Medio assomigliava a "ji", rimasta inalterata in giapponese). La chiave di lettura del tempio invece indica solo la pronuncia, "shi". Quanto al tempio 寺, in origine era il pittogramma di una piantina (oggi 土, falso amico) con sotto una mano pronta a strapparla, 寸 (è anche un radicale Kangxi che indica il pollice, un'unità di misura). Da questo carattere deriva 持, che significa "sostenere" (anche in senso astratto) e ha il radicale della mano 手. Quanto al significato di "tempio", deriva da un prestito fonetico. 時 oggi si semplifica siccome la piantina con la mano cede il posto al pollice 寸, quasi a indicare il tempo suddiviso e scandito. 寺 si trova pure nel carattere 等, con il radicale Kangxi del bambù in cima: oggi significa "aspettare" e "classe/categoria", ma in origine indicava l'atto di ordinare e esporre in un luogo pubblico i listelli di bambù su cui erano scritti per esempio i nomi dei vincitori degli Esami Imperali nell'antica Cina.
hou5, hou4 hau6 Indica il concetto di momento temporale e una versione arcaica vicina all'originale è 𠊱: era un dirupo 厂, poi stilizzatosi, con sotto una freccia (矢) che colpisce un bersaglio sul dirupo. A questo composto si è aggiunta la persona a lato e un componente in alto al dirupo (vedi avanti). Quindi, il carattere è 人 con accanto 𥎦 > 矦 hou2. Il carattere originariamente indicava il bersaglio per le frecce, come anche 的. Quanto al dirupo (è anche un radicale Kangxi), stando a Xu Shen da una sua modifica deriva un nuovo carattere, quello di "pericolo": la prima versione è 厃, un dirupo con una persona in alto che si accuccia e si sporge per guardare in basso con molta cautela (è un falso amico del coltello in alto). Dall'aggiunta di un ulteriore membro dentro al carattere, 危 (una stilizzazione di un piede 止), deriva la versione moderna. Infine, il carattere che indica il marchese deriva da 𥎦 > 矦 hou2: gli si aggiunge il radicale della persona 人, ottenendo 侯.
shi4 si6 Indica il verbo "essere" (mai usato davanti agli aggettivi/verbi attributivi) e, in cinese classico, era usato come prestito fonetico per indicare la deissi prossimale (questo/a). Una variante arcaica vicina all'ideogramma originale è 昰 e indica il sole 日 con sotto il sinogramma 正, che indica il concetto di giusto e di retta via. In particolare, il secondo significato è palese siccome il carattere è una fusione di 一, una linea orizzontale già usata nel numero uno, con il pittogramma del piede inquadrato di lato 止. Originariamente, tutto il carattere shi4 indicava il concetto di "giusto" (e.g. 某人的不是, gli errori di qualcuno).
shu1 syu1 Indica il concetto di libro e la versione tradizionale è 書, cioè il pittogramma di una mano (彐, con le dita ben visibili) mentre regge un pennello messo in verticale (le setole in basso sono diventate dei tratti orizzontali: è simile a 丄 o 丰). Questo carattere, in isolamento, è 聿. Sotto alla mano col pennello è stata aggiunta la bocca aperta con uno sbuffo d'aria per indicare le parole, 曰 (o la versione ridotta di 諸 per rendere meglio la pronuncia): indica dunque le parole che, da orali, diventano scritte, formando un libro o una serie di cose registrate per iscritto (il significato originale era proprio scrivere, registrare, annotare). Quanto a 聿, esso forma la versione originale e tradizionale di 笔, cioè 筆, il carattere che indica la penna e il pennello: è il radicale Kangxi del bambù in alto 竹 per indicare il materiale con cui è costruito con sotto la mano che regge il pennello, poi mutata nella chiave di lettura 毛, che mostra anche parte del significato siccome indica i peli del pennello (inventati in un secondo momento). È pure un radicale Kangxi, indicante il pelo ma anche le piume.
shui3 seoi2 Indica il concetto di acqua e liquido ed è il pittogramma di un flutto sinuoso e ondulato al centro di corrente d'acqua con ai lati dei punti (oggi modificatisi in dei tratti) che indicano le gocce e gli schizzi d'acqua. A lato di un carattere, si comprime e stilizza in tre tratti (due punti e una linea). È anche un radicale Kangxi.
shui4 seoi6 Indica il concetto di dormire ed è il radicale Kangxi dell'occhio 目 accanto alla chiave di lettura 垂 chui2, che ha il significato di "abbassare; penzolare" ed è il pittogramma di una pianta dall'aspetto cadente e penzolante. Una versione arcaica di questo componente e molto vicina alla versione originale è 𡍮: in mezzo al carattere si vedono delle parti penzolanti. In passato indicava l'atto di sedersi e chiudere gli occhi per riposare ma non per dormire.
jiao4, jue2 gaau3 Indica il concetto di percepire e la versione tradizionale è 覺: è la chiave di lettura legata al carattere 學 (le due mani che manipolano i listelli in bambù dell'abaco), da cui si ricava "jue2" ma anche "jiao4" (siccome l'evoluzione della pronuncia in Primo Cinese Medio di 學 era *haewk e doveva evolvere grossomodo in *hiao2, a sua volta da palatalizzare nel passaggio tra mandarino di Nanchino a mandarino di Pechino). In basso, si nota il radicale Kangxi dell'occhio con le gambe 见, che indica la percezione, forse legata in questo ideogramma all'apprendimento dell'aritmetica (del resto, 學 indica lo studio e l'apprendimento cosciente). La chiave di lettura segue la semplificazione di 學 con regolarità.
shuo1 seoi3 Indica il concetto di parlare e la versione tradizionale è 說: è il radicale Kangxi della parola 言 accanto a 兑, che significa "scambiare" e che raffigura degli sbuffi d'aria per indicare le parole 八 che escono da una bocca spalancata 口 di una persona, indicata dalle gambe 儿: quindi il riferimento era al dialogare, scambiarsi parole e il significato arcaico secondo Xu Shen era "tradurre". La bocca e le gambe sono combinabili nel sinogramma 兄 xiong1, che indica il fratello maggiore, con la bocca spalancata per dare ordini ai fratelli minori (e anche alle sorelle, secondo la gerarchia confuciana). Dalla chiave di lettura è poi nato il carattere 悦 con l'aggiunta posteriore del radicale Kangxi del cuore e che significa "felice", uno stato mentale tale per cui, per esempio, si ride (兑).
si4 sei3 Indica il numero quattro, scritto anticamente come 亖, cioè quattro listelli in bambù di un abaco messi in orizzontale. Il carattere poi è stato sostituito da 𠃢, il pittogramma di un naso in visione frontale dal quale entra e esce l'aria 八 da entrambe le narici 吅 (non sono due bocche). Anticamente indicava il concetto di respirare e il significato di "quattro" deriva dal fatto che il pittogramma è un prestito fonetico. L'aria oggi si è squadrata, ma le narici sono ancora riconoscibili in alto. Il significato arcaico resta nel carattere 呬 xi4, affiancato dal radicale Kangxi della bocca aperta 口 per indicare il respiro da entrambi gli orifizi.
sui4 seoi3 Indica il concetto di età (riferito perlopiù ai bambini e facoltativamente agli adulti, ma non agli anziani) e la versione tradizionale è 嵗: in origine era il pittogramma di un'ascia messa in piedi, vagamente simile al piccolo tridente 我 (era disegnato in modo simile a 戈, riconoscibile anche nel carattere sui4). Successivamente, all'ascia sono stati aggiunti in alto e in basso due piedi, 止 (il piede in basso, anche se oggi è stilizzato, è riconoscibile proprio è presente anche in 步 e 涉; quello in alto è diventato 山, il radicale Kangxi indicante tre cime di montagna, molto fuorviante). In passato significava "tagliare", riferito per esempio al grano durante la mietitura. Poi il carattere si è semplificato in 岁, molto fuorviante, e come ha iniziato a indicare l'età siccome la mietitura avviene una volta l'anno, quindi la mietitura è una sorta di scansione degli anni, un ripetersi ciclico di stagioni e periodi di semina e raccolta in cui l'uomo che cresce è immerso. Il significato originale resta nel carattere 刿 gui4, in cui il radicale Kangxi del coltello a lato indica molto bene il campo di significato/campo semantico.
ta1 taa1 Indica il concetto di "altri" e la terza persona, divisa in maschile e femminile. È il radicale Kangxi della persona 人 con accanto il carattere 也, che è il pittogramma di un serpente come per 巴 non come falso amico. In cinese classico, questo carattere è diventato una particella che appare spesso a fine frase come prestito fonetico. Il significato di "altro" deriva dalla diversità enorme tra la fisionomia di un homo sapiens sapiens e quella di un rettile. Il radicale dell'uomo poi disambigua che ci si riferisce a un maschio. In realtà, la parola si può usare come termine neutro dal punto di vista del genere. Infine, nell'antico cinese 也 era pure una chiave di lettura che indica la pronuncia siccome entrambi avevano una consonante laterale sorda in 他, poi mutata a partire dai dialetti, e sonora in 也, poi caduta.
ta1 taa1 Si tratta della versione femminile di 他: il radicale Kangxi della donna 女 disambigua la differenza di genere. Questo carattere è molto usato a partire dal Novecento. Il femminile si può usare non solo per riferirsi a femmine, ma anche alle nazioni, con una sfumatura di passione, sentimento e patriottismo (e.g. la Cina può essere indicata con 她).
tai4 taai3 Indica il concetto di "troppo" (in origine "enorme") ed è una modifica del carattere 大: per incrementare il suo senso e distinguerlo da 大, è stato aggiunto un tratto orizzontale in basso, oggi mutatosi in un punto.
ting1 teng1 Indica il concetto di udire/sentire/ascoltare e la versione semplificata precede quella tradizionale: quella semplificata è 听 ed è una bocca spalancata mentre parla (poi due in verticale) con accanto la stilizzazione di un orecchio (in origine i due componenti erano invertiti); 斤 non è il radicale Kangxi omonimo (indica un'ascia, poi diventata un'unità di misura, il jin, pari a mezzo chilo; i pesetti di una bilancia, come anche le monete, potevano avere la forma di una lama di ascia arrotondata), quindi è fuorviante. La versione tradizionale successiva è 聽, cioè il radicale Kangxi del padiglione auricolare inquadrato frontalmente 耳 (ER < *ny-) accanto al carattere 悳 o 惪, oggi evoluto in 㥁 o 𢛳 siccome l'occhio 目 si è ribaltato (non è l'unica volta che accade). Pertanto si ottenne 聴. 悳 de2 indica la virtù, la saggezza e la retta via ed è un occhio che guarda dritto a sé con sotto la mente/cuore. La virtù qui implica il sapere ascoltare e viceversa, ma il carattere non è la chiave di lettura per la pronuncia. Poi, in basso, si è aggiunto 王, un falso amico dei pezzi di giada legati tra loro: in realtà è uno schiacciamento di 𡈼 ting1, che è proprio la chiave di lettura per la pronuncia: è il pittogramma di un uomo 人 seduto su un cumulo di terra 土 (i due componenti si sono fusi), forse seduto proprio ad ascoltare. Non va confuso con 壬 ren2, uno dei rami terrestri da cui deriva 任 (è il pittogramma di un attrezzo, 工 con una zona poi rigonfiata in mezzo per indicare che è tenuto in mano. Il rigonfiamento è poi diventato un tratto orizzontale. Il significato di ramo terrestre deriva dal solito prestito fonetico). La versione moderna e semplificata di 聽 è un ritorno alla prima versione rimaneggiata.
tong2 tung4 Indica il concetto di "insieme" e nella versione originale è il piatto 凡 (ma senza l'oggetto dentro) per dire "tutti" e sotto la bocca spalancata 口 per indicare l'atto di parlare, avvolta dal componente in alto: indica dunque l'emissione dello stesso suono da parte di tutti. Il carattere, se messo come chiave di lettura in mezzo al radicale Kangxi dell'incrocio, 行, ottenendo 衕, indica un vicolo (e.g. gli hutong 胡同 della Vecchia Pechino, 老北京). Oggi i due caratteri sono scritti allo stesso modo. Forse la chiave indica anche un incontro tra strade, come già fa il radicale. Un simile principio si trova pure nel carattere 洞 dong4, che indica la buca/cavità/caverna ma che in passato indicava l'acqua che scorre impetuosa: è il radicale Kangxi dell'acqua 水 con accanto 同, che indica le acque che, scorrendo, si incontrano, rendendo il corso molto più impetuoso. Lo stesso significato si trova pure in 铜 tong2, che indica il rame; è il radicale del metallo 金 con la chiave 同, che indica il fatto che il rame si fonde bene con gli altri materiali. In 筒 tong3, un cestino, si vede invece il radicale del bambù 竹 con sotto la chiave di lettura che forse indica le fibre tutte unite e intrecciate tra loro.
xue2 hok6 Come già accennato, indica il concetto di studiare e la versione tradizionale è 學: è un paio di mani (臼) che manipola i listelli in bambù (爻) di un abaco. Sotto si nota il bambino, 子. Anticamente finiva in *-k e con un'aspirazione non palatalizzata.
wei4 wai3 Indica un'interiezione che tipicamente si esclama al telefono ed è il radicale Kangxi della bocca 口 con accanto 畏, il pittogramma di un fantasma con un la testa mostruosa 田 e il corpo 儿, oggi molto stilizzato. Nelle ossa oracolari, aveva un lungo bastone in mano, tenuto in verticale. La faccia mostruosa è presente in 鬼, 戴, 偶, e 異 e in due casi è una maschera tenuta in faccia (戴, 異). Il carattere indicava l'atto di spaventare, poi ha iniziato a significare "nutrire gli animali" (questo significato si conserva nel carattere 餵, avente il radicale Kangxi del cibo) e infine è diventato un'interiezione.
wo3 ngo5 Indica la prima persona singolare ed è il pittogramma di un'antica arma che si disegna in modo simile a 戈: è un bastone simile a 工 con fissato quasi in cima un piccolo tridente, visualizzabile a sinistra. La parte a destra in origine era un semplice tratto verticale, mentre oggi si è molto stilizzata: il bastone da diritto è diventato ricurvo, mentre in alto e in basso restano due tratti che indicano l'estremità dell'impugnatura. Il lungo tratto orizzontale sta a indicare l'unione tra il bastone e il tridente. Il significato di "io" deriva dall'assunzione del carattere come prestito fonetico. Anticamente, iniziava con *ng-. Il carattere si trova come chiave di lettura di 饿 e4, cioè 餓 e indicante il concetto di "fame, affamato": è il radicale Kangxi del cibo con la chiave di lettura di "io" per indicare sia che una persona è affamata, sia che solo la persona stessa avverta la sensazione stessa che sia affamata (una persona esterna non può sentirlo), sia che la pronuncia originale iniziava con *ng- (una prima dimostrazione si trova in vietnamita, dove si pronuncia ngã, ngạ, mentre la chiave di lettura in isolamento non a caso è ngã).
men5, men2 mun4 È un contrassegno di pluralità riferito alle persone e utilizzato per formare il plurale nei pronomi personali e la versione tradizionale è 們: è il radicale della persona 人 con accanto la chiave di lettura della porta a doppia anta 门, che sta anche a indicare un numero abbondante di persone che vive sedentaria sotto a un tetto (forse si riferisce alla famiglia allargata tradizionale, in cui molti parenti vivevano sotto allo stesso tetto)
wu3 ng5 Come già accennato, il numero cinque è formato da due listelli di abaco incrociati fino a formare una X. Oggi il carattere è molto stilizzato e una versione più arcaica è 𠄡. In Primo Cinese Medio iniziava con *-ng.
xi3 hei2 Indica il concetto di apprezzare/piacere ed è un tamburo, 壴 zhu4, con sotto la bocca sorridente 口, oggi squadrata, per indicare un'espressione di forte apprezzamento o le risate, in questo caso mentre probabilmente ci si diverte a suonare un tamburo. Riguardo al tamburo, in alto si nota un battente, in mezzo la pelle montata in verticale e in basso il sostegno, stilizzato con tre tratti. Dal pittogramma del tamburo nasce anche il carattere 鼓, incitare/spronare (è il tamburo con accanto un battente messo in una mano destra 支 e indicava l'atto di suonare il tamburo. In origine il battente era un trattino verticale). Un terzo carattere è 膨 (in origine "grasso [di aspetto]"), cioè il radicale Kangxi della carne 月 con accanto il tamburo 壴 e tre tratti che indicano tre vibrazioni sonore che si diffondono nell'aria (sono un falso amico dell'ombra) per indicare sia il suono del tamburo, sia il suono del sinogramma, sia forse il suono di un ventre capiente che viene colpito.
huan1 fun1 Indica il concetto di benvenuto (in origine, il concetto di divertirsi) e la versione tradizionale è 歡 è il pittogramma di un gufo 雚 guan4 accanto a una persona 人 con, in cima, una bocca sorridente spalancata per indicare il senso di piacere o le risate 口. Oggi il componente è sostituito da 欠, che indica uno sbuffo d'aria che proviene da una persona piegata e spossata, il che rende il carattere fuorviante. Quanto al componente a sinistra, oggi sostituito dalla mano destra (che non rende più la pronuncia e dunque pure esso fuorviante), il gufo 雚 ha due sopracciglia in alto, due occhioni e il corpo da uccello con la coda corta in basso. Anche 旧, che significa "vecchio [oggetti]", è un prestito fonetico ed è il pittogramma di un gufo. Il gufo ritorna nel carattere 鹳 guan4, 灌 guan4 e in 罐 guan4 come chiave di lettura per rendere la pronuncia: il primo ha il radicale Kangxi dell'uccello con la coda lunga 鸟 e indica la cicogna, un uccello che può vivere vicino ai corsi d'acqua; il secondo indica l'atto di irrigare espresso dall'acqua a lato (雚 è un falso amico del gufo perché in realtà indica proprio la cicogna); il terzo è un gufo accanto al radicale Kangxi 缶 fou3 (< *bilabiale +/j/), che è una giara per contenere liquidi con il coperchio in alto e il corpo panciuto, in origine simile a 口 e oggi rimaneggiato. Oggi 罐 indica la lattina ed è pure un nome-classificatore. 缶 come kanji indica direttamente la lattina.
xia4 haa6 Indica il concetto di "basso, scendere" ed è l'opposto di 上 fin dalla versione arcaica, 𠄟: è una linea orizzontale (forse indicante un campo) con un trattino orizzontale sotto per indicare un punto spaziale in basso. Il trattino si è poi ribaltato in una linea verticale, 丅, a cui si è aggiunto più avanti un ulteriore trattino orizzontale. Anticamente, la consonante non era palatalizzata.
yu3 jyu5 Indica il concetto di pioggia e, come già accennato, è una nuvola quadrata e stilizzata a forma di tridente con delle gocce di pioggia che scendono, oggi inserite dentro al tridente. Una versione antica del carattere, vicina a quella originale, è 𠕒 (il tratto orizzontale è un'aggiunta posteriore). Il radicale della pioggia si trova in molti altri caratteri come 雹 bao2, 雪 xue3, 霜 shuang1, 雾 wu4 e 電, 雲, 零. 零 è già stato spiegato, mentre da 電 deriva la semplificazione 电 e da 雲 deriva la semplificazione 云, che è anche un radicale Kangxi: è il radicale della pioggia (aggiunta successiva) con sotto una nuvola disegnata come due tratti orizzontali 二 e un tratto pendente a spirale, che oggi è squadrato. 云 poteva anche significare "parlare" come prestito fonetico. Quanto a 雹, indica la grandine: è la pioggia con sotto in origine tre chicchi di grandine (versione arcaica 𩅟) e poi la chiave di lettura 包, che oggi indica la borsa e che in origine è il pittogramma di una placenta con dentro un feto 巳, di cui si vedono bene la testa e il corpicino. In questo carattere indica la pronuncia, a meno che si congettura che indica pure la forma tondeggiante dei chicchi di grandine, pericolosa perché poteva devastare le coltivazioni invece che irrigarle. Riguardo a 雪, la neve, la versione originale è 䨮 ed è composto dal radicale della pioggia e sotto una scopa di bambù e pagliericcio o vimini (甡 sheng1) tenuta in una mano 彐, cioè 彗 hui4 (oggi 篲): la neve è una particolare precipitazione tale per cui, a differenza della pioggia, si può ramazzare a colpi di scopa. Indica pure il colore bianco, "bianco neve". Nella semplificazione, resta solo la mano che regge la scopa. Prima di spiegare 霜, la brina, bisogna mettere un'importante disambiguazione su 彐: il nome è "muso di maiale, grugno" ma in nessun carattere in cui compare è un grugno: in svariati casi è solitamente una mano in grafia arcaica e che si è semplificata conservando la versione arcaica, invece di diventare 又 o iper-semplificazioni come 八 e simili. Per finire con il radicale della pioggia, 霜 è il radicale in questione con sotto la chiave di lettura 相, cioè un albero dal quale spunta un occhio intento a sbirciare o forse un albero guardato con molta attenzione da un occhio: indica il colore bianco della brina, che risalta ed è ben visibile. Per tornare a 彗 hui4, come prestito fonetico significa anche "cometa" e forma il carattere che indica la saggezza, 慧, in cui la chiave di lettura è sopra il radicale Kangxi del cuore/mente 心 siccome la saggezza è l'attitudine mentale che deriva dalla prudenza unita alla conoscenza consapevole.
xian1 sin1 Indica il concetto di "prima", in origine "camminare davanti a tutti" ed è un'impronta umana (止, oggi simile a un fuorviante 生) sopra un uomo in movimento 人 (oggi 儿). Il carattere compare come chiave di lettura di 洗 (radicale dell'acqua), che significa "lavare [corpo, vestiti]" ma che in passato secondo Xu Shen indicava specificatamente l'atto di lavarsi i piedi: la chiave di lettura disambigua molto bene il significato arcaico.
sheng1 saang1 Indica il concetto di nascere, di crudo (e.g. 生鱼片 fettine di pesce crudo, sashimi), di grezzo e di "accadere" ed è il pittogramma (e radicale Kangxi) di un virgulto 屮 che cresce dal terreno 一: la prima versione del carattere era molto simile a 㞢. La linea orizzontale in mezzo deriva da un punto sul fusto del virgulto che si è assottigliato. Si vede utilizzato come chiave di lettura nel carattere 笙 sheng4, che indica un antico strumento a fiato cinese, composto da un bocchino e tante canne di bambù verticali: lo stesso radicale del bambù 竹 indica il materiale.
xian4 jin6 Come già accennato, è il radicale Kangxi del sovrano/giada imperiale (tre pezzi di giada legati da un filo verticale) con accanto l'occhio, 現, e indica il concetto di percepire e accadere.
zai4 zoi6 Indica il concetto di esistere ed è la chiave di lettura 才 cai2 (anche lui un virgulto che esce dal terreno 一 enfatizzato da un punto spesso diventato poi il tratto obliquo discendente) accanto al pittogramma della terra 土. Quindi, era rappresentato con la comparsa di un virgulto. La chiave di lettura oggi compare molto stilizzata e dislocata nei suoi componenti. Due versioni arcaizzanti che in parte sono vicine alla versione autentica sono 扗 e 𡉈. Un carattere simile e avente lo stesso significato si ottiene se si sostituisce la terra con il radicale Kangxi del bambino in fasce 子: si ottiene il carattere 存 cun2. In tutti gli altri caratteri, 才 resta inalterato, per esempio in 财 cai2 e 材 cai2: il primo indica la ricchezza e le proprietà/ricchezza ed è il radicale della conchiglia 贝 con accanto 才 cai2 (che in origine era preso come prestito fonetico per indicare questo concetto), mentre il secondo indica il materiale in senso generico ed è il radicale dell'albero 木 accanto a cai2, che a sua volta indica le piante. In origine, indicava il legno per costruire. Infine, 才 come prestito fonetico indicava pure l'abilità e infatti si trova in 天才, "un genio/talento", con riferimento al fatto che il talento si credeva un dono del Cielo. Significava pure "tagliare" con riferimento al legno e oggi più generico e, come pronuncia, ha formato il carattere 裁 cai2 (una variante arcaica è 𧚝. Contiene il pittogramma e radicale Kangxi del vestito 衣 in basso, quindi si riferisce all'atto di tagliare la stoffa per confezionare vestiti in sartoria. 𢦏 zai1, la chiave di lettura, significa "ferire" e contiene un'arma da taglio accanto a una piantina simile a 㞢).
xiang3 soeng2 Indica il concetto di pensare ed è la chiave di lettura 相, cioè l'albero dal quale spunta un occhio intento a sbirciare (o forse un albero guardato con molta attenzione da un occhio), con sotto il radicale del cuore/mente 心: indica quindi l'osservare dentro la propria mente e interiorità. La chiave di lettura, come prestito fonetico, ha iniziato a indicare anche il concetto di reciproco/vicendevole, infatti si usa nell'avverbio "vicendevolmente", 互相. Il primo carattere in origine era 䇘 ed è il radicale del bambù in alto 竹 con sotto 互, cioè un perno o palo in bambù su cui si annoda una corda, con un basamento superiore e inferiore (cioè due tratti orizzontali) e il corpo centrale.
xiao3 siu2 Indica il concetto di piccolo e, secondo Xu Shen, è il carattere 八 (forse un oggetto diviso in due) con in mezzo un lungo tratto verticale, oggi uncinato, che indica un'ulteriore suddivisione. Secondo un'altra interpretazione, sono tre granelli di sabbia, poi allungatisi in tre tratti: il pittogramma sarebbe allora imparentato con 少, quattro granelli di sabbia. Il significato, l'aspetto e la pronuncia di fatto sono pressoché identici.
jie3, jie5 ze2 Indica la sorella maggiore ed è il radicale della donna inginocchiata con accanto il pittogramma della lapide dell'antenato o altarino sacrificale o forma fallica. Di base, è la chiave di lettura "qie3"; siccome secondo Xu Shen indicava la ragazza in età per sposarsi, se si interpreta come una forma fallica può indicare la prima maturità sessuale/fertilità per fare figli.
xie1 se1 Indica il concetto di "alcuni" usato come classificatore ed è il carattere 此 ci3 con sotto i due listelli di abaco 二 per indicare il numero plurale. Il componente in alto, 此, indica la deissi prossimale in una parlata formale ed è il piede 止, che indica pure la pronuncia, messo accanto a una persona in piedi inquadrata lateralmente 匕, falso amico: in origine, significava "qui", il posto in cui qui e ora si sta in piedi/una persona è fisicamente (oggi si dice 此地 e 此处 se si vuole ancora usare questo carattere).
xie3 se2 Indica il concetto di scrivere e la versione tradizionale è 寫: è il pittogramma di un tetto con sotto la gazza, cioè un uccello che mette ciò che le serve nel nido come ogni altro uccello (non è chiaro se sia proprio la gazza ladra, un uccello che ruba gli oggetti lucenti perché attirata dal loro scintillio e li mette al sicuro nel suo nido). 臼 indica la testa con il becco, mentre i punti in basso indicano le zampette e/o la coda corda, siccome secondo Xu Shen il carattere riprende 隹 (ma in realtà la gazza come aspetto ha la coda lunga). Il carattere in origine significava "mettere le cose in una stanza" ed è passato a indicare la scrittura perché, nella misura in cui la gazza (ladra?) mette gli oggetti al sicuro nel nido, la scrittura mette la conoscenza, le informazioni e la cultura al riparo in una pagina (o un listello di bambù). L'uccello nel carattere è 鵲 xi4, la gazza/magpie. Secondo il pensiero cinese, la gazza non è propriamente una "ladra", ma annuncia/porta lieti eventi, tale per cui viene chiamata 喜鹊鸟. La gazza è composta da una riduzione del carattere 唶 jie4, cinguettare (radicale Kangxi della bocca sorridente spalancata 口) con accanto la chiave di lettura 昔 xi1, che indica un tempo passato. Per la precisione, questo concetto astratto viene formato da 仌仌 per indicare un'alluvione, evento storico che può essere ricordato a memoria d'uomo e raccontato/tramandato oralmente e per iscritto con sotto 日, il sole, per indicare il concetto di tempo. La versione arcaica è 㫺. Oggi l'alluvione è stilizzata in modo simile a 廾, fuorviante. 昔 è anche la chiave di lettura di un sinogramma fondamentale, 错 cuo4, che significa "sbagliato; errore", e di 措 cuo4, di cui urge la spiegazione: è il radicale Kangxi della mano 手 con accanto la chiave di lettura in questione e indica il concetto di "organizzare, disporre", originariamente per mettere al sicuro qualcosa, come ad esempio un territorio da un'alluvione (si pensi alla leggenda di Yu il Grande, il mitico fondatore della Dinastia Xia, che blocca le acque con le dighe laddove il suo predecessore, Shun, fallì). Quanto a 错, è il radicale del metallo 金 accanto alla chiave di lettura in questione e in origine indicava il concetto di intarsiare i minerali, in particolare la giada, o di placcare con un materiale qualcosa: infatti la chiave di lettura è la riduzione di quello che oggi si scrive 措. La versione arcaica è 䥘, il significato di "errore" deriva da un prestito fonetico e il significato di "placcare" è spiegato da Xu Shen, che aggiunge che colloquialmente si diceva 镀 du4 (oggi conserva questo significato).
xie4, xie5 ze6 Indica il concetto di ringraziare e la versione tradizionale è 謝, cioè il radicale Kangxi della parola 言 accanto alla chiave di lettura 射, che indica il concetto di emettere (per la precisione è una stuoia probabilmente di fibre intrecciate e arrotolata 身 retta da due mani, oggi una 寸 intenta a darla come regalo: 身 è un falso amico. In origine i due componenti erano invertiti di posizione). La chiave è peraltro l'origine dei due caratteri, diversificatisi con l'aggiunta posteriore del radicale della parola al concetto di gratitudine. In più, in 射 sarebbe confluito un diverso vocabolo, 射, che Xu Shen indica come un arco (身, daccapo falso amico; il tratto in alto è la freccia) che viene teso da una mano 寸: da "scoccare le frecce in lontananza" è passato a significare "emettere". 謝, come indica la pronuncia in shanghainese, aveva la stessa consonante attuale ma in versione sonora. In Primo Cinese Medio, le consonanti sorde e sonore erano ben distinte sia tra loro, sia dalla versione sorda aspirata laddove esisteva: esistevano molte più consonanti rispetto al cinese moderno, che solo il dialetto shanghainese (o "Lingua Hu" 沪语, dal nome di un fiume).
xing1 sing1 Indica il concetto di stella/astro e in origine era 曐, cioè tre astri 晶 disegnati come un sole incollati sopra il virgulto (in origine, erano due ai lati, scritti come due pallini) scritto in modo simile a 㞢 per indicare la pronuncia. Oggi sopravvive un solo astro in cima. Oggi i tre astri 晶 jing1 indicano il "cristallo", forse con un riferimento alla sua lucentezza.
qi1 kei4 Indica un periodo di tempo fissato ed è un setaccio 其 e il sole 日, poi sostituito dalla luna a fianco. Una variante arcaica che rispecchia l'ordine antico è 朞. Il setaccio è la chiave di lettura, da cui si ricava che la consonante ha subito oggi una palatalizzazione. La chiave di lettura stessa 其 è un pittogramma di un setaccio di fibre di bambù intrecciate in visione frontale con due manici verticali in alto e un tavolino sotto (丌, variante di 几, che resta schiacciato nella parte bassa e come chiave di lettura dà "ji1" oggi palatalizzato). Come prestito fonetico ha assunto il significato di "questo, ciò" in cinese classico e in una parlata molto formale. Il significato originale resta nel carattere 箕, che presenta il radicale del bambù in alto.
xi2 zaap6 È il pittogramma di un'ala e la versione tradizionale è 習: è un paio di ali con sotto il sole 日, poi modificatosi in 白. Originariamente, indicava il concetto di imparare a volare in cielo riferito agli uccelli, mentre oggi indica il concetto generico di imparare (per studio o abitudine). Anticamente, finiva in *-p.
xiao4 gaau3 Indica la scuola, ma in origine era un palo di legno a cui si legavano i prigionieri: a sinistra si nota il radicale del legno 木, mentre a destra è presente la chiave di lettura 交, che è il pittogramma di un uomo 大 che non ha però le gambe divaricate ma incrociate (父, falso amico) per indicare il concetto di legame/nodo. Anticamente, la consonante non era colpita da palatalizzazione. La chiave di lettura si può anche usare da sola e, nel carattere 绞, indica il concetto di legare con una corda o strangolare (radicale della seta affiancato al concetto di unire, legare); nel carattere 胶 indica la colla e, più anticamente, la gelatina: si ottiene dalla carne (月) ed è appiccicosa come la colla.
yi1

(+sandhi)

jat1 Come già accennato, è un singolo listello di abaco in bambù messo in orizzontale. Anticamente finiva in *-t.
yi1 ji1 Indica il concetto di ospedale e, più anticamente, della figura professionale che oggi equivale al chirurgo e la versione tradizionale è 醫: accanto ha 殳 e sotto ha 酉. Il carattere tradizionale in cima ha una freccia 矢 (radicale Kangxi) estratta da un corpo ferito e messa in un contenitore (forse un vaso, 匚) e accanto alla lancia, anch'essa radicale Kangxi: indica dunque l'attacco di una malattia e una ferita da freccia trattata. In basso si nota un vaso (si notano bene il collo e il corpo) che conteneva vino, che si poteva usare come anestetico durante le operazioni. Oggi resta solo la freccia estratta e messa nel vaso.
yuan4 jyun2 Indica il concetto di edificio (in cui oggi si svolgono uffici politici o accademici) ed è il radicale Kangxi della collina con accanto la chiave di lettura 完 wan2, ovvero un tetto con sotto una persona in piedi 元 (sotto si riconoscono le gambe, mentre i due tratti 二 enfatizzano la testa). la chiave di lettura significa "completamente" e "terminare", con un riferimento al capite, alla testa, cioè che completa la figura umana, raffigurata dalla testa ai piedi e che rende anche la pronuncia siccome è "yuan2". Quanto al carattere 院, è dunque una collina con un edificio/il concetto di "completamente" e in origine, come suggerisce il composto, indicava un edificio formato da quattro mura (e non da soli pali, come 广), lo 院子, avente le 院墙.
yi1 ji1 Come già accennato, è il pittogramma di una tunica simile a un kimono o a un hanbok inquadrato frontalmente: in alto, quasi tutto il carattere raffigura l'apertura del collo/il colletto a V; il gancio in basso stilizza il resto del vestito. A lato del carattere, si schiaccia e stilizza, altrimenti si schiaccia in basso.
fu4, fu2 fuk6 Indica in origine il concetto di "servire" (e oggi anche il vestito, anche professionale come in 工服) ed è il radicale Kangxi della carne (in origine il piatto 凡 senza l'oggetto dentro, fan2, che rende vagamente la pronuncia, poi 舟 e infine 月) con accanto il pittogramma di uno schiavo inginocchiato inquadrato di lato (una testa e il corpo, oggi un tratto verticale) con sotto una mano destra che lo tiene fermo (forse per i capelli o attraverso una corda legata al corpo dello schiavo o tenendogli il corpo: il pittogramma è laconico).
yi3 ji2 Indica la sedia ed è il radicale Kangxi dell'albero 木 per indicare il legno e il componente 奇 qi2 per indicare sia la pronuncia, sia per indicare che il carattere si riferiva a una particolare varietà di salice, lo 山桐子 cioè l'idesia, che produce delle bacche commestibili. Come prestito fonetico, il carattere indica la sedia. Quanto a 奇, significa "particolare/raro" e indica una persona 大 con sotto 可 ("davvero"), cioè il carattere 丂 (kao3, la bocca con lo sbuffo d'aria, estremamente squadrata: 丁 qui è falso amico, come indica Xu Shen sia in 可 che in 考) accanto a una bocca spalancata per indicare certezza e/o stupore.
yue4 jyut6 Come già accennato, è il pittogramma di una falce di luna ed è un radicale Kangxi. Nella prima versione, era una falce senza tratti all'interno; poi la falce si è aperta e si è aggiunto prima un tratto, poi due. Se usato a lato del carattere, è indistinguibile dal radicale Kangxi della carne, 肉, due fettine di carne secca in scatola. La carne stilizzata allo stesso modo si ritrova pure nel carattere 俎, la carne tagliuzzata accanto alla ciotola per sacrifici e offerte.
zai4 zoi3 Indica il concetto di "nuovamente" ed è un pesce messo in verticale tra un tratto orizzontale lungo in alto e un tratto identico in basso, proprio per indicare le due volte. Una variante arcaica vicina all'originale è 𠕂.
yang4 joeng6 Indica il concetto di "forma/apparenza" e la versione tradizionale è 樣. in origine secondo Xu Shen indicava la quercia (栩, 杼 xu3), che peraltro produce le ghiande, mentre il concetto odierno deriva da un prestito fonetico. Per la precisione, la quercia è indicata dal radicale dell'albero 木 con il pittogramma di una testa di capra con due corna inquadrata di fronte (羊 yang2, radicale Kangxi della capra/specie caprina/ovino) e sotto un piccolo corso d'acqua con uno schizzo in cima 永. Anche se le capre si nutrono pure di ghiande, la parte a sinistra yang4 羕 indica semplicemente la pronuncia (il significato è "il fluire dell'acqua", con 羊 come chiave di lettura e 永 come una sorta di radicale). La versione kanji toglie lo schizzo d'acqua, 様. Quanto a 永 yong3, il pittogramma che indica il rimescolarsi e fluire impetuoso e continuo delle acque, esso si usa anche per indicare il concetto di eternità. Togliendo lo schizzo/goccia in alto, si riottiene il radicale 水. Nella versione kanji, l'acqua è dunque stilizzata come 氺.

(這)

zhe4

(zhei4)

ze2 Indica la deissi prossimale e la versione sia tradizionale che colloquiale è 這: la pronuncia in questo caso è zhei4 e deriva dalla fusione di 这 zhe4 con 一 yi1. Originariamente indicava il concetto di incontrare e dare il benvenuto a qualcuno, concetto ben indicato dal radicale Kangxi del cammino 辵 accanto alla chiave di lettura della parola 言. Il significato di deissi prossimale deriva da un prestito fonetico. La semplificazione sostituisce la chiave di lettura originale con 文, a sua volta il radicale Kangxi che indica la letteratura.
zhong1, zhong4 zung1 Come già accennato, è il pittogramma di un palo con un vessillo (oggi sparito) piantato in mezzo a una zona circolare, oggi squadrata. Indica il concetto di centro e si usa anche nel nome attuale della Cina, 中国.
guo2 gwok3 Indica il concetto di Stato, Paese, Nazione e la versione tradizionale è 國: è il pittogramma di un'ampia zona recintata e delimitata (radicale Kangxi del recinto, 囗, presente in 邑 proprio per indicare la città) con dentro la chiave di lettura 或 huo4, che non rende solo la pronuncia, ma indica oggi il concetto di incertezza (e.g. "oppure") e in passato il concetto di nazione: è una spada (la difesa) con un ulteriore piccolo recinto (il territorio) e un tratto orizzontale che indica nuovamente il senso di confine. Il carattere, imbarazzante per la sfumatura di incertezza legata al governo o ai confini territoriali (questo significato è posteriore) è stato cambiato in 囯, cioè il territorio con la giada imperiale per metaforizzare l'autorità del sovrano. La versione attuale ha una modifica del componente interno, che oggi indica la giada: 国. Due varianti rare del carattere sono 囻 (il recinto con dentro il popolo, 民) e 𡆿 (il recinto con dentro un vessillo che indica il clan 氏). Anticamente, finiva in *-k. Quanto a 或, che in origine indicava il territorio, conserva il significato originale in 域 yu4, che contiene il radicale Kangxi della terra 土.
zhu4 zyu6 Indica il concetto di risiedere in un posto ed è il radicale Kangxi della persona 人 con accanto il pittogramma di una fiammella su un candelabro 主, che è passato a significare "padrone" e "principale". Inizialmente, la prima versione di questo candelabro era solo formato da un punto 丶per indicare la fiammella. Poi si aggiunto il candelabro. Oggi il punto (dian3) in isolamento si utilizza per esemplificare cosa sia il dian3, uno dei tratti fondamentali nella scrittura cinese. È stato inserito per errore tra i radicali Kangxi nel Dizionario Kangxi insieme ad altri tre tratti fondamentali, ma si possono tutti usare per classificare dei caratteri. Il significato originale di candelabro resta nel carattere derivato 炷, a cui è stato aggiunto il radicale Kangxi del fuoco compresso a lato 火.
zhuo1 coek3 Indica il concetto di tavolo e in origine è il pittogramma di un uccello 卜 su un nido 日 su un albero 木: la parte in alto del carattere è fuorviante. Una parte di questo carattere esiste a sé come zhuo1 卓 (anticamente 㔬): secondo Xu Shen significa "alto", ha una pronuncia molto simile ed è il pittogramma da cui nasce 桌: la modifica in basso consiste in due tratti che disegnano meglio l'albero, che di fatto diventa il radicale Kangxi del carattere.
zuo2 zok6 Come già accennato, è il radicale del sole 日 accanto al colletto stilizzato 乍, che indica il concetto di "poco dopo".
zuo4 zou6 Indica il concetto generico di "fare" (做 è in origine la variante popolare del sinogramma 作) ed è una persona, come nella sua alternativa più formale, 人, con accanto però la chiave di lettura 故 gu4, che oggi indica le "storielle": è il carattere 古 gu3 accanto al bastone tenuto in mano 夊: le storie sono racconti narrati e tramandati (radicale Kangxi della bocca spalancata 口), antichi (significato di 古, che rende pure il suono). Ma il significato antico, che rende anche il senso di 夊, è "causa/motivo" e, nel significato originale, 古 indica più correttamente il concetto di un fatto accaduto o di una cosa nota ("antichità"), tale per cui è palese e/o se ne parla perché si può raccontare, accanto a 夊 con il significato di "condurre", siccome si danno ordini e/o si guida qualcuno. Il significato originale resta in vocaboli rari come 无故 e 借故. Il significato di "causa" (di una cosa avvenuta) e "storiella" sono blandamente collegati.
zuo4 co5 Indica il concetto di sedersi ed è un cumulo di terra con due persone sedute sopra schiena contro schiena. Una versione molto arcaica e abbastanza simile a una delle prime versioni è 𡋲: le due persone si sono fuse tra loro. Una variante più recente è 𡋑, in cui le persone sono diventate due 厶 o una coppia di bocche, 吅. Il carattere può essere usato come chiave di lettura in 座 zuo4, che possiede il radicale Kangxi dell'ampiezza 广, cioè un edificio con quattro sostegni (e dunque niente mura) inquadrato frontalmente. Il carattere si usa come classificatore per le grandi opere architettoniche artificiali, come gli edifici e i ponti. Indica pure l'atto di sedersi, siccome sotto al tetto ci sono due persone sedute.

Note


Bibliografia

Voci correlate

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Ricostruzione filologica dei sinogrammi HSK1
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