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Repubblica di Venezia

antica repubblica marinara italiana (697-1797) / Da Wikipedia, l'enciclopedia libera

La Repubblica di Venezia, a partire dal XVII secolo Serenissima Repubblica di Venezia, è stata una repubblica marinara con capitale Venezia[3]. Fondata secondo la tradizione nel 697 da Paoluccio Anafesto, nel corso dei suoi millecento anni di storia si affermò come una delle maggiori potenze commerciali e navali europee.

Quick facts: Repubblica di Venezia, Dati amministrativi, N...
Repubblica di Venezia
(dettagli) (dettagli)
Motto:
Viva San Marco!
La Repubblica di Venezia nel 1789, alla vigilia della Rivoluzione francese
Dati amministrativi
Nome completoSerenissima Repubblica di Venezia
Nome ufficialeSerenissima Repubblica di Venezia
nomi precedenti
Lingue ufficialide facto: latino, veneto, italiano
Lingue parlateDogado e Stato da Tera: veneto, lombardo, cimbro, ladino e friulano
Stato da Mar: istrioto, dalmatico, greco, albanese e serbocroato
CapitaleVenezia
Altre capitali
Dipendenze Ducato di Nasso (1207-1566)
Politica
Forma di governo
Dogeda Paoluccio Anafesto (primo)
a Ludovico Manin (ultimo): elenco
Organi deliberativiMinor Consiglio
Senato
Maggior Consiglio
Nascita697 con Paoluccio Anafesto
CausaElezione popolare del doge della Venetia maritima
Fine12 maggio 1797 con Ludovico Manin
CausaCampagna d'Italia condotta da Napoleone Bonaparte
Territorio e popolazione
Bacino geograficoItalia settentrionale, Istria, Dalmazia, Albania, Isole egee
Territorio originaleDogado
Massima estensione65790 km² nel 1700
Popolazione2 844 212 nel 1789[1]
Economia
ValutaGrosso veneziano (XII-XV secolo)
Zecchino (XIII-XVIII secolo)
altre monete
Risorsesale
Produzionigrano, vino, vetro, indumenti
Commerci conImpero Bizantino, Sacro Romano Impero, Impero ottomano, Stati Italiani
Esportazionisale, spezie, vetro, indumenti, tessuti
Importazioniolio, spezie, tessuti
Religione e società
Religioni preminenticattolicesimo
Religione di Statocattolicesimo
Religioni minoritarieortodossia ed ebraismo
Classi socialipatrizi e cittadini
Evoluzione storica
Preceduto daVenezia marittima
Succeduto da Austria
Repubblica Cisalpina
Isole Ionie francesi
Ora parte di Albania
 Bosnia ed Erzegovina
 Cipro
 Croazia
 Grecia
 Italia
 Montenegro
 Slovenia
 Turchia
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«Venezia, unico albergo a dì nostri di libertà, di giustizia, di pace, unico rifugio de' buoni […] città ricca d'oro ma più di nominanza, potente di forze ma più di virtù, sopra solidi marmi fondata, ma sopra più solide basi di civile concordia ferma ed immobile»

(Francesco Petrarca, Epistole, Seniles, Lettera a Pietro da Bologna 4 giugno 1364[2])

Inizialmente estesa nell'area del Dogado (territorio attualmente assimilabile alla città metropolitana di Venezia) nel corso della sua storia annesse gran parte dell'Italia nord-orientale, l'Istria, la Dalmazia, le coste dell'attuale Montenegro e dell'Albania oltre a numerose isole del mare Adriatico e dello Ionio orientale. Al massimo della sua espansione, tra il XIII e il XVI secolo, governava anche il Peloponneso, Creta e Cipro, la gran parte delle isole greche, oltre a diverse città e porti del Mediterraneo orientale.

Le isole della laguna di Venezia nel VII secolo, dopo aver conosciuto un periodo di sostanziale aumento della popolazione, si organizzarono nella Venezia marittima, un ducato bizantino dipendente dall'esarca di Ravenna. Con la caduta dell'esarcato e l'indebolimento del potere bizantino sorse il Ducato di Venezia, guidato da un doge e stabilito sull'isola di Rialto, divenne prospero grazie al commercio marittimo con l'Impero bizantino e con gli altri stati orientali. Al fine di salvaguardare le rotte commerciali tra il IX e l'XI secolo il Ducato condusse diverse guerre che gli assicurarono il completo dominio sull'Adriatico. Grazie alla partecipazione alle crociate la penetrazione nei mercati orientali si fece sempre più forte e fra il XII e il XIII secolo Venezia riuscì a estendere il suo potere in numerosi empori e scali commerciali orientali. La supremazia sul mar Mediterraneo condusse la Repubblica allo scontro con Genova che perdurò fino al XIV secolo, quando, dopo aver rischiato il completo tracollo durante la Guerra di Chioggia (con l’esercito e la flotta genovese in laguna per un lungo periodo), Venezia riuscì velocemente a riprendersi dalle perdite territoriali subite con la Pace di Torino del 1381 e ad iniziare l'espansione su terraferma.

L'espansione veneziana però portò alla coalizzazione della monarchia asburgica, della Spagna e della Francia nella Lega di Cambrai che nel 1509 sconfisse la Repubblica di Venezia nella battaglia di Agnadello. Pur mantenendo la gran parte dei suoi possedimenti di terraferma, Venezia ne uscì sconfitta e il tentativo di espandere i domini orientali causò una lunga serie di guerre con l'Impero ottomano che si concluse solo nel XVIII secolo con la Pace di Passarowitz del 1718, e che causò la perdita di tutti i possedimenti nell'Egeo. Seppur ancora fiorente centro culturale la potenza veneziana fu definitivamente sconfitta da Napoleone che pose fine alla Repubblica di Venezia nel 1797 con la ratifica del trattato di Campoformio.

Nel corso della sua storia la Repubblica di Venezia si contraddistinse per il suo ordinamento politico. Ereditato dalle precedenti strutture amministrative bizantine aveva come capo dello Stato la figura del doge, carica che divenne elettiva dalla fine del IX secolo. Oltre al doge l'amministrazione della Repubblica era diretta da diverse assemblee: il Maggior Consiglio, con funzioni legislative, cui fu affiancato il Minor Consiglio, la Quarantia e il Consiglio dei Dieci competenti in materia giudiziaria e il Senato[4].