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Prospettiva
Antonio Carena
pittore docente di pittura (1925-2010) Da Wikipedia, l'enciclopedia libera
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Antonio Carena (Rivoli, 1925 – Rivoli, 2010) è stato un pittore italiano. È noto per la sua ricerca artistica e per l'invenzione delle sue celebri cielagioni, opere iperrealiste che rappresentano cieli azzurri attraversati da nuvole, spesso realizzate con la tecnica del trompe-l'oeil.
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Biografia
Riepilogo
Prospettiva
Antonio Carena si è diplomato presso l'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, dove ha studiato Pittura sotto la guida di Enrico Paulucci e Mario Davico. Nel 1950 ha esposto alla XXV Biennale di Venezia[senza fonte] e, l'anno successivo, ha ricevuto il Premio "Dino Uberti"[senza fonte] come miglior allievo dell'Accademia di Torino. Sempre nel 1951, ha ottenuto il Premio per la Cattedra di Pittura alla II Mostra Nazionale delle Accademie di Belle Arti a Napoli[senza fonte].
Negli anni '50, Carena ha esposto le sue opere in diverse personali, a partire dal 1955 al Circolo Europa Giovane di Torino, presentato da Albino Galvano. Successivamente ha tenuto esposizioni presso varie gallerie, tra cui:
- Galleria Notizie di Torino (1959), con testi critici di Albino Galvano e Luigi Pistoi.
- Medusa di Roma (1959) e Ariete di Milano (1959), con testi di Francesco Russoli.
- Galleria Il Cancello di Bologna (1960), con testo di Enrico Crispolti.
- Galerie de Seine di Parigi (1961), con testo di Michel Tapié.
Nel 1959 ha partecipato alla mostra internazionale Arte Nuova al Circolo degli Artisti di Torino, curata da Michel Tapié e Luigi Pistoi, assieme ad altri 16 artisti italiani.
A partire dagli anni '60, Carena ha iniziato le sue ricerche oggettuali, tra cui le Carrozzerie (1963), le Pellicole e le Trance metalliche (1964). I suoi primi Cieli, realizzati con aerografo su tela nel 1965, rappresentano un punto di svolta nella sua carriera. Da allora, queste opere sono state esposte in numerose gallerie italiane e internazionali, come il Museo Municipale di St. Paul de Vence (1969), la Galleria Martano di Torino (1970), e la Galleria del Cavallino di Venezia (1971).
Carena ha combinato l'estetica iperrealista con un intento ironico e dissacratorio, dichiarando nei suoi aforismi di voler "coltivare l'ironia per allontanare l'idiozia" e "evidenziare l'artificioso avanzante". Le sue cielagioni si trovano su molteplici supporti, dalle tele alle pareti di edifici, fino alle carrozzerie di automobili.
Antonio Carena è ricordato come un artista ribelle e innovatore, capace di fondere ricerca estetica e riflessione filosofica. I suoi cieli, simbolo di assoluto e libertà, continuano a rappresentare un'importante testimonianza dell'arte contemporanea italiana.
Carena ha insegnato Pittura presso il Liceo Artistico di Cuneo (1968-1969) e di Torino (dal 1970). Nel 1993 diventa direttore presso l'Accademia di Belle Arti di Cuneo.
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Interventi decorativi
Tra le sue opere decorative più significative si ricordano:
- La volta dello scalone del Castello di Rivoli (1984).
- Il Salone Riunioni della Martini & Rossi a Ginevra (1986).
- Soffitti decorativi presso l'Hotel de Ville d'Albrèt a Parigi (1989).
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