Diritto canonico

diritto delle Chiese cristiane / Da Wikipedia, l'enciclopedia libera

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Il diritto canonico (in latino ius canonicum) è l’insieme di norme giuridiche di diritto positivo o naturale, regolamenti e documenti dottrinali formulati da una legittima autorità ecclesiastica al fine di regolare l'attività di una Chiesa cristiana e dei suoi fedeli nonché le sue relazioni con la società esterna. Quindi, con diritto canonico ci si riferisce a tutto il corpo normativo proprio della Chiesa cattolica (sia di quella latina che di quelle sui iuris orientali), della Chiesa ortodossa, delle Chiese ortodosse orientali e delle singole Chiese nazionali all'interno della Comunione anglicana. Non va confuso con il diritto ecclesiastico, che è il diritto con cui gli stati regolano i loro rapporti coi credenti e con le varie confessioni religiose.

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Edizione del IX secolo della Collectio Dionysiana, compilata verso la fine del V secolo fu una delle prime raccolte di diritto canonico

Sebbene da un punto di vista storico il diritto canonico appaia continuo dalle origini del cristianesimo ad oggi, i diversi scismi avvenuti lungo la storia della Chiesa hanno portato allo sviluppo di diversi procedimenti legislativi, interpretativi e giudiziali tra le diverse confessioni. Il diritto canonico, inoltre, nella sua bimillenaria vita è stato profondamente influenzato da tutti i cambiamenti sociali, politici, economici, culturali ed ecclesiastici avvenuti nel corso del tempo.

La prima fonte del diritto canonico è la legge di Dio contenuta nelle Sacre scritture, Antico e Nuovo Testamento, che ne costituisce il substrato e i principi fondamentali su cui nei secoli si costruì una "Tradizione" grazie all'incessante magistero della Chiesa, ai lavori dei Padri e alle decisioni dei concili. Dopo i primi tre concili ecumenici (Nicea del 325, Costantinopoli del 381 e Efeso del 431) fu a seguito delle decisioni del quarto, il concilio di Calcedonia del 451, che si verificarono le prime divisioni con le Chiese ortodosse orientali che rifiutarono i canoni calcedonesi. Tra la Chiesa latina e quella bizantina di Costantinopoli la comunione rimase pressoché stabile, anche se con diverse difficoltà, fino al 1054 quando il grande scisma le divise definitivamente anche sul piano giuridico.

Dopo il 1054 nella Chiesa occidentale il diritto canonico conobbe uno sviluppo imponente certamente aiutato dalla riscoperta, in ambito laico, del diritto romano attraverso i testi giustinianei grazie alla scuola bolognese dei glossatori e alla nascita delle prime università medievali di diritto. Imponenti lavori di raccolta ragionata, si ricorda in particolare l’opera del giurista Graziano, furono pietre angolari di un sistema giuridico sempre più complesso a cui gli stessi pontefici non mancarono di dare il loro contributo con la promulgazione di decretali e con la promozione di ulteriori lavori di sistemazione e raccolta. Tale sviluppo continuò ininterrotto fino alla riforma protestante del XVI secolo, ovvero quando le nuove Chiese che ne originarono lo rifiutarono. La Chiesa di Inghilterra, anch’essa riformata a seguito di uno scisma, ne mantenne comunque la nozione da cui, tuttavia, ne sviluppò uno proprio accettato da tutta la Comunione anglicana.

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