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Villa Chigi (Siena)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Villa Chigi di Vicobello
Panorama della Villa Chigi
Localizzazione
Stato
 
Italia
LocalitàSiena
Indirizzolocalità Vico alto
Coordinate43°20′23.65″N 11°19′04.13″E / 43.339904°N 11.317814°E43.339904; 11.317814Coordinate: 43°20′23.65″N 11°19′04.13″E / 43.339904°N 11.317814°E43.339904; 11.317814
Informazioni generali
CondizioniIn uso
Stilerinascimentale
Piani3
Realizzazione
ArchitettoBaldassarre Peruzzi
Proprietariofamiglia Chigi-Zondadari
Committentefamiglia Chigi-Zondadari

Villa Chigi di Vicobello è una villa di Siena, in località Vico alto.

La villa, posta sulla cima di un ripido crinale, è una residenza rinascimentale del senese. Attribuita a Baldassarre Peruzzi, è sempre appartenuta alla famiglia Chigi-Zondadari.

Architettura

L'edificio, a pianta rettangolare, è caratterizzato da una facciata, la cui parte centrale è in leggero aggetto e comprende al piano terra tre arcate, oggi tamponate, e tre finestre ravvicinate ai due piani superiori, scandite da lesene, che con le cornici marcapiano completano la geometria della facciata.

Anche i prospetti laterali sono trattati in modo analogo a quello principale.

Il giardino

Il giardino si sviluppa su vari terrazzamenti, collegati da rampe di scale, secondo due direttrici. La prima, è quella che parte dall'ingresso principale, e dopo aver attraversato il cortile su cui si affaccia il complesso composto dagli annessi e dalla villa, attraversa quest'ultima, scendendo a sud per le terrazze e terminando con la peschiera dalla forma di mezzaluna.

La seconda, tangente al retro della villa, inizia con un grande portale d'ingresso, che immette nel cortile, e dopo aver attraversato il giardino dei limoni, termina con un'esedra. Il giardino dei limoni, il cui ingresso avviene attraverso un bellissimo cancello, è un rettangolo definito su tre lati da una cinta muraria e sul quarto, a nord, da uno stanzone utilizzato come ricovero per le piante d'agrumi. Questo spazio diviso in quattro grandi aiuole in bosso ospita un'antica collezione d'aranci e di limoni posti in grandi vasi di terracotta.

Il giardino si conclude con una esedra ornata da lesene agli angoli e da una grande apertura centrale ad arco a tutto sesto, inquadrata da un gruppo di cipressi. La parte alta dell'esedra è costituita dallo stemma gentilizio, con ai lati due vasi. All'interno trovano alloggio un tavolo in pietra e sedili circolari addossati alla parete della nicchia.

Dal giardino dei limoni si passa al primo terrazzamento inferiore, il cosiddetto pomario, diviso in aiuole geometriche, dove ancora oggi sono messi a dimora alberi da frutto. Da questo si accede ad un secondo terrazzamento inferiore, il giardino delle azalee, dove si trovano fiori da recidere come calle e zinnie nonché piante di camelie, oleandri, una palma e piante di papiro.

Nella terrazza di fronte alla villa sono collocate grandi aiuole ovali di piante stagionali e perenni che riproducono lo stemma dei Chigi. Nel primo terrazzamento inferiore in asse con la villa, detto dei "pratini", vi erano fino a pochi decenni or sono alcuni tigli, eliminati nel 1963 per ripristinare la prospettiva.

Un glicine corre lungo il muro perimetrale. Una doppia rampa di scale porta al giardino botanico creato nella seconda metà dell'Ottocento da Bonaventura Chigi. In questo giardino, che nel Cinquecento era solo un orto, è stata realizzata una vera e propria opera di sperimentazione botanica che presupponeva anche l'introduzione di piante esotiche a scopo ornamentale. Oggi è uno spazio occupato da aiuole fiorite, delimitate da sassi spugnosi, all'ombra di un Ginkgo biloba ed un cedro del Libano.

Una peschiera ad emiciclo, già citata, chiude la veduta prospettica. Il giardino comunica con l'ultima terrazza ad est (il "giardino delle azalee") attraverso una porta segreta rivestita di rocce rustiche.

A nord, di fronte all'ingresso principale della villa, superata la strada per Vicobello, si trova una piccola esedra a muro, con sedili, al cui centro si apre un cancello che immette nel bosco.

Bibliografia

  • Il giardino rivelato, segni e labirinti nei giardini senesi, fotografie di Ilio Scali e Mauro Tozzi, ed. Il Leccio, Siena, 1995. Prefazione L'Archetipo della Natura di Ugo Sani, presidente dell'Archivio Italiano dell'Arte dei Giardini.
  • I giardini di Toscana, a cura della Regione Toscana, Edifir, Firenze 2001.

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Villa Chigi (Siena)
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