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Chiesa di Santa Maria della Purificazione (Campoformido)

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La chiesa di Santa Maria della Purificazione è la parrocchiale di Campoformido, in provincia ed arcidiocesi di Udine[1]; fa parte del vicariato urbano di Udine[2].

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Storia

Si sa che Campoformido, già dipendente dalla pieve di Pozzuolo del Friuli, divenne parrocchia autonoma nel 1550[3].
Della precedente chiesa sopravvivono un lacerto di affresco cinquecentesco ritraente due santi e collocato in controfacciata, l'acquasantiera datata 1613[1] e il pulpito ligneo caratterizzato da un bassorilievo raffigurante la pesca miracolosa[3].

L'attuale parrocchiale, voluta dall'allora parroco don Alberto Manzano[4], venne costruita nel 1908 su progetto di Girolamo D'Aronco[1][3][5] anche grazie al prezioso aiuto di tutti gli abitanti del paese[4]; la consacrazione fu impartita dall'arcivescovo di Udine Antonio Anastasio Rossi il 4 novembre 1913[4].

Il terremoto del 1976 danneggiò la chiesa, che venne ristrutturata e consolidata tra il 1981 e il 1982 su progetto dell'architetto Morassutti grazie all'interessamento del parroco don Giuseppe Zorzini[1][4].

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Descrizione

Riepilogo
Prospettiva

Esterno

La facciata della chiesa, di forme neogotiche, è a salienti[1]; la parte centrale presenta un protiro sorretto da due colonne e, sopra di esso, il rosone, mentre in quelle laterali si aprono due nicchie[1].
Sotto le falde del tetto corre un cornicione modanato, al di sotto del quale si trovano, a loro volta, degli archetti pensili[1].

Interno

L'interno si compone di tre navate, separate da delle colonne caratterizzate da capitelli compositi dai quali partono degli archi a tutto sesto e delle lesene, le quali sorreggono il cornicione sopra il quale s'impostano le volte a crociera[1].
L'aula termina col presbiterio, risalito di quattro gradini e chiuso dall'abside trilatera[1].

Opere di pregio qui conservate sono il marmoreo altare maggiore, costruito nel XVIII secolo ed impreziosito da una pala cinquecentesca ritraente la Madonna con Bambino[5], il dipinto raffigurante i Santi Martino Vescovo, Canciano Martire e Michele Arcangelo, risalente al XVIII secolo[3], i quindici tondi in cui sono ritratti i Misteri del Rosario[3] e le vetrate artistiche aventi come soggetti Adamo ed Eva nel giardino dell'Eden, l'Annunciazione, la nascita a Betlemme, le Nozze di Cana, l'Assunzione della Beata Vergine Maria in Cielo e la Crocifissione[6].

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Note

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