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Bellincione Berti
nobiluomo italiano Da Wikipedia, l'enciclopedia libera
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Bellincione Berti (fl. XII secolo), appartenente alla nobile famiglia fiorentina dei Ravignani, è stato a capo di una delle casate più stimate del XII secolo.

Biografia
Fu preso da Dante nella Divina Commedia come esempio della sobrietà e semplicità nella Firenze antica, quella della prima cerchia di mura. Nel canto XV del Paradiso infatti Dante mette in bocca al suo avo Cacciaguida queste parole:
«Bellincion Berti vid' io andar cinto
di cuoio e d'osso, e venir da lo specchio
la donna sua sanza 'l viso dipinto»
di cuoio e d'osso, e venir da lo specchio
la donna sua sanza 'l viso dipinto»
Il fatto che vestisse con semplice cuoio e osso ne attesta e sottolinea la sobrietà per cui era famoso.
Pare che rivestisse il ruolo di cavaliere.
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Discendenza
Bellincione ebbe una figlia, Gualdrada, che sposò nel 1180 Guido Guerra III dei Conti Guidi, dal quale ebbe cinque figli (Ruggero, Guido, Marcovaldo, Aghinolfo e Teudegrimo).[1]
Note
Collegamenti esterni
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