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Patrimoni dell'umanità del Kazakistan

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I patrimoni dell'umanità del Kazakistan sono i siti dichiarati dall'UNESCO come patrimonio dell'umanità in Kazakistan, che è divenuto parte contraente della Convenzione sul patrimonio dell'umanità il 29 aprile 1994, come uno degli stati successori dell'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche[1].

Al 2023 i siti iscritti nella Lista dei patrimoni dell'umanità sono sei, mentre tredici sono le candidature per nuove iscrizioni[1]. Il primo sito iscritto nella lista è stato il Mausoleo di Khoja Ahmed Yasawi, inserito nel 2003, durante la ventisettesima sessione del comitato del patrimonio mondiale. L'anno dopo, nella ventottesima sessione, è stato inserito il secondo patrimonio kazako: le incisioni rupestri del paesaggio archeologico di Tamgaly. Saryarqa — Steppa e laghi del Kazakistan settentrionale, terzo sito kazako, è stata aggiunta alla lista nel 2008, durante la trentaduesima sessione del comitato. Nel 2014 la trentottesima sessione ha inserito nella lista le Vie della Seta: la rete di percorsi del corridoio Chang'an-Tianshan, sito transnazionale condiviso con Cina e Kirghizistan. Due anni dopo il Tien Shan occidentale, condiviso con Kirghizistan e Uzbekistan, è stato aggiunto alla lista dalla quarantesima sessione del comitato. Infine, il patrimonio di più recente riconoscimento è costituito dai deserti freddi invernali del Turan, condivisi con Turkmenistan e Uzbekistan, incluso nella lista nel 2023 dalla quarantacinquesima sessione del comitato. Tre siti sono considerati culturali, secondo i criteri di selezione, tre naturali; tre sono parte di siti transnazionali.

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