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Mille e una sera (programma televisivo)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Mille e una sera
PaeseItalia
Anno1970-1971
Genererotocalco, contenitore
Edizioni2
Durata120 min
Lingua originaleitaliano
Crediti
ConduttoreAlberto Lionello, Mario Accolti Gil, Enzo Jannacci, Paolo Poli
IdeatoreGianni Rondolino, Mario Accolti Gil
Casa di produzioneRai
Rete televisivaSecondo Programma

Mille e una sera è stata una rubrica televisiva di cartoni animati d'autore trasmessa il sabato sera a partire dall'ottobre 1970 su Rai 2 (allora denominato Secondo Programma), in alternativa al varietà autunnale Canzonissima di Rai 1[1] e curata da Gianni Rondolino e Mario Accolti Gil. Il programma venne trasmesso in due stagioni, in concomitanza con il concorso canoro, indirizzato ad un pubblico di appassionati di cinema d'animazione di età adulta (ma fu visto anche da molti bambini e adolescenti). Le puntate erano condotte, a turno, da diversi personaggio, tra i quali Alberto Lionello, Mario Accolti Gil, Enzo Jannacci e Paolo Poli.[1]

La trasmissione

La rubrica esordisce con un lungometraggio di Karel Zeman, La diabolica invenzione (Vynález skázy- 1958), proseguendo con le altre opere del regista e animatore cecoslovacco, la cui caratteristica era quella di far muovere attori dal vero su sfondi disegnati evocando il fascino delle illustrazioni ottocentesche dei libri di Jules Verne. A questi seguirono altri classici dell'animazione dell'est, tra i quali i film di Jiří Trnka, mago dell'animazione di pupazzi a "passo uno", e lo sperimentalismo di Madame Kabal dell'eclettico regista polacco Walerian Borowczyk.

Nella rubrica furono proposti per la prima volta in tv i lungometraggi di Bruno Bozzetto (West and Soda e Vip mio fratello superuomo), nonché i classici del dopoguerra, come La rosa di Bagdad di Anton Gino Domeneghini, (il classico del dopoguerra ), il rarissimo I Fratelli Dinamite (1949) dei veneti Nino e Toni Pagot. Seguono Il cavaliere inesistente (1971), di Pino Zac e cortometraggi di Giulio Gianini ed Emanuele Luzzati.[1] L'intento dell'autore del programma, lo storico del cinema Gianni Rondolino, è di mostrare alla platea televisiva il cinema d'animazione europeo, adombrato dalla popolarità e la diffusione di quello statunitense, Walt Disney in particolare. A differenza delle opere di quest'ultimo, che vengono rieditate nelle sale con regolarità, i più giovani hanno così modo di scoprire per la prima volta cartoni animati del passato più o meno prossimo altrimenti scomparsi e introvabili come La fattoria degli animali (1954) dei registi inglesi Halas & Batchelor, tratto dal romanzo omonimo di George Orwell, Putiferio va alla guerra (1968) di Roberto Gavioli, I viaggi di Gulliver (1939) di Max e Dave Fleischer. Vasta ed estremamente varia è anche la selezione dei cortometraggi come quelli della animatrice tedesca Lotte Reiniger, del giapponese Taiji Yabushita, e dei francesi Jean Image, Georges de La Grandière e Roland Topor, tra i moltissimi altri.[1]

Sigla di apertura e chiusura era l'omonimo brano scritto da Luigi Albertelli, Beppe Carletti e Dembrao Gilocchi ed interpretato da i Nomadi.

Note

  1. ^ a b c d Grasso, p. 491.

Bibliografia

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Mille e una sera (programma televisivo)
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