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Diocesi di Mantova

diocesi della Chiesa cattolica in Italia Da Wikipedia, l'enciclopedia libera

Diocesi di Mantova
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La diocesi di Mantova (in latino Dioecesis Mantuana) è una sede della Chiesa cattolica in Italia suffraganea dell'arcidiocesi di Milano appartenente alla regione ecclesiastica Lombardia. Nel 2023 contava 309.825 battezzati su 364.917 abitanti. È retta dal vescovo Gianmarco Busca.

Dati rapidi Suffraganea dell', Regione ecclesiastica ...
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La basilica concattedrale di Sant'Andrea a Mantova
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Il Palazzo vescovile
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La Rotonda di San Lorenzo a Mantova
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Santi patroni

Il santo patrono della diocesi è Sant'Anselmo di Lucca, mentre San Pietro e San Celestino I sono i titolari della chiesa cattedrale. San Luigi Gonzaga e San Pio X sono invece i compatroni della diocesi.

Territorio

Riepilogo
Prospettiva

La diocesi comprende la provincia di Mantova, ad eccezione di una porzione occidentale che fa parte della diocesi di Cremona; comprende inoltre i comuni della sinistra Oglio cremonese di Ostiano e Volongo e la frazione di Cizzolo in comune di Viadana, già appartenuta alla diocesi di Reggio Emilia, e passata a quella di Mantova nel 1813.

Sede vescovile è la città di Mantova, dove si trovano la cattedrale di San Pietro Apostolo e la basilica concattedrale di Sant'Andrea Apostolo.

Nel territorio sorgono altre 6 basiliche minori: la basilica palatina di Santa Barbara a Mantova, il santuario della Beata Vergine delle Grazie a Curtatone, la basilica di San Benedetto a San Benedetto Po, la basilica della Madonna della Salute a Goito, il santuario basilica di San Luigi Gonzaga a Castiglione delle Stiviere e la basilica di San Benedetto a Gonzaga.

Parrocchie e vicariati

Lo stesso argomento in dettaglio: Parrocchie della diocesi di Mantova.

Il territorio è suddiviso in 168 parrocchie, raggruppate in 1 vicariato urbano e 6 vicariati foranei: Santa Famiglia di Nazareth, San Carlo Borromeo, San Luigi Gonzaga, San Pio X, Sant'Anselmo e Madonna della Comuna.[1] Ogni vicariato è organizzato in unità pastorali, costituite da un minimo di 2 ad un massimo di 10 parrocchie.

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Storia

Riepilogo
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La tradizione fa risalire la nascita della diocesi di Mantova all'804[2][3] in seguito ad una visita di papa Leone III alla città, che eresse la diocesi ricavandone il territorio dalla diocesi di Verona. Benché i primi riscontri documentali della presenza della diocesi risalgano all'inizio del IX secolo, tuttavia sono state avanzate altre tesi secondo cui la diocesi avrebbe avuto origine attorno al 760 o addirittura al VII secolo[4]. Altre ipotesi sostengono che la diocesi sarebbe esistita già prima dell'arrivo dei Longobardi; il loro arrivo e la distruzione della città portò alla soppressione della diocesi, che venne nuovamente eretta all'inizio del IX secolo. A parziale conferma di queste tesi il fatto che nell'827 a Mantova si svolse un importante concilio con lo scopo di porre fine al dissidio tra i patriarcati di Aquileia e di Grado: questo non sarebbe stato possibile se Mantova non avesse goduto di un antico prestigio e di un'antica tradizione ecclesiale.[5]

Un diploma dell'imperatore Corrado II del 1037 contiene il più antico elenco delle pievi spettanti al vescovo di Mantova, per un totale di 35.

Anche se i vescovi di Mantova non ebbero mai una vera e propria signoria, esercitarono alcuni diritti temporali (mero e misto imperio), specialmente su alcuni castelli dell'Oltrepò. A partire dal XIV secolo i vescovi si fregiarono del titolo di principe del Sacro Romano Impero e nonostante la contrarietà degli imperatori continuarono a fare uso del titolo fino alla fine del XVIII secolo.

Il 13 aprile 1452 Mantova, che fino ad allora era stata suffraganea del patriarcato di Aquileia, divenne una diocesi immediatamente soggetta alla Santa Sede.

Dal 1466 al 1566, per un secolo, la cattedra vescovile fu appannaggio della famiglia Gonzaga, marchesi prima e duchi poi di Mantova. Anche successivamente vi saranno vescovi di questa importante famiglia.

All'inizio del XVII secolo fu notevole l'episcopato di Francesco Gonzaga, che fondò il seminario diocesano e consacrò la cattedrale. Più volte fu iniziato il suo processo di beatificazione, da cui emerse la sua grande carità.

Nel 1803 il concordato napoleonico prevedeva il passaggio di Mantova alla provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Ferrara, disposizione tuttavia che rimase senza effetto.[3] Invece, il 16 febbraio 1820, in forza della bolla Paternae charitatis di papa Pio VII, entrò a far parte della provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Milano; contestualmente le parrocchie della diocesi di Reggio che si trovavano a nord del Po furono annesse alla diocesi mantovana.[6]

Il 12 settembre 1818 lo stesso papa Pio VII decretò la soppressione dell'abbazia nullius di Asola; delle sue dieci parrocchie, otto furono incorporate nella diocesi di Mantova e due in quella di Brescia.[7][8]

Nel difficile periodo risorgimentale, il vescovo Pietro Rota non ottenne l'exequatur e quindi non poté mai prendere possesso della diocesi e risiedere nel palazzo vescovile. Per un certo periodo fu anche imprigionato e vide chiudere dall'autorità civile il seminario diocesano. Fondò il periodico "Il Vessillo Cattolico", che fu pubblicato dal 1872 al 1876.

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Cronotassi dei vescovi

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Prospettiva

Si omettono i periodi di sede vacante non superiori ai 2 anni o non storicamente accertati.

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Calendario liturgico proprio della diocesi

Ulteriori informazioni Data, Celebrazione ...
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Statistiche

La diocesi nel 2023 su una popolazione di 364.917 persone contava 309.825 battezzati, corrispondenti all'84,9% del totale.

Ulteriori informazioni anno, popolazione ...
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Note

Bibliografia

Voci correlate

Altri progetti

Collegamenti esterni

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