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Ludovico Gonzaga (vescovo di Mantova)
vescovo cattolico italiano nato nel 1460 Da Wikipedia, l'enciclopedia libera
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Ludovico Gonzaga (Mantova, 21 agosto 1460[3] – Gazzuolo, 19 gennaio 1511[4]) è stato un vescovo cattolico italiano, figlio di Ludovico II Gonzaga, marchese di Mantova e di Barbara di Brandeburgo.

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Biografia
Riepilogo
Prospettiva
Fu avviato giovanissimo alla carriera ecclesiastica e nel 1470 divenne protonotario apostolico. Nel 1471 fu nominato abate dell'abbazia di San Tommaso di Acquanegra.[5] Nel 1477 intraprese gli studi giuridici presso l'Università di Bologna. Alla morte del padre nel 1478 ereditò, congiuntamente al fratello Rodolfo e con patto di reciproca successione in caso di mancanza di prole maschile, le terre di Luzzara, Ostiano, Castel Goffredo, Castiglione, Redondesco e Solferino.[6] Nel 1479 i due fratelli fecero una divisione verticale della loro consignoria e a Ludovico toccarono Castel Goffredo, Ostiano e Redondesco.[7] Restava evidentemente non derogabile il patto di mutua successione.
A Castel Goffredo
A Castel Goffredo continuò l'opera intrapresa da Alessandro Gonzaga, riprendendo le opere difensive.[8] Egli stipulò un importante documento per la storia di Castel Goffredo, dove pare si fosse fatto edificare una casa,[9] la "Transazione" del 12 giugno 1480, con la quale il signore cedeva al Comune le fosse e i terragli di Castelvecchio con le relative pertinenze. Iniziò alcune opere di miglioramento del palazzo antistante la piazza,[10] forse collegando tra loro i due edifici già esistenti.[11]
Il 7 ottobre 1483 fu nominato vescovo eletto di Mantova succedendo al fratello, il cardinale Francesco. In questo periodo riuscì a sventare un complotto, ordito dagli altri fratelli Gianfrancesco e Rodolfo, atto ad avvelenare il fratello maggiore Federico, marchese di Mantova, per impossessarsi dello Stato.[12]
Nel 1484 si adoperò affinché a Mantova sorgesse il Monte di Pietà[13] e nello stesso anno fu inviato a Roma con l'intento di poter essere elevato al rango cardinalizio, ma il titolo non gli venne concesso. Fu l'occasione, però, per iniziare la collezione di importanti reperti archeologici.[14] Fuggì da Roma colpita dalla peste e trovò rifugio a Bracciano, ospite degli Orsini.[15]
Alla corte di Gazzuolo
A causa di contrasti con la famiglia, preferì tenersi lontano dalla città soggiornando a Sabbioneta, Ostiano (dove stava ristrutturando una sua residenza[16]) e Quingentole (tra il 1489 e il 1496) e creando dal 1501 una piccola corte a Gazzuolo presso il nipote Ludovico dove, non essendo stato consacrato e avendo lasciato i compiti spirituali a un vicario, si dedicò al mecenatismo artistico commissionando importanti opere agli artisti dell'epoca, tra questi, Pier Jacopo Alari Bonacolsi l'Antico.[17] Nel castello di Gazzuolo fece realizzare il suo studiolo,[18] alla stregua di altri importanti signori del Rinascimento[19] ed ebbe numerosi ospiti tra i quali Girolamo Casio, Paride da Ceresara, Angelo Poliziano, Giovanni Sabadino degli Arienti, Battista Spagnoli, Niccolò da Correggio e Matteo Bandello,[20] che di lui scrisse:
«… sempre tenne una corte onoratissima di molti e vertuosi gentiluomini, come colui che si dilettava de le virtù e molto largamente spendeva.»
Rivaleggiò con la nipote Isabella d'Este e il padre Ercole I d'Este duca di Ferrara nella acquisizione di importanti opere d'arte, tra le quali un gruppo di vasi in pietra dura appartenuti a Lorenzo de' Medici.[22]
La morte
La sua morte, avvenuta alla corte di Gazzuolo[23] il 19 gennaio 1511,[24] venne accolta addirittura con irritazione da Isabella, che in una sua lettera si disse "addolorata" per non aver potuto partecipare al carnevale.[25] Per testamento lasciò in eredità le sue terre al nipote Ludovico di Bozzolo,[26] violando il patto di mutua successione col fratello Rodolfo, fissato, oltre trent'anni prima, in sede di spartizione dell'eredità paterna. Ludovico di Bozzolo si affrettò ad occupare manu militari Castel Goffredo,[27] ma ne fu sloggiato pochi giorni dopo grazie anche alle truppe inviate dal marchese di Mantova, Francesco II.[28] Si aprì quindi una lunga vertenza davanti alla corte imperiale, che si risolse solo nel 1513 e vide riconosciuti ai figli di Rodolfo, Aloisio e Gianfrancesco, rispettivamente i territori di Castel Goffredo e Ostiano. Fu nominato amministratore apostolico della vacante diocesi di Mantova Sigismondo Gonzaga.[29]
Venne sepolto nel 1512 nella cattedrale di Mantova.[30]
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Ascendenza
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Stemma
Note
Bibliografia
Voci correlate
Collegamenti esterni
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