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Elezioni amministrative in Italia del 1993

elezioni amministrative italiane Da Wikipedia, l'enciclopedia libera

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Le elezioni amministrative in Italia del 1993 si sono tenute il 6 giugno (con ballottaggio il 20 giugno) e il 21 novembre (con ballottaggio il 5 dicembre).[1] Furono le prime consultazioni per l'elezione diretta del sindaco o del Presidente della Provincia, introducendo a livello locale il modello semipresidenzialista.

Dati rapidi 34 comuni capoluogo di provincia, Sinistra ...

A corollario dell’elezione democratica dei capi ente, si decise la modifica del sistema elettorale, assegnando un premio dei tre quinti dei seggi alla coalizione vincitrice delle elezioni sia comunali che provinciali. Anche nei comuni minori, la cui soglia venne drasticamente innalzata a 15.000 abitanti, si introdusse per la prima volta il vincolo di gruppo seppur tramite liste civiche, ma con un premio dei due terzi e una votazione in turno singolo. Diminuì in generale il numero dei consiglieri, dato che separando le loro cariche dagli assessori, le giunte vennero in pratica scorporate dai consigli.

Fu complicato stabilire, in base ai risultati di queste elezioni, una gerarchia dei partiti, dal momento che troppe erano le etichette d'occasione appiccicate a coalizioni che sostenevano i vari candidati[2]. A livello generale, nel primo turno delle elezioni di giugno si constatò il successo della Lega Nord nell'Italia settentrionale (con circa il 40% dei voti a Milano), mentre PDS e PRC erano stabili (persero meno voti rispetto ai democristiani) e il PSI praticamente sparì (nel capoluogo lombardo, dove per un secolo era stato protagonista della vita pubblica, non riuscì a eleggere nemmeno un consigliere comunale)[2]. Nel resto d'Italia gli ex comunisti ottennero diversi consensi, grazie al fatto che erano abbastanza abili nel fare alleanze[2], mentre le liste di centro non superarono il primo turno anche a causa delle loro divisioni interne[2]. Proprio l'elettorato centrista diventò decisivo nei ballottaggi, sia dove la lotta fu tra Lega Nord e la coalizione di sinistra, sia dove erano in corsa due candidati di sinistra (come a Torino, dove i leghisti avevano mancato il ballottaggio per 5.013 voti)[2][3].

La tornata autunnale confermò il successo della coalizione di sinistra (vittoriosa a Genova, Roma, Napoli, Palermo, Trieste e Venezia), mentre dove era assente la Lega Nord (nell'Italia centrale e meridionale) ebbe molto successo il MSI[4]. La destra missina ottenne molti consensi poiché era uno dei pochi partiti non coinvolti nell'inchiesta Mani pulite e poiché nello sfaldamento del centro, in particolare della DC, gran parte degli elettori moderati ritenne la formazione di estrema destra preferibile rispetto alle sinistre[4]. Nelle grandi città furono eletti sindaci personalità estranee ai partiti (a Genova vinse un magistrato, a Trieste un imprenditore e a Venezia un filosofo) oppure politici che non erano mai stati al governo (come a Roma e a Napoli)[4]. Significativo fu il successo di Leoluca Orlando, candidato a Palermo che vinse con il 75% dei voti al primo turno[4].

Nei comuni capoluogo si ebbero 17 successi di alleanze basate sul PDS e una sul PSI, 3 i successi di riformatori o pattisti, 8 le vittorie della Lega Nord, un successo di destra locale e 2 dell’MSI, partito che ebbe altri due sindaci in condizioni di anatra zoppa.

Nelle province furono 4 le vittorie di alleanze basate sul PDS, 4 le vittorie della Lega Nord e una la provincia andata ad un partito locale.

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Elezioni comunali del febbraio 1993

Isernia

  • Le elezioni, inizialmente fissate per il 13 dicembre 1992, furono rinviate al 7 febbraio 1993 per un ricorso al TAR del movimento La Rete, la cui lista era stata esclusa per l'incompleta documentazione presentata da sette dei suoi quindici candidati.
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Elezioni comunali del giugno 1993

Riepilogo
Prospettiva

Piemonte

Torino

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Novara

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Vercelli

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La lista contrassegnata con la lettera A è apparentata al secondo turno con il candidato sindaco Giorgio Gaietta.

    Lombardia

    Milano

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    Ballottaggio
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    Lecco

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    Pavia

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    Veneto

    Belluno

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    Friuli-Venezia Giulia

    Pordenone

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    Emilia-Romagna

    Ravenna

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    Toscana

    Grosseto

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    Siena

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    Umbria

    Terni

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    Marche

    Ancona

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    Abruzzo

    Puglia

    Sicilia

    La Sicilia, nel disciplinare con legge regionale la disciplina elettorale degli enti locali, fu la prima in Italia ad introdurre l'elezione diretta del sindaco. Secondo la legge elettorale siciliana (L.R. n. 7, 26 agosto 1992), il voto si esprimeva su due schede, l'una per l'elezione del Consiglio comunale e l'altra per l'elezione diretta del Sindaco.

    Nei comuni con popolazione superiore a 10.000 abitanti, le liste potevano costituire una coalizione. L'apparentamento era ammesso esclusivamente tra le liste e non con i candidati alla carica di Sindaco. Il 70% dei seggi (con arrotondamento, in caso di numero frazionario, all'unità superiore) era assegnato proporzionalmente; i restanti seggi erano attribuiti, secondo il criterio proporzionale, per due terzi alla lista o al gruppo di liste coalizzate che avesse conseguito il maggior numero dei voti validi, e i seggi ulteriormente residui alla lista o alla coalizione di liste risultata seconda per numero di voti validi attribuiti (art. 23).

    Agrigento

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    Catania

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    Elezioni comunali del novembre 1993

    Piemonte

    Alessandria

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    Lombardia

    Lodi

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    Veneto

    Venezia

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    Friuli-Venezia Giulia

    Trieste

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    Liguria

    Lo stesso argomento in dettaglio: Elezioni comunali in Liguria del 1993.

    Genova

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    La Spezia

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    La lista contrassegnata con la lettera A è apparentata al secondo turno con il candidato sindaco Giuseppe Ricciardi.

      Marche

      Macerata

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      Lazio

      Lo stesso argomento in dettaglio: Elezioni comunali nel Lazio del 1993.

      Roma

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      Latina

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      Abruzzo

      Chieti

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      Pescara

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      Campania

      Benevento

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      Caserta

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      Napoli

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      Salerno

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      Puglia

      Taranto

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      Calabria

      Cosenza

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      Sicilia

      Palermo

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      Caltanissetta

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      Elezioni provinciali

      Lo stesso argomento in dettaglio: Elezioni provinciali in Italia del 1993.

      Note

      Collegamenti esterni

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