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Vohburg an der Donau
comune tedesco Da Wikipedia, l'enciclopedia libera
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Vohburg an der Donau è una città tedesca di 8 605 abitanti, situata nel circondario di Pfaffenhofen an der Ilm in Baviera, lungo la riva destra del Danubio.
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Geografia fisica

La città è situata lungo la sponda destra del Danubio, che attraversa il territorio cittadino da ovest verso est. Il centro cittadino è delimitato a nord dal Danubio, a nord-ovest dal fiume Paar, che sfocia nel Danubio proprio in prossimità del nucleo urbano, e a sud dal fiume Kleine Donau, che prosegue parallelo al Danubio per poi sfociarvici diversi chilometri a est.
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Storia
Riepilogo
Prospettiva
La scoperta di cocci e vasellame sulla collina dove sorgeva il castello ha consentito di attestare la presenza di insediamenti risalenti alla tarda età del bronzo, attorno al 1500 a.C.[2]

Attorno all'895, in età carolingia, risale un riferimento a un "cortile fortificato più grande" appartenuto a Pernhard de Vohapurch, mentre dal 911 al 1081 è documentata la presenza dei conti di Vohburg nell'insediamento[2]. Dopo l'arrivo dei marchesi Diepoldinger il castello venne distrutto tra il 1104 e il 1105 nel corso dell'ascesa al trono imperiale di Enrico V, al quale i Diepoldinger avevano dato sostegno. Nel 1204 il castello passò alla famiglia Wittelsbach; nel 1246 venne celebrato a Vohburg il matrimonio tra Elisabetta, figlia di Ottone II duca di Baviera, e il re di Germania Corrado IV[2]. Nel 1414 il duca di Baviera Ernesto ricostruì il castello dopo che era andato distrutto un secolo prima[2]. Alcune ricostruzioni storiche riportano un soggiorno di qualche anno del figlio Alberto III con Agnes Bernauer[2], una popolana che venne poi imprigionata con l'accusa di stregoneria da parte del duca Ernesto, contrario alla relazione, e fatta annegare nel Danubio a Straubing[3].

Il castello venne distrutto una terza volta nel 1641 nel corso della guerra dei trent'anni per mano degli svedesi guidati dal generale Johan Banér[2]. All'inizio del XVIII secolo Vohburg fu occupata dagli austriaci e ospitò anche Eugenio di Savoia. Il 19 aprile 1809 Napoleone Bonaparte pernottò a Vohburg in preparazione alla battaglia di Abensberg, svoltasi il giorno seguente[4].
Nel 1952 Vohburg ottenne il rango di città[2].
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Geografia antropica
La città si trova all'estremità settentrionale del circondario di Pfaffenhofen an der Ilm, nello stato federato della Baviera.
La città è composta da 13 distretti (in tedesco Gemeindeteil)[5]:
- Auhöfe (borgata, in tedesco weiler),
- Dünzing (kirchdorf, villaggio con chiesa),
- Hartacker (villaggio, in tedesco dorf),
- Höfartsmühle (borgata),
- Irsching (villaggio parrocchiale, in tedesco pfarrdorf),
- Knodorf (villaggio),
- Menning (villaggio parrocchiale),
- Oberdünzing (villaggio),
- Oberhartheim (kirchdorf),
- Pleiling (villaggio),
- Rockolding (kirchdorf),
- Unterhartheim (borgata),
- Vohburg an der Donau (capoluogo).
La città si suddivide in sette distretti: Dünzing, Irsching, Menning, Oberhartheim, Oberwöhr, Rockolding e Vohburg an der Donau.
Economia
Riepilogo
Prospettiva

Nel distretto di Irsching sono presenti una raffineria di oli minerali e una centrale elettrica. Nel 1964 vennero avviati i lavori per la realizzazione di una raffineria sul terreno tra Vohburg e Irsching, che divenne operativa a partire dal 1967[6]. Dal 1998 la raffineria è gestita dalla Bayernoil ed è connessa tramite una serie di oleodotti alla vicina raffineria di Neustadt an der Donau, operando come un'unica struttura[7]. La raffineria è anche connessa all'oleodotto Transalpino.
Con la raffineria sorse anche la vicina centrale elettrica, che si compone di sei blocchi, e dal 2016 è gestita da Uniper. I primi tre blocchi (chiamati Irsching 1, 2 e 3) erano stati progettati per operare con gas naturale e gasolio[8], mentre i tre blocchi successivi (Irsching 4, 5 e 6) sono cicli ad alta efficienza operanti con solo gas naturale. I blocchi 1 e 2 sono stati dismessi nel 2006 e nel 2012, rispettivamente[9]. Il blocco 3, entrato in servizio nel 1974, è rimasto operativo come riserva di rete per diversi anni, ma verrà dismesso entro la fine del 2023[10]. I blocchi 4 e 5 sono cicli combinati ad alta efficienza (attorno al 60%), entrate in servizio tra il 2010 e il 2011[10]. Nel 2023 è prevista l'entrata in servizio del blocco 6, una centrale a turbogas destinata a supportare la stabilizzazione della rete elettrica[10].
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Note
Altri progetti
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