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La basilica del Santo Sepolcro (in ebraico: כנסיית הקבר?, trasl. Cnesiat HaChever, ovvero "Chiesa della Tomba"; in arabo: كنيسة القيامة, Kanīsat al-Qiyāma, ossia Chiesa della Resurrezione), chiamata anche la Chiesa della Resurrezione (dai cristiani ortodossi: in greco: Ναός της Αναστάσεως, Naòs tis Anastàseos; e in armeno: Սուրբ Հարության տաճար?, Surp Harut'yan tachar), è una delle più importanti chiese cristiane di tutto il mondo essendo costruita sul luogo che la tradizione indica come quello della crocifissione, unzione, sepoltura e resurrezione di Gesù. Secondo la tradizione ortodossa, ogni anno, a mezzogiorno, durante la celebrazione del Sabato Santo della Pasqua ortodossa, vi si ripete il «miracolo del Fuoco Santo»[2].

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Basilica cattedrale patriarcale
del Santo Sepolcro
Facciata
Stato Israele
 Palestina[1]
DistrettoDistretto di Gerusalemme
LocalitàGerusalemme
Coordinate31°46′43″N 35°13′46″E
Religione
TitolareSanto Sepolcro
Diocesi
FondatoreCostantino I e Flavia Giulia Elena
Stile architettonicoromanico, protogotico
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L'edicola del Santo Sepolcro prima dei restauri del 2016-2017.

Situata a Gerusalemme, è ricompresa all'interno delle mura della Città Vecchia, al termine della Via Dolorosa, e ingloba sia quella che è ritenuta la «collina del Golgota», luogo della crocifissione, sia il sepolcro scavato nella roccia, dove il Nuovo Testamento riferisce che Gesù fu sepolto. Oggi è la sede del Patriarcato greco-ortodosso di Gerusalemme, il quale, al centro della chiesa[3], vi ha il proprio Katholikon, ossia la propria cattedrale, e la propria cattedra[4][5].

La Chiesa del Santo Sepolcro è una delle mete principali e irrinunciabili dei pellegrini che visitano la Terra Santa, insieme con la basilica dell'Annunciazione di Nazareth e la basilica della Natività di Betlemme. Ma, a differenza di queste ultime, il Santo Sepolcro è l'unico luogo della cui esistenza si possiedono prove archeologiche risalenti ad appena un centinaio d'anni dopo la morte di Gesù.

Formalmente è anche la sede del Patriarcato di Gerusalemme dei Latini; tuttavia il Patriarca cattolico latino non ha la libertà di celebrare se non negli spazi e nei tempi assegnati nel 1852 dallo Statu Quo alla Custodia di Terra Santa e secondo gli accordi con la stessa comunità monastica. Il Patriarca latino quindi risiede effettivamente in una sede presso la concattedrale del Santissimo Nome di Gesù, chiesa principale della diocesi e chiesa madre, dove egli ha la propria cattedra e celebra normalmente[6].

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