Storia contemporanea

epoca compresa fra il 1800 e il presente / Da Wikipedia, l'enciclopedia libera

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La storia contemporanea (età contemporanea) è una delle età storiche della periodizzazione tradizionale della storia dell'umanità. Inizia con la Rivoluzione francese (1789) e la Rivoluzione industriale giungendo fino al presente.[1] L'affievolirsi degli ideali rivoluzionari e la sconfitta di Napoleone portarono l'Europa a una nuova fase, detta della Restaurazione, che ebbe inizio con il Congresso di Vienna del 1815, in cui i vincitori delle guerre napoleoniche delinearono un riassetto dell'Europa in nome dei vecchi principi. Tuttavia, già a partire dagli anni '20 ebbe inizio una serie di moti che rivendicavano la democrazia politica, in cui si intrecciavano indipendenza nazionale e istanze sociali. Il culmine si ebbe con le rivoluzioni del 1848, che, in Francia, portarono all'istituzione della seconda repubblica e che, in Italia, coincisero con la prima guerra d'indipendenza contro l'Impero austriaco. Analoghi moti per l’indipendenza si verificarono in America Latina dove si distinsero José de San Martín e Simón Bolívar. Il 1848 fu anche la data della pubblicazione del Manifesto del Partito comunista di Karl Marx e Friederich Engels.

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Da in alto a sinistra secondo il verso di lettura: il congresso di Vienna del 1815; una fabbrica della metà del XIX secolo tipica della seconda rivoluzione industriale; fanti britannici in trincea nella prima guerra mondiale; la USS California in fiamme dopo l'attacco di Pearl Harbor; 1989: la caduta del muro di Berlino; skyline di Hong Kong uno dei simboli del commercio internazionale e della globalizzazione del XX e XXI secolo

I moti del '48, tuttavia, ebbero uno scarso successo tanto che a partire dagli anni '50 si assistette in Europa ad un sostanziale incremento delle autorità centrali degli Stati. In Francia, grazie ad un colpo di Stato, prese il potere Napoleone III che dette vita al Secondo impero francese di ispirazione bonapartista. Il trono dell'Impero austriaco passò a Francesco Giuseppe I che ripristinò il modello assolutistico, cancellando la costituzione da poco concessa; la sua sconfitta nella guerra contro la Prussia lo costrinse ad un compromesso con l'Ungheria, da cui conseguì l'Impero austro-ungarico. Lo spiccato militarismo e la forza industriale della Prussia di Bismarck gli permisero di sconfiggere la Francia nel 1870 e dare vita all'Impero tedesco. Nel mentre, l'Italia portò a termine la propria unità nazionale con l'annessione del Veneto del 1866 e la presa di Roma del 1870. Fuori dal continente, l'Inghilterra continuò a perseverare nella propria politica liberale e coloniale, forte della sua florida economia, in quella che è conosciuta come l'età vittoriana. Tra le potenze mondiali, la Russia rimaneva ancora quella più arretrata nonostante alcuni tentativi attuati dallo zar Alessandro II. Dall'altra parte dell'Atlantico, gli Stati Uniti, terminata una sanguinosa guerra di secessione, videro un rapidissimo sviluppo industriale e demografico, grazie anche ad un'incessante immigrazione, affermandosi come una delle maggiori potenze. L'avvio dei commerci con gli Stati Uniti permise al Giappone di uscire dal suo secolare isolazionismo per intraprendere un velocissimo rinnovamento.

Tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo, una seconda rivoluzione industriale cambiò profondamente la vita della popolazione grazie ad invenzioni quali l'automobile, il telefono, il cinematografo, la lampadina e il miglioramento dei processi industriali nella chimica e nelle produzione dell'acciaio e dell'alluminio. Tali progressi causarono una drastica caduta dei prezzi che provocò una lunga recessione. Le latenti tensioni tra le varie potenze portarono, nel 1914, allo scoppio della prima guerra mondiale che si concluse dopo quattro anni e oltre nove milioni di morti. Durante gli eventi bellici, l'impero zarista russo cadde a seguito di una rivoluzione che instaurò il primo Stato comunista al mondo, guidato da Lenin. La grande depressione degli anni '30 e gli strascichi del primo conflitto mondiale furono concause che favorirono l'avvento in Europa di alcuni regimi totalitaristici, come quello fascista in Italia, quello franchista in Spagna e quello nazista in Germania. Fu proprio a causa di quest'ultimo, responsabile anche dell'Olocausto del popolo ebraico, che nel 1939 il mondo precipitò nella seconda guerra mondiale.

Conclusosi nel 1945, dal conflitto emersero due potenze di distinta ideologia, gli Stati Uniti e l'Unione Sovietica, che si contrapposero in quella che è conosciuta come "guerra fredda". Uno dei campi in cui esse si affrontarono fu la corsa allo spazio, vinta dagli statunitensi che riuscirono a far atterrare sulla Luna la missione Apollo 11 il 20 luglio 1969. Il confronto bipolare giunse al termine a seguito di un cambio di politica del leader sovietico Michail Gorbačëv, che portò, nel 1991, alla dissoluzione dell'Unione Sovietica. Nel 1992 venne formalmente istituita l'Unione europea. Sul piano sociale, i decenni tra la fine del XX e l'inizio del successivo furono contrassegnati dalla globalizzazione e da un rapidissimo sviluppo tecnologico accompagnato dalla diffusione di internet. Gli attentati dell'11 settembre portarono il mondo ad affrontare nuovi conflitti. La crisi dei subprime, scoppiata nel 2006, portò l'economia mondiale a subire una grande recessione che si protrasse fino al 2013. Alla fine del 2019 in Cina vennero registrati i primi casi di infezione di COVID-19, da cui poi scaturì una pandemia i cui effetti travalicarono quelli sanitari per estendersi anche nell'economia e nella società. L'invasione russa dell'Ucraina del 2022 ha provocato la maggiore crisi per l'accoglienza di rifugiati in Europa dopo la fine della seconda guerra mondiale.

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